L’autunno potrebbe cominciare a farsi riconoscere anche sulle montagne, con nevicate capaci di scendere dalle cime verso quote più interessanti. Le elaborazioni del 4 ottobre propongono un raffreddamento soprattutto tra giovedì 8 e venerdì 9: una fase che, se accompagnata dalle precipitazioni, potrebbe riportare la neve intorno (e forse sotto) ai 1.500 metri in alcuni settori alpini.
È questa la prospettiva da esaminare: un episodio potenzialmente più consistente delle brevi imbiancate d’alta quota, con la possibilità di vedere fiocchi anche in media montagna. Le condizioni favorevoli cominciano a comparire nelle elaborazioni, mentre il limite delle nevicate e gli eventuali accumuli rimangono da definire.
Aria più fredda dall’Europa settentrionale verso le Alpi
Il computo ECMWF valido per le 00 UTC di venerdì 9 mostra aria più fredda in discesa dall’Europa settentrionale verso quella centrale. Il raffreddamento raggiungerebbe anche la fascia alpina, mentre più a sud resisterebbero temperature relativamente miti.
La muraglia alpina avrebbe un ruolo importante nella distribuzione delle precipitazioni. Con correnti settentrionali, l’aria viene sollevata sui versanti esposti, favorendo nubi e fenomeni; sul versante opposto possono invece prevalere condizioni più asciutte. Per questo non bisogna immaginare un egual coinvolgimento di tutta la catena, su entrambi i versanti. Questo lo si percepisce anche dalle provvisorie stime dei cumulati nevosi che i modelli cominciano a proporre.
Cervinia e Corvara: cosa mostrano i meteogrammi
Per chiarire meglio ciò che vogliamo evidenziare, abbiamo preso per campione due località alpine per eccellenza: Cervinia e Corvara, quote differenti ma riferimenti strategici, la prima rappresentativa delle Alpi occidentale, la seconda del settore dolomitico.
I due grafici ensemble ECMWF, entrambi del 4 ottobre alle 00 UTC, permettono di osservare separatamente l’evoluzione delle temperature e delle precipitazioni.
Per Breuil-Cervinia, alla quota di riferimento di 2.079 metri, il calo termico diventa evidente durante l’8 ottobre. La corsa di controllo scende sotto zero tra l’8 e il 9, in una finestra nella quale l’ensemble contempla ancora precipitazioni. Una combinazione compatibile con la possibilità di neve alla quota del paese.
A Corvara in Badia, a 1.643 metri, le precipitazioni aumentano soprattutto durante l’8 ottobre, mentre le temperature diminuiscono e si avvicinano allo zero tra l’8 e il 9. Qui conta molto la successione degli eventi: se i fenomeni più intensi precedessero l’arrivo dell’aria più fredda, una parte maggiore delle precipitazioni potrebbe cadere come pioggia.

Neve sotto i 1.500 metri: una possibilità ancora da verificare
Il riferimento dei 1.500 metri va considerato indicativo, non come una quota valida ovunque. Localmente i fiocchi potrebbero scendere più in basso, soprattutto durante precipitazioni persistenti e nelle vallate favorevoli al raffreddamento, ovvero sui versanti esteri. Vedere nevicare, però, non equivale necessariamente ad avere un accumulo al suolo.
Interessante poi quello che alcuni output modellistici propongono per l’Europa centrale a nord delle Alpi: vi sono infatti le prime simulazioni che oltre a prospettare estese aree con lo zero termico posto attorno ai 1400 metri, spingono maggiormente il calo termico per lo più accompagnandolo ad un meteo perturbato. Per farla breve, ci sono i primi ipotetici accenni a neve molto bassa ad esempio tra Francia e Germana (parliamo di quote di bassa collina). Tutte queste per il momento possono essere solo considerazioni con alto grado di aleatorietà, tuttavia dopo l’interminabile stagione caldissima che ci stiamo lasciando alle spalle, fa piacere ricordare che l’Europa e l’Italia non sono solo terra dell’alta pressione africana. Quindi per la neve sulle Alpi possiamo dire che le prime possibilità si stanno aprendo, più difficile per le pianure del centro Europa, ma in ottobre sarebbe già un gran passo.
Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing
