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Il caldo ricorda il ponte del 2 giugno 2022, ma le mappe mostrano una differenza sostanziale

Le mappe mostrano una nuova espansione subtropicale sul Mediterraneo, ma la struttura atmosferica del 2026 appare meno bloccata rispetto al celebre ponte del 2022

A prima vista il paragone viene quasi spontaneo. Le due mappe mostrano entrambe un’ampia espansione dell’alta pressione subtropicale verso il Mediterraneo, con geopotenziali elevati e masse d’aria molto calde in risalita dal Nord Africa. È lo stesso schema atmosferico che molti associano immediatamente al celebre ponte del 2 giugno 2022, quando l’Italia visse una delle più intense fiammate precoci degli ultimi anni. Ma osservando meglio le configurazioni emerge una differenza sinottica significativa: il 2022 e il 2026 non presentano lo stesso grado di stabilità atmosferica sul Mediterraneo centrale.

Nel 2022 l’anticiclone africano era più compatto e persistente

La carta del 1 giugno 2022 evidenziava una struttura subtropicale molto solida, con un promontorio africano esteso dal Sahara fino a gran parte dell’Europa centro-occidentale. Il flusso perturbato atlantico risultava confinato a latitudini più elevate e il Mediterraneo appariva protetto da una cupola anticiclonica particolarmente stabile. Caldo intenso soprattutto sull’Italia centro meridionale con la Sicilia già prossima ai 40 gradi.

CittàTemperatura massima 2 giugno 2022
Milano32°C
Firenze35°C
Roma37°C
Bologna34°C
Terni36°C
Palermo35°C
Enna38°C
Carbonia38°C

Quella configurazione favorì una progressiva intensificazione del caldo proprio durante il ponte del 2 giugno, con temperature diffusamente elevate, afa crescente e valori localmente eccezionali per il periodo soprattutto sulle aree interne e sulle Isole Maggiori. Più che il semplice picco termico, fu la persistenza dell’assetto atmosferico a rendere particolarmente accesa quella fase africana.

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Nel 2026 l’atmosfera appare più dinamica

La situazione prevista per la fine di maggio 2026 mostra anch’essa una forte presenza anticiclonica, ma con caratteristiche diverse. L’alta pressione appare più inclinata e baricentrica verso Europa occidentale e Francia, mentre sul Nord Europa resta attiva una circolazione depressionaria collegata al flusso atlantico. Il cuore africano non è tra Sicilia e Libia.

Questo non significa assenza di caldo, anzi. Nei prossimi giorni è attesa una fase decisamente estiva, con temperature elevate soprattutto tra oggi e il 28 maggio e punte termometriche decisamente accese nelle pianure interne del Centro-Nord e nelle vallate tirreniche (meno al sud).

Tuttavia, rispetto al 2022, la struttura sembra mostrare una maggiore dinamicità sul suo bordo orientale. In termini pratici, ciò potrebbe favorire successivamente infiltrazioni più fresche in quota e una graduale crescita dell’instabilità pomeridiana, soprattutto lungo rilievi e zone interne prima di una potenziale destrutturazione della figura di alta pressione.

Il caldo accumulato può aumentare il rischio di temporali intensi

Un elemento da osservare con attenzione riguarda quindi il possibile aumento dell’instabilità atmosferica dopo la fase più intensa del caldo. Nei prossimi giorni, il forte riscaldamento comunque in atto soprattutto a sulla Val Padana e le regioni centro settentrionali, potrebbe favorire la formazione di contrasti termici più marcati, specialmente qualora infiltrazioni più fresche in quota riuscissero ad erodere in parte il bordo anticiclonico. I fenomeni più probabili, in questo contesto, sarebbero temporali pomeridiani a sviluppo verticale rapido, localmente accompagnati da forti rovesci, grandine e raffiche di vento, soprattutto lungo Alpi, Prealpi, Pianura Padana, Appennino e aree interne del Centro-Nord. Non si tratterebbe quindi di un peggioramento organizzato e diffuso, ma di episodi convettivi localmente intensi favoriti proprio dall’energia accumulata durante la fase molto calda.

Il ponte del 2026 potrebbe essere molto caldo, ma meno “bloccato”

Le attuali proiezioni suggeriscono quindi uno scenario differente rispetto al 2022: il caldo raggiungerà il suo apice tra oggi e domani , mentre successivamente l’atmosfera potrebbe diventare gradualmente più instabile, pur mantenendo condizioni pienamente estive su molte regioni italiane. Questo non esclude temperature elevate anche durante il ponte, ma rende meno probabile — almeno allo stato attuale — una lunga fase subtropicale estrema e immobile come quella osservata nel 2022.

Il confronto sinottico tra 2022 e 2026

Ponte 2022Ponte 2026
Anticiclone africano molto compattoAlta pressione più dinamica
Flusso atlantico sul nor EuropaCorrenti atlantiche più settentrionali
Atmosfera fortemente stabile al centro sudMaggiore dinamicità sui fianchi dell’anticiclone
Caldo in consolidamento durante il pontePicco caldo probabile prima del ponte
Persistenza elevataMaggiore rischio di instabilità pomeridiana
Configurazione molto bloccataAssetto meno chiuso sul Mediterraneo

Il confronto con il 2022 resta quindi interessante e in parte legittimo, soprattutto osservando l’intensità della rimonta subtropicale. Tuttavia le mappe attuali mostrano anche differenze importanti nella struttura atmosferica europea, elementi che potrebbero impedire al ponte del 2026 di replicare pienamente la persistenza e la compattezza della grande ondata di caldo di quattro anni fa. Ciò detto, resta decisamente difficile poter stabilire se questo esordio di giugno potrà comunque rappresentare l’avvio di un’ estate calda come quella del 2022. Qui entriamo nelle valutazioni a lungo termine che lasciamo spazio a larghi margini di incertezza.

Analisi e fonti
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