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Blocco anomalo sul Nord Europa: perturbazioni deviate e possibile ingresso di aria fredda in Italia

La carta più vistosa per il prossimo fine settimana non riguarda direttamente l’Italia. Sulla previsione GFS valida per domenica 18 ottobre, una vasta dorsale si estende dalle Isole Britanniche verso la Scandinavia. Il suo nucleo entra nelle classi più alte della climatologia di riferimento, con aree oltre il 99,5° percentile e altre nella fascia Record Max. È un’anomalia notevole in quota, capace di modificare la disposizione delle correnti su gran parte dell’Europa.

Il dato va letto con precisione: la mappa rappresenta le altezze geopotenziali a 500 hPa, confrontate con la rianalisi ERA5 del periodo 1979-2021. Non misura la pressione al suolo e non dimostra, da sola, la presenza di valori superiori a 1040 hPa. Mostra però con chiarezza il promontorio anticiclonico sul Nord Europa e quanto la configurazione prevista sia rara rispetto alla serie storica utilizzata.

Il blocco a nord devia la circolazione europea

Una struttura così ampia può ostacolare il normale scorrimento delle perturbazioni atlantiche verso il continente. Il flusso occidentale, invece di attraversare l’Europa centrale con regolarità, tende a essere deviato e a scorrere lungo i margini del blocco. La posizione dell’alta pressione determina dove possono scendere le saccature e quale traiettoria imbocca l’aria più fredda, questa evoluzione non è certo quella che spinge verso una evoluzione atlantica tipica dell’autunno italiano.

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GFS a 500 hPa, percentile delle altezze geopotenziali rispetto a ERA5 1979-2021; previsione valida alle 12 UTC del 18 ottobre 2026. Fonte: PolarWx.

Le proiezioni settimanali descritte per i prossimi giorni indicano condizioni in prevalenza asciutte sull’Europa nord-occidentale e centro-settentrionale, con un possibile prolungamento della scarsità di precipitazioni sul Nord-Ovest europeo anche nella settimana successiva.

L’Italia è esposta, ma il percorso del freddo resta incerto

Su questo sfondo i modelli prospettano un possibile ingresso di aria fredda verso l’Europa centro-orientale e il Mediterraneo, ma non concordano del tutto sulla traiettoria. Nelle soluzioni europee considerate, il nucleo freddo potrebbe muoversi in senso retrogrado da est e coinvolgere in modo più esteso la Penisola. Le mappe GFS propongono invece una discesa più settentrionale e un’evoluzione meno marcata per l’Italia.

La differenza non è secondaria. Un’irruzione che si muove dalla regione balcanica verso ovest può raggiungere più direttamente il Centro-Sud e l’Adriatico; un affondo da nord può interessare prima l’Europa centrale e le Alpi, lasciando da definire l’eventuale successivo coinvolgimento italiano. A oltre una settimana di distanza, il dettaglio decisivo resta innanzitutto capire se davvero l’evoluzione sarà “retrograda” e quindi si concretizzerà l’evenienza di un polo freddo che dai balcani riuscirebbe ad investire l’Italia. Insistiamo su questa caratteristica dell’evoluzione perché, proprio in ottobre, l’anomalia sarebbe duplice: in questo mese ed in autunno in generale predominano le correnti da ovest e tale direttrice è anche quella che generalmente governa il tempo sull’Italia durante il corso dell’anno.

Un ottobre senza perturbazioni atlantiche regolari

Il contrasto con l’autunno atteso è evidente. Ottobre è spesso una fase favorevole alle perturbazioni occidentali, ma la stagione non segue un calendario fisso: se il flusso atlantico viene ostacolato, anche un mese autunnale può alternare passaggi piovosi concentrati e intervalli asciutti, senza una successione regolare di fronti da ovest. In questo quadro, il possibile freddo da est o da nord-est sarebbe una risposta dinamica alla forte alta pressione presente sul centro nord Europa.

Anche il forte El Niño atteso nei prossimi mesi non basta a stabilire che tempo farà in Europa nella seconda metà di ottobre. La WMO prevede un ulteriore rafforzamento del fenomeno; il Met Office segnala che, su scala stagionale, El Niño può aumentare le probabilità di condizioni più umide e tempestose nell’Europa nord-occidentale. Sono indicazioni probabilistiche e di lungo periodo: la configurazione sinottica prevista per una specifica settimana dipende dalla circolazione atmosferica in atto. Secondo la prospettiva qui illustrata, la tendenza meteo basata sulla presenza del Nino sarebbe disattesa (no piogge).

Per l’Italia, dunque, la notizia al momento è duplice: il blocco anticiclonico sul Nord Europa appare eccezionale nella previsione GFS in quota; la possibile discesa fredda verso la Penisola è ancora materia di confronto tra scenari. L’Atlantico potrebbe restare ai margini, ma sarà la traiettoria dell’ eventuale polo freddo a decidere se l’Italia vedrà un vero cambio di stagione o soltanto un raffreddamento più circoscritto.

Analisi e fonti
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