Il freddo di questi giorni potrebbe lasciare spazio a una circolazione più occidentale e umida. Le nuove proiezioni del Centro Europeo allungano la fase instabile almeno fino alla settimana 16–23 novembre: le anomalie di pioggia diventano più diffuse sull’Europa, ma non indicano precipitazioni abbondanti ovunque in Italia. Il clima tenderebbe a risultare meno freddo, spesso vicino alle medie o localmente più mite.
Il cambio di circolazione si prepara a entrare nel vivo da lunedì 9 novembre. Dopo una prima parte del mese segnata da aria più fredda e da precipitazioni distribuite in modo irregolare, l’Atlantico potrebbe tornare a scandire il tempo europeo con una successione di perturbazioni e brevi pause. È una tendenza già comparsa nelle precedenti elaborazioni e che i nuovi prodotti settimanali ripropongono; l’elemento aggiunto è la possibile persistenza del quadro fino al 23 novembre. Stiamo parlando di una tendenza, è bene ribadirlo, ma che potrebbe rappresentare una novità importante per quanto riguarda l’arrivo di un periodo piuttosto lungo caratterizzato da piogge a ripetizione. Per questo motivo ci siamo concessi la licenza di poter parlare di “cataratte” atlantiche, proprio a significare l’ingresso di correnti in grado di scaricare molta pioggia su molte zone italiane.
Dal 9 al 16 novembre tornano le perturbazioni, focus sul centro nord Italia
La prima carta riguarda la settimana che va dal 9 al 16 novembre. Le anomalie positive più evidenti si dispongono tra l’Atlantico orientale, la Penisola Iberica e parte dell’Europa occidentale. Anche sul settore alpino e su alcune zone del Nord Italia compaiono sfumature favorevoli a precipitazioni superiori alla media, mentre il quadro si attenua procedendo verso il Centro e il Sud. In diverse aree italiane i colori sono deboli o vicini alla neutralità; sul Mediterraneo centrale e meridionale compaiono anche zone con precipitazioni sotto la norma.

Questa distribuzione è compatibile con l’arrivo di impulsi atlantici che potrebbero “bersagliare” più direttamente le regioni centro settentrionali. Tra l’altro precipitazioni sopra la norma sarebbero destinate anche alle aree italiane che per il momento sono sotto media: larga parte della Pianura Padana dunque Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Anche La Toscana risulta più asciutta del normale specie al centro sud. La Liguria invece, spesso già oltre media sommerebbe a quelle già cadute altre importanti piogge.
La seconda settimana estende l’andamento piovoso fino al 23 novembre
La carta valida dal 16 al 23 novembre è l’elemento nuovo di questo aggiornamento. Il verde, che identifica un’anomalia pluviometrica positiva, copre una porzione ampia dell’Europa, compresi i settori occidentali, centrali e settentrionali. Anche sull’Italia la tendenza appare più favorevole alla pioggia rispetto alla prima settimana, soprattutto al Nord e in parte del Centro. La colorazione sopra media si indebolisce invece verso l’estremo Sud e le isole maggiori, dove le anomalie sono più contenute o non distinguibili con chiarezza.

La prospettiva concreta è un aumento delle occasioni perturbate, con distribuzione e intensità da definire. Per le regioni del Nord e del versante tirrenico la ripetuta esposizione ai flussi occidentali potrebbe favorire passaggi piovosi più frequenti e consitenti. L’Appennino e l’arco alpino possono amplificare localmente le precipitazioni quando l’aria umida viene costretta a salire lungo i rilievi. Al contrario, il Sud adriatico e ionico potrebbe restare più ai margini se le depressioni transitassero a nord o se prevalessero correnti occidentali tese. Sono differenze importanti: una configurazione atlantica non distribuisce automaticamente la pioggia in modo equo su tutto il Paese.
Il diagramma in quota conferma la variabilità perturbata
Il terzo prodotto segue l’evoluzione delle anomalie di geopotenziale a 500 hPa lungo le longitudini dell’emisfero, dal 27 ottobre fino ai primi giorni di dicembre. Le ondulazioni cambiano posizione e intensità nel corso del periodo: un quadro dinamico, nel quale l’Atlantico resta coinvolto, ma senza una traccia giornaliera capace di fissare in anticipo il percorso di ogni perturbazione. La fascia grigia, che aumenta con la distanza, rappresenta la dispersione delle simulazioni: più ci si spinge avanti, meno è definita la collocazione dei centri d’azione.

Il freddo si attenua, ma l’autunno non sarà piovoso ovunque
Nel complesso, l’Italia sembra avviarsi verso una fase diversa da quella dei primi giorni di novembre. Le correnti occidentali potrebbero portare aria più umida e meno fredda, con temperature spesso in linea con le medie o temporaneamente superiori, specialmente quando si attiveranno richiami meridionali. Il rischio di nuove giornate fredde si allontana ma è chiaro che non spetta a novembre portare gelo e neve. Per chiudere va anche detto che proprio nelle ultime emissioni si sono intraviste simulazioni che, dopo la pioggia, avrebbero indicato l’arrivo di altro freddo, sempre nell’ultima decade di novembre. Alziamo le mani per il momento e vediamo, intanto, se davvero si materializzerà la pioggia attesa.
Analisi e fonti
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