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Maltempo su Liguria, Toscana, Veneto e Friuli poi verso sud: i modelli simulano fino a 300 mm – aggiornamenti

Il peggioramento tra oggi, martedì 20 ottobre, e domani, mercoledì 21, potrebbe lasciare accumuli molto elevati su più settori del Centro-Nord. Alcune simulazioni ad area limitata di questa mattina che cominciano ad entrare nel merito della situazione, propongono oltre 200 millimetri in Liguria, con massimi locali fino a 300; sul Nord-Est, tra Veneto e Friuli, compaiono nuclei superiori a 200 millimetri, soprattutto lungo i rilievi, e in Toscana diverse aree raggiungono i 100–150 millimetri. Quantità che richiamano l’attenzione sulla portata delle precipitazioni nelle prossime 24–36 ore.

I 300 millimetri rappresentano la punta di alcune elaborazioni per la Liguria. La previsione resta aperta sulla posizione e sull’entità dei massimi effettivi, ma le nuove uscite aggiungono una valutazione quantitativa alle aree già individuate nei giorni scorsi: il passaggio può produrre accumuli ingenti anche al di fuori dei nuclei più estremi.

La portata del peggioramento si legge anche intorno al massimo

Una piccola zona con 300 millimetri attira subito l’attenzione dell’osservatore. Attorno a quel massimo conta però anche l’estensione delle precipitazioni abbondanti: una fascia più ampia con oltre 100 millimetri può coinvolgere diversi bacini e rendere impegnativo il passaggio su un territorio più vasto. È un aspetto da seguire anche se, nelle prossime elaborazioni, il valore più alto dovesse ridimensionarsi o spostarsi. Per inciso, si tratta di valori numerici grezzi che per tali vanno intesi, sono comunque rappresentativi di fenomeni che potenzialmente possono assumere una effettiva importante caratterizzazione dal punto di vista precipitativo.

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Il coinvolgimento riguarda la Liguria nel suo insieme, con apporti che potranno cambiare molto fra i singoli settori. La Toscana occidentale resta esposta forse con un maggiore inciso anche più a sud, oltre al nord della regione già evidenziato nei precedenti aggiornamenti. Verso il Nord-Est, Veneto e Friuli, la concentrazione degli accumuli segue soprattutto la fascia alpina, prealpina e pedemontana centro-orientale: i picchi sulle montagne descrivono una distribuzione diversa da quella delle pianure.

Sono importanti i cumulati attesi anche sul centro sud Italia, inizialmente tra Lazio e Campania

Allargando lo sguardo a tutto il territorio nazionale, appaiono “accendersi” di forti stimati precipitativi anche diversi territorio del centro sud perninsulare: Lazio e Campania i primi interessati ma a seguire nuclei piovosi intensi potranno transitare anche tra Puglia, Calabria e Sicilia. Sembra rimanere più ai margini dell’evento perturbato la Sardegna, almeno in linea generale.

Non certezze ma una perturbazione con possibili effetti consistenti sull’Italia

Il margine ancora aperto riguarda soprattutto quanto a lungo le fasce piovose rimarranno sulle medesime zone. Un avanzamento più rapido limiterà la permanenza dei fenomeni nei singoli settori; una fase più lenta o ripetuta potrà concentrare molta più acqua localmente. Anche uno spostamento della convergenza nei bassi strati può cambiare il bacino maggiormente coinvolto. Questo aspetto modulerà molto gli spot maggiormente interessati dai fenomeni.

Le punte di 200–300 millimetri vanno quindi mantenute come scenari delle singole simulazioni, un indicatore di massima che sottolinea come sia probabile assistere a precipitazioni anche molto importanti sulle aree circa indicate dalla maggior parte dei modelli. Il dettaglio dei modelli locali infatti aiuta a riconoscere le possibili concentrazioni delle precipitazioni, ma la quantità indicata su una località conserva un’incertezza maggiore rispetto all’individuazione delle più ampie aree contemplate nei modelli a maglia più larga.

Il primo “attacco autunnale” di ottobre è ormai alle porte, a tal proposito raccomandiamo di seguire gli aggiornamenti sulle allerte ufficiali diramate dagli organi preposti.

Analisi e fonti
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