HomeMeteoGiugno non sarà scontato: prima Azzorre, poi Africa, infine la crepa atlantica?

Giugno non sarà scontato: prima Azzorre, poi Africa, infine la crepa atlantica?

Giugno prova ad alzare la voce. Dopo una fase ancora a tratti instabile, soprattutto sulle regioni settentrionali, l’Italia si prepara a un cambio di scenario con il progressivo rinforzo dell’alta pressione sul Mediterraneo. Ma la vera notizia non è soltanto il ritorno del sole: l’anticiclone potrebbe cambiare natura nel corso del mese.

Prima fase: alta pressione più azzorriana

La prima fase appare infatti più legata a una struttura anticiclonica di matrice azzorriana o comunque subtropicale marittima. In parole semplici: tempo più stabile, temperature in aumento e clima via via più estivo, ma senza necessariamente parlare subito di una fiammata africana estrema su tutto il Paese.

Questa distinzione è importante. L’anticiclone delle Azzorre tende generalmente a portare stabilità più gradevole, con caldo spesso più contenuto e ventilazione meno soffocante. Diverso è il discorso quando l’alta pressione si gonfia dal Nord Africa, trascinando verso l’Italia masse d’aria più calde di origine subtropicale continentale. In quel caso il caldo diventa più intenso, più persistente e spesso accompagnato da afa crescente nelle aree interne e nelle grandi città. Questa situazione di caldo sì ma moderato (seppure in rinforzo) potrebbe protrarsi per diversi giorni, verosimilmente fino alla prima parte della prossima settimana.

Seconda parte di giugno: respiro africano?

Le ultime tendenze lasciano intravedere un consolidamento dell’alta pressione tra Mediterraneo ed Europa centro-occidentale, con temperature destinate a portarsi diffusamente sopra le medie del periodo. Il caldo potrebbe farsi sentire soprattutto al Centro-Sud, sulle due Isole maggiori e nelle aree interne, dove l’impronta subtropicale avrebbe maggiori probabilità di diventare evidente. Parliamo dell’evoluzione che potrebbe verificarsi a partire dal 18/20 a causa di un approfondimento pressorio a largo del Portogallo e quindi una spinta africana “di sponda” verso l’Italia.

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Fine mese con l’intoppo atlantico

La parte più interessante della tendenza riguarda però il finale del mese. Proprio quando l’anticiclone potrebbe prendere il controllo della scena, una maggiore ondulazione delle correnti atlantiche potrebbe aprire una crepa sul bordo settentrionale della struttura. In questo caso il Nord Italia potrebbe essere lambito da correnti più fresche e instabili, con aumento del rischio di temporali soprattutto lungo l’arco alpino e sulle pianure più vicine ai rilievi.

Al Centro-Sud, invece, l’alta pressione potrebbe resistere meglio, mantenendo condizioni più stabili e temperature ancora superiori alla norma. Si profilerebbe quindi un’Italia divisa: più caldo e stabilità sulle regioni centro-meridionali, maggiore variabilità al Nord, dove l’intoppo di fine mese potrebbe interrompere almeno temporaneamente la fase estiva.

Tendenza da confermare: giugno non sarà sempre uguale a se stesso

In sintesi, giugno non sembra destinato a partire subito con un dominio africano netto e incontrastato. Lo scenario più probabile è una progressione: prima alta pressione più azzorriana o marittima, poi possibile contributo africano con caldo in aumento, infine una possibile smagliatura atlantica a fine mese. Una tendenza da seguire con attenzione, perché potrebbe segnare il primo vero innesto estivo. Tutto questo abbisogna di ulteriori (molte) conferme, infatti vi abbiamo illustrato la tendenza che ad oggi pare essere tra le più probabili. Ravvisiamo possibilità di aggiustamenti soprattutto per quanto riguarda l’effettiva disposizione dell’eventuale cuneo africano e della sua potenziale durata.

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