Un nucleo freddo vicino a −72 °C e una fascia di venti intensi attorno all’Artico compaiono nelle proiezioni per il 1° e il 2 novembre 2026. Le carte descrivono un vortice polare stratosferico ben sviluppato, a circa 30 chilometri di altezza. Nei grafici che confrontano le previsioni con la climatologia, i venti risultano però complessivamente vicini ai valori tipici del periodo. Per l’Italia conta soprattutto quanto questa circolazione riuscirà a persistere e a interagire con gli strati atmosferici inferiori.
Due simulazioni mostrano il vortice tra il 1° e il 2 novembre
La previsione della temperatura a 10 hPa mostra una vasta area fredda sull’Artico, con valori intorno a −72 °C nel nucleo. È la corsa di controllo GEFS valida per il 2 novembre a 384 ore di distanza. Si tratta quindi di una singola simulazione dell’ensemble, il sistema che raccoglie più evoluzioni possibili: la carta termica, da sola, non esprime il consenso fra tutte le previsioni. In ogni caso merita sottolineare le correnti molto intense attorno alla regione polare, distribuite lungo una fascia ondulata e asimmetrica. La struttura appare organizzata, ma la forma conserva deformazioni evidenti.
I venti medi restano vicini ai valori tipici del periodo
Per misurare la forza del vortice si usa abitualmente il vento medio da ovest verso est lungo il parallelo di 60° nord, alla pressione di 10 hPa. È una misura diversa dalla velocità locale rappresentata nella carta colorata. Nei grafici NOAA aggiornati al 17 ottobre, le simulazioni GEFS avvicinano l’inizio di novembre con venti complessivamente nei dintorni della media climatologica: emerge un rafforzamento stagionale, senza una chiara anomalia estrema.

Anche il valore di −72 °C va collocato nel ciclo annuale della stratosfera. Con l’avanzare dell’autunno e il progressivo venir meno della radiazione solare alle alte latitudini, l’aria polare in quota si raffredda e si accentua il contrasto termico con le latitudini inferiori. Questo processo sostiene le correnti occidentali del vortice.

Gli effetti pratici: un vortice persistente può favorire correnti occidentali più tese
Un vortice stratosferico forte e persistente può favorire, quando interagisce con la troposfera, una corrente a getto mediamente più tesa e spostata verso nord. In queste condizioni diventano meno favorevoli alcune configurazioni capaci di sostenere discese artiche durature verso le medie latitudini. Il collegamento si sviluppa attraverso la dinamica della circolazione e può richiedere settimane.
È così che il raffreddamento della stratosfera polare può accompagnarsi a condizioni relativamente miti su parte dell’Europa. L’aria fredda che raggiunge l’Italia durante un’irruzione si muove nella troposfera, lo strato nel quale si formano perturbazioni e precipitazioni; il vortice a 30 chilometri può modificarne indirettamente il contesto di circolazione.
Sulla Penisola restano quindi determinanti la posizione degli anticicloni, le ondulazioni del getto e le traiettorie delle depressioni. Anche con un vortice intenso in quota possono svilupparsi affondi freddi regionali ma, in linea di massima, questo compattezza del vortice polare solitamente è correlata ad un tipo di tempo più mite e “stanco” su larga parte d’Europa, in particolare quella centro meridionale e, dunque, anche sull’Italia.
Novembre potrà dunque iniziare con un vortice ben sviluppato senza che sia già definito il comportamento dell’intero inverno. Nel prossimo futuro sarà interessante capire se la circolazione europea tenderà a seguire quella stratosferica oppure continuerà a sviluppare proprie ondulazioni e blocchi: da questa evoluzione dipenderà anche lo spazio disponibile per eventuali discese fredde verso il Mediterraneo. Concludendo una osservazione: lo scompattamento del vortice polare potrà avvenire anche più avanti con la stagione e questo potrebbe essere invece la prima traccia da seguire per l’arrivo dell’inverno, quello freddo e perturbato con la neve in calo di quota.
Analisi e fonti
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