Le piogge e i temporali attesi sull’Italia si sono verificati, con accumuli importanti in diversi dei settori indicati come più esposti. La distribuzione, però, è stata molto disuguale: alcune zone hanno ricevuto precipitazioni abbondanti, altre hanno risentito poco del passaggio. Ora, mentre la perturbazione deve ancora completare la sua evoluzione, si affaccia la possibilità di una nuova rimonta anticiclonica. Ottobre potrebbe quindi ritrovare presto una pausa asciutta, prima che le piogge autunnali riescano a raggiungere con maggiore continuità anche i territori rimasti ai margini.
Accumuli importanti, ma con forti differenze da zona a zona
Le mappe delle ultime 24 ore mostrano fasce molto bagnate accanto ad aree con apporti decisamente inferiori. Fra i settori con accumuli piovosi più consistenti compaiono la fascia fra Levante ligure e alta Toscana, il Friuli Venezia Giulia e diverse zone dell’Italia centrale e del versante tirrenico. Nel totale delle precipitazioni pesano l’intensità dei rovesci, la loro durata e l’eventuale successione di più nuclei sulla stessa area. È questa combinazione a produrre differenze anche marcate fra località relativamente vicine.
Sul settore apuano sono segnalati picchi locali dell’ordine dei 200 mm nel corso dell’episodio. Le Apuane sono particolarmente esposte a queste configurazioni: le correnti umide provenienti dal mare incontrano rilievi elevati a breve distanza dalla costa, favorendo il sollevamento dell’aria e l’accentuazione delle precipitazioni. Quel massimo descrive quindi una delle aree più bagnate; su altri territori il contributo della perturbazione è stato molto più contenuto. Il bilancio resta comunque parziale, perché ulteriori piogge potranno ancora modificare gli accumuli.
La perturbazione non apre la strada al flusso atlantico
L’aspetto da seguire adesso riguarda ciò che accadrà una volta esaurito questo passaggio. L’ipotesi per i giorni successivi è che l’alta pressione torni a interporsi fra il flusso perturbato atlantico e il Mediterraneo, riducendo le occasioni per l’arrivo di altri fronti organizzati. Questa perturbazione potrebbe così rimanere un episodio relativamente isolato, seguito da un nuovo intervallo più stabile, anziché inaugurare una successione regolare di giornate piovose.
La finestra che stiamo valutando arriva attorno alla metà di ottobre. Se la rimonta prenderà consistenza, una parte ampia del Paese potrebbe attraversare diversi giorni con poche precipitazioni, pur con possibili disturbi regionali. La durata della pausa dipenderà dalla posizione e dalla tenuta dell’alta pressione, oltre che dalle traiettorie degli impulsi successivi.
Una pausa asciutta pesa nel periodo delle piogge autunnali
Ottobre e novembre rappresentano, per molte regioni italiane, uno dei periodi più piovosi dell’anno. In questa prima parte del mese l’autunno sta invece procedendo a tentoni: le precipitazioni arrivano, localmente anche abbondanti, ma resta incerta la continuità dei passaggi. Questa continuità, peraltro tipica dell’autunno, permetterebbe di raggiungere più volte territori diversi e di ampliare la distribuzione delle piogge. Dove il passaggio attuale ha lasciato apporti modesti, una nuova fase anticiclonica prolungherebbe l’attesa del prossimo fronte.
Analisi e fonti
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