HomeMeteoIl caldo finirà davvero dopo il solstizio? L’Atlantico potrebbe aprire la prima...

Il caldo finirà davvero dopo il solstizio? L’Atlantico potrebbe aprire la prima breccia

Dopo il picco caldo atteso attorno al solstizio, gli aggiornamenti modellistici iniziano a mostrare una possibile modifica dello scenario verso il 24 giugno. Ma non si tratta ancora di una svolta certa: l’Atlantico, almeno inizialmente, potrebbe favorire proprio la risalita dell’aria più calda.

Il caldo finirà davvero dopo il solstizio? È questa la domanda che inizia a diventare centrale, ora che la fase più intensa dell’ondata calda sembra ormai destinata a concretizzarsi nella parte finale della terza decade di giugno. L’attenzione, nei prossimi giorni, sarà inevitabilmente concentrata sull’aumento delle temperature e sul consolidamento dell’alta pressione, ma il punto più interessante riguarda ciò che potrebbe accadere subito dopo il picco.

Gli ultimi aggiornamenti modellistici mostrano infatti un quadro molto caldo sull’Europa centro-occidentale, con anomalie particolarmente marcate soprattutto oltralpe. Francia, Regno Unito, Benelux e parte dell’Europa centrale potrebbero trovarsi nel cuore della massa d’aria più calda, mentre l’Italia risulterebbe comunque coinvolta da temperature sopra media, ma non sempre necessariamente nel nucleo più estremo dell’anomalia.

Il cuore del caldo potrebbe essere soprattutto oltralpe

Le mappe a 850 hPa, quota spesso utilizzata per valutare le caratteristiche della massa d’aria senza l’influenza diretta del suolo, evidenziano una vasta anomalia positiva sull’Europa occidentale attorno al 22 giugno. L’evento più intenso sembra proiettarsi tra Penisola Iberica, Francia, Isole Britanniche e settori centro-occidentali europei.

- Advertisement -

Questo non significa che l’Italia resterà ai margini del caldo. Al contrario, anche il Mediterraneo centrale e la nostra Penisola saranno interessati da una fase pienamente estiva, con temperature in aumento e valori superiori alla media del periodo. Tuttavia, almeno secondo questo tipo di evoluzione, il massimo della bolla calda potrebbe collocarsi più a nord e a ovest rispetto al nostro Paese.

Per l’Italia il risultato sarebbe comunque una fase molto calda, stabile e probabilmente afosa nelle aree pianeggianti e interne, soprattutto laddove la ventilazione resterà debole. Le temperature potranno salire in modo sensibile, ma la distribuzione esatta dei valori dipenderà da dettagli ancora non del tutto risolti, come l’orientamento dei flussi, la presenza di eventuali velature e la ventilazione nei bassi strati.

L’alta pressione sarà robusta, ma non incorruttibile

A sostenere questa fase vi sarà una struttura anticiclonica molto solida in quota. Le anomalie di geopotenziale a 500 hPa indicano un campo di alta pressione ben organizzato sull’Europa centro-occidentale, con valori particolarmente elevati tra Francia, Regno Unito, area alpina e settori vicini.

Una configurazione di questo tipo favorisce stabilità, subsidenza e progressivo accumulo di calore nei bassi strati. In altre parole, il caldo non sarebbe legato soltanto a una singola giornata particolarmente calda, ma a una struttura atmosferica capace di insistere per più giorni, rendendo più probabile un picco termico attorno al periodo del solstizio.

Tuttavia, proprio osservando l’evoluzione successiva, emerge un elemento da seguire con attenzione: la struttura anticiclonica potrebbe iniziare a perdere compattezza sul Mediterraneo centrale, mentre l’Atlantico proverebbe a guadagnare spazio con una saccatura più incisiva attorno al 24 giugno.

Attorno al 24 giugno possibile breccia atlantica, ma servono conferme

Il punto chiave è questo: non possiamo ancora parlare di fine certa dell’ondata calda. Siamo nel campo delle tendenze a medio-lungo termine e, a queste distanze temporali, piccoli spostamenti della saccatura o dell’asse anticiclonico possono cambiare molto gli effetti sull’Italia e sulla Toscana.

Al momento, l’ipotesi più prudente è quella di una possibile attenuazione del caldo dopo il picco collocabile ancora attorno ai giorni del solstizio, non una vera rottura organizzata. Una cosa è parlare di ridimensionamento delle temperature, magari accompagnato da maggiore ventilazione e qualche temporale in più; un’altra è parlare di ingresso perturbato netto, con ricambio d’aria deciso e calo termico diffuso. Questa seconda ipotesi, per ora, necessita ancora di una notevole riscrittura della sinottica.

Il ruolo dell’Atlantico sarà quindi determinante, ma anche piuttosto ambiguo. In una prima fase, infatti, una falla barica posizionata a ovest dell’Europa può avere l’effetto opposto rispetto a quello che spesso si immagina: invece di portare subito fresco, può favorire la risalita di aria molto calda dal Nord Africa verso il Mediterraneo e l’Europa occidentale. Solo in un secondo momento, nelle ultime elaborazioni, appare più convinta una flessione della pressione dovuta all’ingresso di una saccatura atlantica che coinvolgerebbe più direttamente il centro nord Italia. Attenzione: vi facciamo notare che solo ieri parlavamo sì di un possibile calo termometrico a partire dal 23/24 giugno ma lo facevamo tirando in campo correnti più fresche orientali. Questo infatti era lo scenario proposto soprattutto dalle elaborazioni europee. Dunque, la porta aperta ad un cambiamento seguita ad avere una traccia sulle proiezioni deterministiche a lunga scadenza ma come questo potrebbe avvenire rimane ad oggi di difficile comprensione.

In Italia possibile scenario contrapposto

Questa evoluzione andrà seguita con particolare attenzione. Dopo una fase di caldo intenso, l’eventuale avvicinamento della saccatura potrebbe tradursi in un clima meno rovente, ma con il rischio di nuovi temporali (anche violenti?) soprattutto sulle province settentrionali. Tutto dipenderà da se e come l’anticiclone vorrà ritirarsi e lasciare spazio ad una circolazione differente, che sia essa orientale od atlantica. L’Italia potrebbe effettivamente vedere uno scenario contrapposto: il ritorno di turbolenza sul centro nord mentre la persistenza di condizioni più stabili al centro sud. Ma questa non sarebbe certo una novità.

In sintesi, il caldo intenso appare probabile attorno al periodo del solstizio, con un quadro molto sopra media soprattutto sull’Europa centro-occidentale e con l’Italia comunque coinvolta dalla fase anticiclonica. La vera incognita riguarda il dopo: attorno al 24 giugno si intravede una possibile modifica dello schema atmosferico, ma non ci sono ancora elementi sufficienti per parlare di svolta certa.

La tendenza, quindi, va ancora letta con tutte le cautele del caso come sempre si conviene quando si parla di una proiezione a 10 giorni.

Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing

Chi siamo  •  Centro di calcolo

Il caldo non aumenta ovunque insieme: le differenze in Italia tra il 18 ed...

Una mappa delle temperature può ingannare. Vedere molti colori caldi non basta per capire dove la situazione peggiorerà di più. La domanda giusta, questa...