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Freddo da domenica, massime giù di 6-8 gradi al Centro-Nord

Il freddo è annunciato da giorni, eppure in molte zone d’Italia le temperature restano ancora piuttosto miti, soprattutto nelle ore centrali. Anche la rotazione dei venti verso est, già avviata su parte del Paese, ha preceduto il calo più evidente dei termometri. Il raffreddamento si farà sentire in modo più netto da domenica 1° novembre: entro quella giornata, su diversi settori del Centro-Nord le massime potrebbero perdere circa 6-8 °C rispetto a oggi, giovedì 29 ottobre, con differenze anche marcate da una zona all’altra.

Per quantificare il cambiamento abbiamo preparato due mappe: la prima misura quanto scenderanno le temperature diurne entro domenica; la seconda mostra fin dove potranno spingersi le minime nell’arco dei dieci giorni considerati. Sono due aspetti della stessa fase fredda, con tempi ed effetti diversi.

Il vento da est precede il raffreddamento più netto

Le correnti si sono già disposte da est sull’Italia ma si tratta solo del preambolo. La temperatura dipende dalle caratteristiche dell’aria in arrivo, dal suo percorso e dal tempo necessario per raggiungere le varie regioni. Tra oggi e domani potranno già comparire flessioni, ma con domenica ci attendiamo una differenza più riconoscibile anche nei valori pomeridiani.

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Entro domenica il calo maggiore riguarderà il Centro-Nord

La prima elaborazione confronta le massime previste per domenica 1° novembre con quelle della giornata odierna. La diminuzione interessa gran parte dell’Italia, con una fascia di raffreddamento più marcato su diversi settori centrali e centro-settentrionali. Il calo coinvolgerà dunque anche le ore normalmente più miti, rendendo il cambiamento evidente durante il giorno.

Differenza tra le massime previste per domenica 1° novembre e per giovedì 29 ottobre 2026. I valori negativi indicano il calo in gradi, non la temperatura finale. Elaborazione MeteoToscana.

Nelle aree più coinvolte la flessione raggiunge circa 6-8 °C, con punte locali superiori. Altrove il ridimensionamento è più contenuto: in questa prima fase Sicilia, parte della Calabria e della Puglia restano relativamente ai margini del calo più intenso. Anche sulla Sardegna la diminuzione appare generalmente più modesta rispetto ai settori centro-settentrionali maggiormente esposti.

Il riferimento è la temperatura di oggi, non la media climatica. Un valore di −8 °C sulla carta indica otto gradi in meno nella massima: per esempio, una località che passasse da 20 a 12 °C avrebbe proprio quella variazione. Si tratta quindi di una misura del cambiamento che avvertiremo rispetto alle massime registrate ieri, giovedì.

Le minime più basse attese nelle notti successive

Per capire quanto farà freddo serve poi guardare alle temperature notturne. La seconda carta rappresenta la minima più bassa prevista in ciascun punto nell’intero intervallo di dieci giorni. Le diverse zone potranno raggiungerla in notti differenti: i valori mostrati descrivono il potenziale raffreddamento del periodo, anziché una singola alba uguale per tutta l’Italia.

Minime più basse previste nell’arco dei dieci giorni dell’elaborazione del 29 ottobre 2026. I valori possono riferirsi a notti diverse; le etichette evidenziano alcuni punti selezionati. Elaborazione MeteoToscana.

Sull’arco alpino il sottozero sarà ampio alle quote elevate; abbiamo limitato le etichette per lasciare leggibile il resto del Paese. Lungo l’Appennino compaiono valori indicativi anche dell’ordine di −2/−5 °C nelle aree montuose. Le indicazioni prossime allo zero presenti al Sud e sulle isole maggiori riguardano soprattutto i rilievi e le zone interne più elevate, con condizioni diverse rispetto alle fasce costiere.

Lo zero potrà affacciarsi anche nelle pianure e nelle conche interne

Da monitorare più da vicino sarà anche il calo atteso alle basse quote. Alcuni settori della Pianura Padana e diverse aree interne del Centro potranno avvicinarsi a 0 °C, con il rischio di locali valori negativi nei punti più freddi. Quindi, con i dati odierni, sarebbe più che lecito attenderci una prima maggiore diffusione delle prime gelate di stagione. Il mese di novembre, invece di portare piogge e clima autunnale piovoso, proporrà un “antipasto” della stagione invernale e che potrebbe durare diversi giorni. Tutto questo può dare indicazioni sulla piega che potrebbe prendere il prossimo inverno? Difficile dirlo ma una indicazione in merito potrebbe arrivare dal surriscaldamento stratosferico sul quale vi aggiorneremo entro breve.

Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing

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