Una depressione a ovest della Spagna e un’alta pressione estesa dal Nord Europa verso il continente: è la configurazione proposta dal modello europeo ECMWF nell’elaborazione del 22 ottobre per Ognissanti. L’Italia potrebbe cominciare novembre ancora parzialmente protetta dalle perturbazioni, anche con una circolazione più instabile sulla Penisola Iberica. Il coinvolgimento del nostro Paese dipenderà soprattutto da quanto riuscirà ad avanzare verso est il nucleo depressionario.
A Ognissanti l’Italia può restare più protetta
Nella carta valida per domenica 1° novembre l’alta pressione raggiunge circa 1035 hPa sul settore scandinavo. Sull’Italia i valori al suolo sono generalmente compresi fra 1020 e 1025 hPa. Più a ovest compare una circolazione depressionaria in quota vicino al Portogallo, distinta dalle basse pressioni presenti sull’Atlantico settentrionale.
La nostra lettura è che questa disposizione possa favorire l’instabilità verso la Penisola Iberica, lasciando inizialmente l’Italia meno esposta ai passaggi perturbati da ovest. L’anticiclone occupa infatti una vasta area del continente e può rallentare o deviare il normale percorso delle perturbazioni. Il suo margine occidentale diventa così una zona decisiva per lo sviluppo delle depressioni e per il loro eventuale avvicinamento al Mediterraneo centrale.
Si tratta della soluzione proposta dal run di controllo, a circa dieci giorni di distanza. È utile per individuare una prima traccia plausibile dell’evoluzione a lungo termine, ma ovviamente non possiamo attenderci una previsione più sofisticata e/o precisa da questa distanza temporale.
Dal 2 al 6 novembre cambia la disposizione delle depressioni
Per i giorni successivi, il confronto fra le simulazioni ECMWF mostra diverse evoluzioni della circolazione europea. Il pannello dell’emissione del 22 ottobre, con le proiezioni per il 2, 4 e 6 novembre, le riunisce in tre famiglie con pesi vicini. Le alte pressioni ricorrono nelle diverse soluzioni, ma cambiano la loro estensione e la posizione delle depressioni ai margini del blocco.

Per l’Italia la differenza riguarda la possibilità che la circolazione perturbata raggiunga il Mediterraneo centrale oppure rimanga più lontana. Un avvicinamento dalla Penisola Iberica potrebbe aumentare l’afflusso di aria umida e le occasioni di pioggia; una maggiore tenuta dell’anticiclone manterrebbe più protetti alcuni settori del Paese. Nella sostanza, una prima fase più asciutta sull’Italia può essere seguita da un cambiamento, se la depressione dovesse trovare spazio per avanzare. E’ ancora tutto da decidere, quello che invece pare consolidarsi è la sequenza di diverse giornate per lo più stabili su tutta Italia sul finire del mese in corso.
Le prime piogge possono arrivare con aria ancora mite
Volendo azzardare qualcosa in più per i primi di novembre, potrebbe essere possibile un peggioramento ma ancora dai caratteri umidi e miti: piogge in estensione verso l’Italia in un contesto termico mite, spesso sciroccale. Novembre quindi potrebbe aprirsi con un cambiamento: il ritorno delle piogge sarebbero senza dubbio l’elemento distintivo ma per l’arrivo di aria più fredda la questione è più complessa. Va anche detto che attendersi una irruzione fredda ad inizio novembre è anche prematuro sebbene in passato non sono mancate occasioni in tal senso. Feste dei Santi quindi miti e forse soleggiate? Possibile, ma è ancora una ipotesi molto debole da sostenere con convinzione.
Analisi e fonti
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