Un calo termico può essere evidente e, nello stesso tempo, non chiudere affatto una lunga fase anticiclonica. È questo il punto da tenere presente osservando le prospettive per la fine della prima decade di agosto. Alcune elaborazioni avvicinano correnti occidentali meno calde al Centro-Nord, ma nelle proiezioni successive l’alta pressione potrebbe recuperare rapidamente spazio sul Mediterraneo.
La possibile pausa attorno all’8 agosto, dunque, potrebbe incidere soprattutto sull’intensità del caldo, senza modificare in modo duraturo la circolazione. Parlare oggi del tempo preciso di Ferragosto sarebbe prematuro. È invece possibile valutare se l’atmosfera stia preparando un cambiamento esteso oppure soltanto una temporanea deformazione del promontorio subtropicale.
L’8 agosto non è una data di conclusione del caldo
Fino al 5-6 agosto le principali elaborazioni mantengono condizioni molto calde su gran parte dell’Italia. Le differenze aumentano successivamente, quando alcune simulazioni spingono geopotenziali più bassi dall’Europa settentrionale verso le Alpi e il Centro Europa.
La data dell’8 agosto rappresenta quindi una finestra temporale, non un confine netto tra due tipi di tempo. A queste distanze anche uno spostamento di poche centinaia di chilometri delle strutture atmosferiche può determinare conseguenze molto diverse sull’Italia. In ogni caso per le considerazioni che riportiamo sotto, consideriamo il periodo attorno all’8/9 del prossimo mese un possibile target modellistico per un ridimensionamento del caldo. Ammesso ma non concesso che la flessione termica possa effettivamente raggiungerci, per il lungo termine sembra affacciarsi una nuova prospettiva.
Il dettaglio decisivo è ciò che resta a ovest dell’Italia
Per capire se la diminuzione termica possa durare , non basta osservare quanto si abbasseranno le temperature attorno all’8 agosto. Occorre verificare cosa rimarrà tra Atlantico subtropicale, Penisola Iberica, Mediterraneo occidentale e Nord Africa.
Una saccatura poco profonda può abbassare i geopotenziali sulle Alpi e sull’Europa centrale, favorendo maggiore ventilazione, qualche temporale e un ridimensionamento delle temperature. Se però non riesce a entrare con decisione nel Mediterraneo, la base della struttura anticiclonica può rimanere intatta più a sud e più a ovest.
Quando l’ondulazione si trasferisce verso l’Europa orientale, le altezze di geopotenziale possono tornare a crescere dalla Penisola Iberica verso l’Italia. Non sarebbe la stessa massa d’aria che scompare e ritorna. Sarebbe la ricostruzione di una configurazione simile, favorita dalla permanenza di condizioni subtropicali ai margini meridionali dell’Europa.
È in questo senso che si può parlare di anticiclone dalle mille vite. Non perché sia indistruttibile, ma perché può perdere temporaneamente compattezza senza essere sostituito da una circolazione sufficientemente ampia e persistente.
Una pausa termica non modifica automaticamente la circolazione
Durante una fase meno calda possono diminuire sia le temperature in quota sia quelle al suolo. Possono aumentare le brezze, comparire più nubi e diventare meno pesanti le ore notturne. Tutto questo può produrre un beneficio concreto, pur senza aprire una fase fresca e instabile di lunga durata.
Per modificare più profondamente l’assetto atmosferico servirebbe una saccatura capace di approfondirsi tra Francia, Penisola Iberica e Mediterraneo occidentale. Dovrebbe inoltre essere accompagnata da una diminuzione estesa e persistente delle temperature attorno a 1.500 metri.
Se i geopotenziali più bassi si limitassero invece a sfiorare il Nord Italia, l’effetto maggiore potrebbe concentrarsi sulle Alpi, sulle Prealpi e sulle regioni settentrionali. Il resto della Penisola potrebbe avvertire soltanto una moderazione temporanea, seguita da un nuovo aumento termico.
Il punto non è quindi stabilire oggi quanti gradi perderà una determinata città. Conta capire se l’aria meno calda riuscirà a occupare stabilmente il Mediterraneo centrale oppure verrà rapidamente spinta verso i Balcani e questo evento non è cosa da poco specie nel cuore del solleone.
Cosa indicano le tendenze per la settimana di Ferragosto
La proiezioni ultime disponibili mantengono un’anomalia positiva della pressione sull’Italia durante la settimana 3-9 agosto. Le temperature vengono indicate sopra i valori tipici, mentre le precipitazioni risultano inferiori alla media su numerose regioni.
Per il periodo 10-16 agosto viene ipotizzato un parziale affievolimento dell’anomalia positiva della pressione e un flusso maggiormente occidentale sull’Europa. Nonostante questo, le temperature continuerebbero a collocarsi sopra la media. Su Liguria, pianure settentrionali, Toscana settentrionale e regioni centrali adriatiche le precipitazioni potrebbero inoltre rimanere inferiori ai valori consueti. Oltre a questo, nei fondocorsa deterministici ultimi aggiornati, si comincia a tracciare un possibile ulteriore rinforzo dell’alta pressione con annesso deciso proprio per il periodo pre ferragostano.
Queste indicazioni non autorizzano a prevedere oggi sole e caldo in ogni località il 15 agosto. Mostrano però che una temporanea riduzione della pressione non sarebbe necessariamente accompagnata da una settimana fresca.
Le verifiche necessarie nei prossimi aggiornamenti
L’elemento principale da monitorare sarà l’effettiva forza che potrebbe avere l’ondulazione perturbata attesa per la fine della prossima settimana: più incisiva sarà e più le temperature potrebbero tornare vicine alla media. Tuttavia questa evoluzione non è affatto scontata. Inoltre dovremo verificare cosa potrebbe accadere nel seguito se, cioè, l’alta pressione ed il forte caldo potrà ancora interferire con l’Italia con temperature insistentemente sopra la media.
Persistenza e intensità non sono la stessa cosa
L’alta pressione potrebbe continuare a condizionare il tempo italiano anche senza riproporre immediatamente le temperature più elevate dell’inizio di agosto. Una struttura pressoria meno strutturata ma persistente può mantenere giornate soleggiate, precipitazioni scarse e temperature superiori alla media
Al momento l’ipotesi di un nuovo rafforzamento anticiclonico dopo la flessione dell’8 agosto (anch’essa ipotetica) non appare priva di fondamento. Rimane però una prospettiva a lungo termine, utile per individuare una possibile sequenza atmosferica ma non per definire il tempo di una singola giornata.
La sintesi aggiornata sul lungo termine rimane questa: attorno alla fine della prima decade di agosto potrebbe verificarsi una attenuazione del caldo, soprattutto al Centro-Nord. La struttura subtropicale potrebbe però conservare abbastanza energia a ovest e a sud dell’Italia da ricostruirsi nei giorni successivi. Un Ferragosto nuovamente condizionato dall’alta pressione sub tropicale resta possibile, ma intensità, durata e distribuzione geografica dovranno ovviamente essere confermate.
Analisi e fonti
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