HomeMeteoDalla Spagna all’Italia: il caso che fa riflettere sui temporali di giovedì

Dalla Spagna all’Italia: il caso che fa riflettere sui temporali di giovedì

Quanto accaduto nelle ultime ore in Spagna deve far riflettere anche guardando al peggioramento atteso sull’Italia giovedì. Sul Mediterraneo occidentale una situazione favorevole ai temporali ha prodotto rapidamente un sistema convettivo di mesoscala molto organizzato, con una struttura complessa e persino una evidente impronta rotante. La parte sorprendente non è stata quindi l’esistenza dell’instabilità, ma ciò che quell’instabilità è riuscita a generare senza che fosse prevista sulla carta. Il passaggio da temporali attesi a una struttura di questo tipo è avvenuto su una scala che le previsioni avevano rappresentato con molta più difficoltà. Ed è precisamente questo il parallelo che interessa l’Italia: anche per giovedì conosciamo abbastanza bene l’arrivo del peggioramento, mentre resta assai più difficile stabilire fino a che punto potranno organizzarsi i fenomeni più forti una volta che la convezione avrà preso forma sul Mediterraneo.

Il caso spagnolo mostra dove aumenta l’incertezza

La previsione meteorologica riesce a descrivere con buona affidabilità la circolazione generale: l’arrivo di una saccatura, il richiamo di aria umida, l’aumento dell’instabilità e le zone nelle quali le precipitazioni hanno maggiore probabilità di svilupparsi. La parte più delicata comincia quando occorre prevedere l’evoluzione interna dei temporali. Una cella può esaurirsi rapidamente oppure generarne altre; più nuclei possono fondersi in una struttura organizzata; una convergenza può muoversi oppure restare quasi ferma; lo stesso sistema temporalesco può modificare localmente il vento e creare nuove condizioni favorevoli alla convezione. È qui che piccole differenze iniziali producono, alcune ore dopo, scenari molto diversi. Quanto osservato in Spagna è quindi interessante perché mostra concretamente quanto possa diventare ampia la distanza fra una previsione corretta del maltempo su larga scala e la reale intensità e organizzazione raggiunta dai fenomeni.

Il Mediterraneo ancora molto caldo entra in questo problema “a gamba tesa”, soprattutto perché mantiene elevate le risorse termodinamiche disponibili. Non serve ripetere la formula ormai abusata del “mare come carburante”: l’aspetto più importante è che un ambiente così ricco di calore e umidità può lasciare maggiore spazio a evoluzioni convettive molto differenti tra loro. La dinamica atmosferica decide dove e quando queste risorse vengono utilizzate, ma una volta avviata la convezione possono comparire strutture che pochi chilometri o poche ore prima non erano facilmente distinguibili nelle simulazioni. Anche i modelli ad alta risoluzione lavorano su condizioni iniziali inevitabilmente imperfette e proprio i sistemi temporaleschi organizzati amplificano rapidamente queste piccole differenze.

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Giovedì sull’Italia potremmo trovarci davanti allo stesso problema previsionale

Il peggioramento destinato all’Italia tra mercoledì e giovedì è ormai evidente nelle sue linee generali. La perturbazione arriverà da ovest, aumenteranno instabilità e precipitazioni e una parte importante della fase più attiva coinvolgerà il Mediterraneo centrale e il versante tirrenico prima della successiva evoluzione verso altri settori della penisola. Sapere che arriveranno piogge e temporali, però, è soltanto il primo livello della previsione. Il secondo riguarda ciò che questi temporali potranno diventare: strutture mobili e relativamente rapide oppure sistemi più organizzati, capaci di rigenerarsi o di concentrare precipitazioni molto abbondanti lungo fasce ristrette.

In questi termini l’episodio spagnolo assume valore per ciò che accadrà in Italia. Non perché giovedì debba ripetersi la stessa configurazione, ma perché mette davanti agli occhi un limite molto concreto della previsione mediterranea di questi giorni: possiamo riconoscere un ambiente favorevole ai fenomeni forti senza riuscire ancora a definire con precisione la forma che quei fenomeni assumeranno. La posizione di una convergenza, la nascita del primo nucleo, l’interazione fra celle e la durata dell’organizzazione possono cambiare radicalmente gli effetti al suolo. Una simulazione può quindi rappresentare correttamente il peggioramento e nello stesso tempo mancare dettagli importanti per quanto riguarda la geografia e l’energia associate ai fenomeni generati dalla depressione in arrivo.

Analisi e fonti
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