Il freddo potrebbe raggiungere parte dell’Europa centrale attorno al 12 novembre e lasciare l’Italia ancora esposta a correnti più miti. La corsa GEM disegna questa separazione: aria dalle alte latitudini verso le Isole Britanniche e parte del continente, richiamo temperato sul Mediterraneo. Quanto riuscirà ad avvicinarsi alle Alpi il ramo freddo? Dalla sua traiettoria dipenderà il coinvolgimento italiano, anche in presenza di un vortice polare stratosferico molto disturbato.

Il corridoio freddo si apre fra Atlantico e Scandinavia
Una depressione sulla Scandinavia e un promontorio anticiclonico sul Nord Atlantico possono aprire una strada alle correnti settentrionali. Sul fianco occidentale della depressione l’aria scende verso latitudini inferiori. Nella carta GEM sono le Isole Britanniche e parte dell’Europa occidentale e centrale a trovarsi lungo il percorso di questa possibile alimentazione più fredda.

L’Italia rimane più a sud, vicino al bordo della saccatura, l’allungamento dell’area depressionaria. Per capire se il freddo potrà raggiungerla conta soprattutto la direzione delle correnti: un minimo molto profondo sulla Scandinavia può comunque lasciarci fuori dalla discesa fredda.
Sull’Italia possono arrivare correnti da un’altra direzione
La stessa circolazione che porta aria fredda a nord delle Alpi può mantenere correnti da ovest o sudovest sul nostro Paese. Nella carta compare anche una depressione a ovest della Penisola Iberica, che rende l’assetto mediterraneo più articolato e può contribuire al richiamo di aria da latitudini più basse.
Per l’Italia resterebbe quindi plausibile un tempo autunnale più mite, con maggiore umidità e occasioni di pioggia secondo il percorso delle perturbazioni. È una disposizione compatibile con il recupero delle temperature già analizzato per la seconda settimana del mese. Il contrasto fra le masse d’aria emerge nella seconda mappa: i valori più bassi si allungano verso l’Europa centro-occidentale, quelli più elevati prevalgono sul Mediterraneo e sull’Italia.

Possiamo dire che sull’Europa settentrionale si cominciano ad avvertire i primi segnali di una stagione invernale nascente con le prime velleità fredde più serie in abbassamento di latitudine. Sicuramente una situazione che potrebbe dinamicizzarsi ulteriormente con riscolti inattesi.
Le Alpi sono una difesa dal freddo per l’Italia
Il maggiore coinvolgimento italiano richiederebbe una saccatura più estesa verso sud e una disposizione dei minimi capace di dirigere il ramo freddo verso il Mediterraneo. Un flusso che rimane sull’Europa centrale può raffreddare i settori a nord dell’arco alpino lasciando la Penisola sotto correnti differenti. La barriere alpina è sempre un ostacolo importante da superare anche quando le colate fredde sono convincenti. Infatti, il freddo sull’Italia, difficilmente arriva direttamente da nord: è invece più probabile una direttrice orientale (dalla Bora) od occidentale (da Maestrale).
L’inverno non è ancora cominciato
Parliamo già da alcuni giorni di freddo, neve, stratwarming, colate fredde polari come se effettivamente fossimo già dentro il pieno della stagione invernale. Ricordiamoci che invece l’inverno meteorologico inizierà solo il primo di dicembre mentre quello astronomico poco prima di Natale. Dunque non dobbiamo meravigliarci se questa tendenza sarà effettivamente ritrattata anche in modo importante: questa è la stagione dell’autunno piovoso. Il freddo dovrebbe arrivare dopo. A suo tempo.
Analisi e fonti
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