HomeMeteoPrime pulsazioni fredde sull’Europa: ottobre mostra un volto più autunnale, ma l’Italia...

Prime pulsazioni fredde sull’Europa: ottobre mostra un volto più autunnale, ma l’Italia deve attendere

Dopo settimane dominate da temperature elevate e da una circolazione che sull’Italia continua a ricordare molto più la fine dell’estate che l’autunno pieno, sulle elaborazioni a medio-lungo termine comincia finalmente a comparire qualcosa di diverso. Non riguarda ancora direttamente il nostro Paese e soprattutto non autorizza a parlare di un’imminente irruzione fredda, ma sul centro-nord Europa iniziano a organizzarsi masse d’aria dalle caratteristiche decisamente più autunnali.
È probabilmente questo uno degli elementi più interessanti da seguire entrando nella prima metà di ottobre. Finora il continente europeo ha continuato a ospitare vaste aree con temperature molto elevate per il periodo, mentre le masse d’aria più fredde sono rimaste confinate soprattutto alle latitudini settentrionali. Nelle elaborazioni più recenti la distanza fra questi due mondi sembra però iniziare a ridursi.

Il primo freddo comincia a organizzarsi sul continente

Osservando le temperature previste attorno ai 1500 metri di quota, quindi al livello di 850 hPa utilizzato frequentemente per seguire le caratteristiche delle masse d’aria, tra l’8 e il 9 ottobre emerge un raffreddamento piuttosto esteso dall’Europa settentrionale verso quella centrale.
Non stiamo parlando soltanto del normale raffreddamento stagionale delle regioni artiche. In alcune elaborazioni l’isoterma di 0 °C a 850 hPa riesce a scendere verso l’Europa centrale, mentre valori negativi occupano settori molto più vasti tra Scandinavia, regioni baltiche e parte del continente centro-orientale. Rispetto alle settimane precedenti è un cambiamento importante nella distribuzione delle masse d’aria.
Il Mediterraneo resta invece in una posizione molto diversa. Tra Italia, penisola Iberica, Balcani meridionali e Nord Africa permangono masse d’aria nettamente più miti, creando un contrasto termico che progressivamente tende ad aumentare tra il nord e il sud del continente.

Perché è un movimento interessante anche per l’Italia

La presenza di aria fredda sull’Europa centrale non significa automaticamente che quella stessa massa d’aria raggiungerà l’Italia. Affinché accada servono disposizioni favorevoli delle alte e delle basse pressioni e soprattutto una traiettoria capace di trasportarla verso il Mediterraneo.
È però importante che il freddo cominci materialmente a essere disponibile a distanze relativamente ridotte dalla Penisola. Durante una lunga fase calda, infatti, non basta che una depressione si avvicini all’Italia: se intorno ad essa le masse d’aria rimangono miti, anche un peggioramento può lasciare temperature relativamente elevate.
Con l’avanzare di ottobre questo equilibrio comincia naturalmente a modificarsi. Il raffreddamento delle alte latitudini accelera, il gradiente termico nord-sud aumenta e le ondulazioni della corrente a getto possono iniziare a trasportare masse d’aria progressivamente più fredde verso sud.

- Advertisement -

Attorno all’8-9 ottobre compare il primo elemento da seguire

Le elaborazioni disponibili oggi individuano proprio intorno all’8-9 ottobre una possibile fase nella quale l’aria più fredda potrebbe guadagnare terreno sull’Europa centro-occidentale. Alcune proiezioni mostrano anomalie termiche negative abbastanza diffuse dal Mare del Nord verso Francia, Germania, arco alpino e settori dell’Europa centrale.
L’Italia si troverebbe inizialmente sul limite meridionale di questa area, con gli effetti termici più evidenti ancora a nord delle Alpi. È una differenza essenziale: parlare oggi di freddo in arrivo sul nostro Paese sarebbe prematuro, mentre è ragionevole osservare che l’ambiente atmosferico europeo comincia finalmente a proporre masse d’aria compatibili con dinamiche pienamente autunnali.
Se nelle prossime elaborazioni il raffreddamento dovesse confermarsi e contemporaneamente la fascia anticiclonica sul Mediterraneo occidentale dovesse perdere continuità, aumenterebbero anche le possibilità che una parte di queste masse d’aria riesca successivamente a spingersi più a sud.

Prime simulazioni a lungo termine che propendono verso una evoluzione più autunnale sull’Europa. 10/15 ottobre.

La proiezione verso metà ottobre è ancora molto fragile

Ancora più interessante, ma decisamente meno affidabile, è ciò che alcune elaborazioni prospettano avvicinandosi alla metà del mese. In alcuni calcoli la massa fredda europea tenderebbe infatti a diventare ancora più vasta, coinvolgendo buona parte del centro e dell’est del continente.
Qui però la prudenza deve aumentare molto. Una previsione collocata a 14-16 giorni può cambiare profondamente da una corsa modellistica alla successiva. Posizione delle depressioni, estensione delle alte pressioni e traiettoria delle masse d’aria sono dettagli che a queste distanze non possono essere considerati acquisiti.
Queste proiezioni sono utili soprattutto perché mostrano che l’atmosfera entra in una fase nella quale diventano possibili configurazioni molto diverse rispetto a quelle osservate durante gran parte di settembre. Non ci dicono ancora dove arriverà il freddo e neppure quanto durerà.

L’estate tardiva non finisce necessariamente in un solo giorno

Chi sta aspettando la conclusione definitiva del caldo anomalo deve quindi considerare una transizione probabilmente graduale. L’Italia potrebbe continuare a sperimentare giornate molto miti o localmente calde anche mentre poche centinaia di chilometri più a nord le temperature cominceranno a diminuire in maniera molto più netta.
È una delle caratteristiche tipiche dell’inizio dell’autunno mediterraneo: estate e stagione fredda possono convivere contemporaneamente su porzioni relativamente vicine del continente. Il confine fra le due masse d’aria può spostarsi rapidamente verso nord oppure verso sud a seconda della disposizione della circolazione atmosferica.

Ottobre entra nella sua fase più interessante

Il dato nuovo, quindi, non è ancora l’arrivo del freddo sull’Italia. È il fatto che, dopo settimane nelle quali il caldo ha occupato una parte enorme del continente, cominciano finalmente ad apparire sull’Europa masse d’aria nettamente più fredde e più vicine alle nostre latitudini.
È un primo cambiamento nella struttura termica del continente e potrebbe rappresentare il punto di partenza di una fase più dinamica durante ottobre. Per capire se e quando l’Italia riuscirà a esserne coinvolta serviranno però ulteriori conferme nei prossimi giorni.
La stagione è appena iniziata e ha ancora molte possibilità davanti a sé. Ma dopo una lunga fase caratterizzata da temperature eccezionalmente elevate, per la prima volta vale la pena guardare non soltanto a quanto caldo farà sull’Italia, ma anche a ciò che sta iniziando a costruirsi appena più a nord.

Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing

Chi siamo  •  Centro di calcolo

Maltempo su Liguria, Toscana, Veneto e Friuli poi verso sud: i modelli simulano fino...

Il peggioramento tra oggi, martedì 20 ottobre, e domani, mercoledì 21, potrebbe lasciare accumuli molto elevati su più settori del Centro-Nord. Alcune simulazioni ad...