La perturbazione atlantica in arrivo porterà sulle Alpi anche un cambiamento delle condizioni per la neve: con l’afflusso di aria più fredda, le nevicate potranno raggiungere la media montagna, soprattutto sui versanti esteri. La prima occasione si colloca tra mercoledì 21 e giovedì 22 ottobre; una seconda potrebbe presentarsi fra venerdì 23 e il fine settimana del 24–25. Nei settori più freddi ed esposti alle precipitazioni, i fiocchi potranno scendere verso i 1.500 metri e localmente più in basso.
Le elaborazioni modellistiche ultime disponibili mostrano una tendenza comune al raffreddamento a ridosso della catena alpina. Il coinvolgimento potenziale è ampio, ma quote e quantità cambieranno sensibilmente fra un versante e l’altro. Sul lato italiano, soprattutto nella fase iniziale del peggioramento, la neve resterà generalmente più in alto.
Il freddo si addossa alle Alpi, favoriti i versanti esteri
L’ingresso della perturbazione sarà preceduto da correnti miti e umide meridionali. In questa prima fase potranno cadere precipitazioni abbondanti quando le temperature saranno ancora relativamente elevate: una parte importante dell’acqua raggiungerà quindi la montagna sotto forma di pioggia. Il limite delle nevicate scenderà con l’arrivo dell’aria più fredda alle spalle del fronte freddo.
La disposizione delle correnti diventerà decisiva. Con un flusso occidentale o nord-occidentale, i versanti esteri esposti riceveranno aria più fredda ed umida costretta a risalire i rilievi, favorendo nubi e precipitazioni in un contesto termico via via più freddo. Le nevicate potranno interessare anche il lato italiano, soprattutto le zone di confine; più a sud della cresta alpina avremo fenomeni più sfumati, sia per una minore presenta di precipitazioni sia anche per un minor impatto dell’aria più fredda. Il raffreddamento potrà dunque raggiungere anche montagne sulle quali, nel frattempo, le precipitazioni saranno già diminuite.

La quota neve scenderà soprattutto nella parte finale del primo passaggio
Uno dei momenti meteo più interessanti per le nevicate a quote medie è soprattutto quella fra la sera di mercoledì e la notte su giovedì. Su parte delle Alpi estere la neve potrà raggiungere i 1.500 metri, con sconfinamenti inferiori durante i fenomeni più intensi. Sarà il momento in cui l’aria fredda potrà sovrapporsi alle precipitazioni ancora presenti, prima della loro attenuazione.
Sul versante italiano la discesa sarà più irregolare. Per esempio, nella fase di mercoledì il limite indicativo sulle Alpi Pennine e Lepontine piemontesi resta attorno ai 2.100–2.200 metri. La possibilità di neve più in basso dipenderà dall’arrivo del raffreddamento e dalla persistenza dei fenomeni sulle singole vallate. I 1.500 metri rappresentano quindi una quota raggiungibile ma solo a spot, con maggiori possibilità oltreconfine.
Fiocchi verso i 1.000 metri e accumuli abbondanti richiedono condizioni diverse
Lo zero termico indica la quota alla quale l’aria libera raggiunge 0 °C. La neve può attraversare uno strato con temperatura positiva prima di fondere completamente, arrivando così più in basso; precipitazioni intense e persistenti possono inoltre raffreddare l’aria sottostante. La comparsa dei fiocchi e la formazione di un manto al suolo restano però due risultati diversi.
L’ipotesi dei fiocchi attorno ai 1.000 metri rimane locale e da verificare, soprattutto nelle vallate estere più favorevoli al raffreddamento. A quelle quote si ragionerebbe inizialmente su neve bagnata o brevi spolverate. Nella fascia dei 1.500–1.800 metri, dove freddo e precipitazioni coincideranno, aumenteranno le possibilità della prima consistente imbiancata, anzi, del primo accumulo di stagione.
Gli apporti più importanti saranno favoriti alle quote superiori ai 1500 metri e sui versanti raggiunti più a lungo dai fenomeni. Quantitativi nell’ordine di alcune decine di centimetri sono plausibili nei settori nord; eventuali massimi oltre i 30–40 centimetri richiedono ancora una verifica delle precipitazioni e della quota alla quale cadranno interamente come neve. Vi lasciamo alcune elaborazioni che mostrano come lo zero termico potrebbe temporaneamente scendere fino ai 1100 metri ancora sotto fenomeni precipitativi.
Una seconda occasione si apre fra venerdì e il weekend
Dopo una possibile pausa, un nuovo passaggio perturbato potrebbe riportare precipitazioni sulle Alpi fra venerdì 23 e il fine settimana. Le carte valide per sabato 24 mantengono aria relativamente fredda a ridosso delle vette alpine, rendendo possibile un altro episodio nevoso. Restano meno definiti la traiettoria del passaggio, la durata dei fenomeni e la quota effettiva della neve.
Dove la prima nevicata avrà già imbiancato e raffreddato il terreno, un secondo apporto potrà rendere il manto rinvigorito.
Analisi e fonti
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