HomeMeteo ItaliaLa neve ritorna sull'Italia: 50 centimetri attesi

La neve ritorna sull’Italia: 50 centimetri attesi

L’irruzione di aria artica riporta condizioni quasi invernali lungo la dorsale alpina, con nevicate abbondanti attese tra il 14 maggio e il weekend anche a quote relativamente basse per il periodo

Torna la neve sulle montagne del Nord Italia

A maggio inoltrato l’atmosfera cambia volto e sulle montagne italiane tornano scenari che ricordano il pieno inverno. Le ultime elaborazioni confermano infatti un deciso afflusso di aria artica diretto verso il comparto alpino, con precipitazioni nevose diffuse tra domani 14 maggio e la giornata di sabato.

Le nevicate interesseranno gran parte delle Alpi e delle Prealpi, con fenomeni localmente intensi soprattutto sul settore centro-orientale della catena alpina. Più irregolari invece le precipitazioni sulle aree occidentali, anche se non mancheranno accumuli significativi tra Piemonte e Valle d’Aosta.

Lombardia, Trentino e Veneto tra le aree più coinvolte

I quantitativi più consistenti sono attesi lungo il comparto alpino tra Lombardia, Trentino-Alto Adige e Veneto. In queste zone la neve potrebbe accumularsi in maniera abbondante già dai 1.300 metri, mentre oltre i 1.600 metri si prevedono gli apporti più rilevanti.

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Sulla Lombardia alpina non si escludono punte prossime ai 40 centimetri di neve fresca, mentre tra Trentino e Veneto i modelli continuano a proporre accumuli anche superiori ai 50 centimetri nelle aree di confine con l’Austria. Tra i settori osservati speciali c’è ad esempio quello del Brennero, dove le precipitazioni potrebbero risultare particolarmente persistenti.

Più contenuti gli effetti attesi sulle Alpi friulane, dove le precipitazioni dovrebbero presentarsi meno organizzate e meno intense.

Piemonte e Valle d’Aosta con neve soprattutto sui confini esteri

Sul settore occidentale la distribuzione delle precipitazioni appare più disomogenea. Tra Valle d’Aosta e alto Piemonte si prevedono accumuli mediamente compresi tra 20 e 30 centimetri, con quantitativi più elevati soprattutto sui versanti rivolti verso Francia e Svizzera.

Anche in queste aree il limite delle nevicate potrebbe temporaneamente scendere attorno ai 1.300 metri, valore decisamente basso considerando il periodo stagionale.

Possibili fiocchi anche sull’Appennino

Il raffreddamento coinvolgerà anche parte dell’Appennino settentrionale. Tra Liguria e dorsale tosco-emiliana non si escludono precipitazioni nevose sulle cime più elevate, indicativamente oltre i 1.800-2.000 metri. Si tratterebbe comunque di fenomeni più sporadici rispetto a quelli previsti sulle Alpi.

Attenzione ai passi alpini

Le giornate con le precipitazioni più diffuse e consistenti saranno quelle comprese tra domani e venerdì, mentre da sabato potrebbero persistere residui fenomeni.

Il ritorno della neve e del freddo imporrà particolare attenzione sulle strade di montagna. Sui passi alpini potranno tornare necessarie dotazioni invernali e condizioni di guida tipiche della stagione fredda, nonostante il calendario abbia ormai archiviato l’inverno da settimane.

L’evoluzione resta da confermare nei dettagli, soprattutto per quanto riguarda la distribuzione finale degli accumuli, ma la tendenza verso un episodio nevoso tardivo e diffuso lungo l’arco alpino appare ormai ben delineata.

Analisi e fonti
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