Non tutte le piogge di domenica avranno lo stesso peso. La mappa allegata non mostra dove pioverà in un momento preciso, ma dove potrebbero concentrarsi i cumulati complessivi nelle 24 ore. È una differenza decisiva: non ci dice solo dove passeranno i rovesci, ma dove le precipitazioni avranno più probabilità di ripresentarsi, durare più a lungo o scaricare quantitativi più significativi nel bilancio finale della giornata.
La mappa va letta come distribuzione dei cumulati, non come previsione oraria
Questo è il primo punto da chiarire. Una carta dei cumulati a 24 ore non va interpretata come una sequenza di fenomeni ora per ora. Indica piuttosto dove il modello concentra la somma della pioggia possibile tra l’inizio e la fine della giornata.
Per questo motivo le tonalità più diffuse in azzurro segnalano precipitazioni deboli o modeste su aree piuttosto ampie, mentre le macchie verdi e gialle evidenziano i settori dove i rovesci potrebbero risultare più frequenti o più efficaci dal punto di vista degli accumuli.
Non significa che pioverà in modo continuo per tutta la domenica. Significa invece che, nel conteggio finale, alcune zone avranno più possibilità di chiudere la giornata con quantitativi superiori rispetto ad altre.
Una delle fasce più esposte sembra quella del Nord, soprattutto tra rilievi e pedemontana
Osservando la mappa che abbiamo elaborato, una delle parti d’Italia che mostra la maggiore continuità di precipitazioni è il Nord, con particolare attenzione ai settori alpini, prealpini e ad alcune aree di pianura vicine ai rilievi.
Tra Piemonte, Lombardia, Triveneto e comparto alpino si nota infatti una distribuzione abbastanza estesa di accumuli, con locali nuclei più consistenti. I rilievi qui possono fare la differenza. Quando l’aria umida viene sollevata lungo Alpi e Prealpi, i rovesci tendono a organizzarsi più facilmente e a lasciare accumuli localmente superiori. Per questo i settori montuosi e pedemontani restano tra i candidati più credibili a chiudere la domenica con i quantitativi maggiori.
Una seconda fascia interessante corre tra Liguria, Toscana e Appennino
La mappa suggerisce poi una seconda zona con accumuli più accesi: Liguria, alta Toscana e aree appenniniche del Centro-Nord.
Anche qui gli accumuli non appaiono uniformi, ma si notano nuclei più accesi che indicano la possibilità di precipitazioni più presenti rispetto al resto del Tirreno centrale. Anche in questo caso il fattore geografico è decisivo. Tra costa e rilievi lo spazio è ridotto, e quando le correnti umide riescono a incanalarsi bene, i fenomeni possono risultare più corposi. La Toscana e la Liguria potrebbero risultare le regioni più piovose d’Italia proprio per il fatto che questa volta il fronte freddo giungerà da nord ovest e dovrebbe investire con maggior vigore proprio questa parte della Penisola.
Anche il Centro interno può vedere accumuli localmente apprezzabili
Un altro fulcro precipitativo riguarda le aree interne del centro, segnatamente Umbria e dorsale appenninica. Anche qui sarà da mettere in conto una giornata assai incerta ma forse con una instabilità più selettiva. In altre parole, i cumulati potrebbero risultare molto diversi anche tra zone relativamente vicine. Dove i rovesci riusciranno a rigenerarsi o a transitare più di una volta, il totale giornaliero potrà diventare interessante; dove invece i fenomeni saranno più rapidi, gli accumuli resteranno modesti.
Sud e Isole appaiono meno coinvolti, con eccezioni locali
Molto diverso il quadro sul resto del Paese. Sardegna, Sicilia e gran parte del Sud mostrano accumuli più irregolari e generalmente più contenuti, sporadici. Ciò non esclude del tutto qualche rovescio locale, ma indica che il grosso della pioggia prevista nelle 24 ore di domenica tenderà probabilmente a concentrarsi sul Nord e su parte del Centro. Va fatta solo una precisazione importante: anche in un contesto con cumulati mediamente bassi, un singolo temporale può comunque lasciare un quantitativo locale significativo. Ma sarebbe un episodio più isolato, non il tratto dominante della giornata.
Le aree potenzialmente più bagnate: la sintesi più utile
Se dobbiamo ricavare dalla mappa una lettura semplice ma meteorologicamente corretta, le aree più esposte a chiudere domenica con più pioggia sembrano essere soprattutto tre:
1. Alpi, Prealpi e settori pedemontani del Nord
Qui la distribuzione dei cumulati appare più estesa e più coerente. È la fascia che offre, sulla carta, la maggiore probabilità di accumuli diffusi.
2. Liguria, Toscana e Appennino tosco emiliano
Zona da seguire perché può beneficiare dell’interazione tra correnti umide e rilievi, con precipitazioni anche ripetute.
3. Aree interne del Centro, soprattutto lungo la dorsale appenninica
Qui gli accumuli saranno più irregolari, ma localmente anche apprezzabili dove i rovesci riusciranno a insistere.i.
Il punto di incertezza resta la localizzazione dei massimi
Anche con una mappa cumulata a 24 ore, il dettaglio più incerto resta sempre lo stesso: dove cadrà il massimo locale.
I rovesci convettivi non si distribuiscono in modo uniforme. Basta uno spostamento di alcune decine di chilometri per cambiare molto il quantitativo finale tra una valle e quella accanto, o tra una pianura e il suo immediato settore collinare.
Per questo motivo dobbiamo usare ancora massima prudenza: la mappa è molto utile per individuare le fasce più favorite, ma non può ancora stabilire con precisione quale provincia o quale città sarà la più piovosa. Il dato davvero robusto è un altro: entro domenica sera, viene confermata una fase instabile su tutto il centro nord Italia con interferenze più modeste per il sud. Stavolta più esposta la fascia ligure e tirrenica oltre ai settori alpini ed appenninici.
Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing
