La tendenza verso una nuova fase anticiclonica prende consistenza: il passaggio perturbato di questi giorni potrebbe lasciare presto spazio a un altro periodo stabile, capace di accompagnarci fino alla metà di ottobre e forse oltre. La porta atlantica tenderebbe quindi a richiudersi, interrompendo sul nascere la possibilità di una successione più regolare di perturbazioni. Per l’Italia si profila un ritorno delle ottobrate, con temperature in aumento soprattutto in quota e condizioni generalmente asciutte. Nelle pianure e nelle valli, però, la stessa alta pressione potrebbe favorire anche nebbie dense e giornate grigie.
Il vortice al Sud rallenta il miglioramento, poi avanza l’alta pressione
Il passaggio a questa nuova fase avverrà gradualmente. La circolazione depressionaria tenderà a isolarsi verso le regioni meridionali, mantenendo inizialmente alcune interferenze sul Centro-Sud prima di indebolirsi. Sul suo bordo settentrionale resterà possibile un modesto richiamo di correnti orientali, più avvertibile sulle regioni centrali e meridionali, dove il miglioramento potrà procedere con qualche esitazione. Nel frattempo il promontorio anticiclonico tornerà a espandersi da ovest, occupando progressivamente una parte più ampia del Mediterraneo e dell’Italia.
La carta a 500 hPa per mercoledì 14 ottobre rappresenta bene questa evoluzione: una struttura anticiclonica estesa dall’Europa occidentale verso quella centrale, con l’Italia in gran parte coinvolta e una circolazione depressionaria ancora presente sul Mediterraneo orientale. In questa configurazione le perturbazioni atlantiche vengono indirizzate soprattutto verso latitudini più settentrionali, lasciando poche occasioni per nuovi ingressi organizzati da ovest sul nostro Paese.

Il rialzo termico sarà più evidente in quota
Con l’affermazione dell’anticiclone aumenteranno le temperature, ma la risposta cambierà secondo la quota e le condizioni locali. Nell’aria libera e sui rilievi il riscaldamento potrà risultare più netto; nei fondovalle e nelle pianure le notti serene e la ventilazione debole favoriranno il raffreddamento vicino al terreno. Potranno così rafforzarsi le inversioni termiche, con aria più fresca e umida nei bassi strati e più mite sopra. Durante il giorno, dove il sole riuscirà a imporsi, anche le temperature al suolo potranno recuperare.
La carta delle anomalie termiche a 850 hPa per venerdì 16 ottobre mostra valori superiori alla media soprattutto sul Centro-Nord e nell’area alpina, con un segnale meno marcato verso il Sud. È un’indicazione sullo stato della massa d’aria a circa 1.500 metri, a quota variabile: l’aumento delle temperature nelle singole città dipenderà anche da nuvolosità, nebbie e durata del soleggiamento.

La stabilità può favorire nebbie e giornate grigie
Questa nuova ottobrata potrebbe avere aspetti diversi anche a pochi chilometri di distanza. Sui rilievi al di sopra degli strati umidi sarebbero favorite giornate luminose e miti; più in basso l’umidità potrebbe restare intrappolata, formando nebbie o nubi basse. La Pianura Padana e le valli interne sono ambienti particolarmente favorevoli a questi fenomeni, soprattutto quando il vento si attenua e il raffreddamento notturno porta l’aria vicina alla saturazione.
Le nebbie potranno essere localmente dense tra la notte e il mattino. Dove la copertura bassa persisterà, il sole avrà meno tempo per riscaldare il terreno e il rialzo delle massime resterà contenuto. Potremo quindi avere anche giornate grigie all’interno di una fase anticiclonica, con nuvolosità generalmente poco produttiva, al più accompagnata da deboli pioviggini locali. La maggiore mitezza in quota potrà convivere con un tempo più fresco e umido nelle zone basse.
Oltre metà ottobre resta aperta la strada del prossimo cambiamento
La prospettiva prevalente è dunque quella di una nuova pausa stabile, potenzialmente estesa anche ai giorni immediatamente successivi alla metà del mese. Più avanti resta da definire dove e quanto il promontorio anticiclonico potrà indebolirsi: da questo dipenderanno la possibilità di un nuovo ingresso atlantico, la sua traiettoria e le regioni coinvolte. Il 15 ottobre rappresenta un riferimento temporale della tendenza, non una scadenza dell’alta pressione che potrebbe proseguire il suo dominio anche oltre…
Analisi e fonti
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