Diversi modelli matematici individuano per inizio della prossima settimana tre nuclei freddi in quota sull’Europa. Il dettaglio che merita attenzione è il contrasto con il campo al suolo: su parte dell’Europa centrale, Italia compresa, le isobare indicano valori di pressione relativamente elevati, ma a circa 5.500 metri compaiono circolazioni fredde e più instabili. È una configurazione che può rendere meno lineare la previsione del tempo anche sulla Penisola, soprattutto per nubi e rovesci locali.
Le elaborazioni a cui facciamo qui riferimento, restano una proiezione a sei giorni. Vanno quindi lette, come di consueto, con elasticità di interpretazione.
La pressione al suolo racconta solo una parte della colonna d’aria
Le isobare bianche descrivono la pressione vicino al terreno; i colori e i valori sulla carta rappresentano invece geopotenziale e temperatura a 500 hPa. Sono livelli diversi dell’atmosfera, e possono mostrare strutture differenti nello stesso momento.

Per questo un campo di pressione al suolo elevato non basta a garantire cieli sereni ovunque. L’aria fredda presente in quota può aumentare il contrasto termico con gli strati inferiori e favorire lo sviluppo di nubi cumuliformi. Sulle Alpi, il rilievo può contribuire al sollevamento dell’aria, rendendo possibili rovesci circoscritti se sono presenti anche umidità e condizioni favorevoli. Per quanto riguarda l’Italia, maggiore rischio potenziale di fenomeni sarebbe evidenziabile sul settore occidentale in particolare tra Piomonte, Liguria e Valle d’Aosta oltre al Mar Ligure.
Tre nuclei in quota, ma la loro posizione resta decisiva
Nella simulazione sono evidenziate tre aree con circolazione fredda in quota: una sull’Europa occidentale, una sul settore centro-orientale e una più a sud-ovest, verso la Penisola Iberica. La loro collocazione rispetto all’Italia potrebbe fare la differenza: anche se tali “poletti freddi” dovessero effettivamente sfiorare l’Italia il tempo potrebbe segnare aree di instabilità non trascurabili.
L’incertezza riguarda soprattutto i fenomeni locali
La partita dell’alta pressione che sicuramente sarà protagonista nei prossimi giorni potrebbe però presentare diverse anomalie: elevati valori barici al suolo ma possibili interferenze più fresche in quota con il risultato che localmente il meteo potrebbe assumere caratteristiche molto differenti anche tra zone contigue. Al momento infatti non possiamo escludere il rischio di rovesci e temporali che potrebbero affacciarsi già a partire da domenica prossima.

Nei prossimi fix daremo molto più risalto a questa valutazione, prima verificando se effettivamente potrà realizzarsi e quindi cercando di seguirne l’evoluzione: potrebbero infatti nascere diversi spunti di novità per il momento non tracciabili.
Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing
