HomeMeteo ItaliaNeve in Italia: possibili fiocchi fino in pianura nelle prossime 48 ore

Neve in Italia: possibili fiocchi fino in pianura nelle prossime 48 ore

Una perturbazione atlantica riporta la neve su Alpi e Appennini: Nord-Ovest più colpito, quota variabile e locali episodi anche al piano

La dinamica: torna la neve, ma non con aria davvero fredda

Nelle prossime 48 ore la neve tornerà a interessare diverse aree d’Italia per l’arrivo di una perturbazione atlantica. Sarà più frequente al Nord, fino a ridosso della pianura, mentre al Centro Italia resterà confinata quasi esclusivamente all’Appennino. Si tratta di un passaggio perturbato ricco di umidità ma non particolarmente freddo, un dettaglio che farà la differenza soprattutto sulle quote. L’evento risulterà quindi generoso di precipitazioni sulle montagne, mentre in pianura la comparsa della neve dipenderà dall’intensità dei rovesci e dalla tenuta del cuscino d’aria fredda nei bassi strati.

Questo aggiornamento rientra nella nostra analisi sul Meteo in Italia.

Alpi: i maggiori accumuli tra Marittime, Liguria e Piemonte

Il settore più coinvolto sarà l’arco alpino, con nevicate diffuse e localmente intense. I massimi di precipitazione sono attesi sulle Alpi Marittime, dove l’esposizione ai flussi umidi favorirà gli accumuli più consistenti. In generale la quota neve sulle Alpi si attesterà intorno ai 1000 metri, con apporti medi di 10-20 centimetri. Tra Liguria e Piemonte, nelle aree più esposte e durante le fasi più attive, non sono esclusi picchi di 30-40 centimetri, soprattutto sulle vallate alpine e sui rilievi prossimi al confine.

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Appennino settentrionale: neve presente ma a quote più alte

La neve raggiungerà anche l’Appennino settentrionale, ma con caratteristiche diverse. Qui la quota neve tenderà a mantenersi più elevata rispetto alle Alpi, per l’impronta atlantica della perturbazione e per l’arrivo di aria relativamente mite. I cumulati saranno più contenuti e la fase nevosa più intermittente, con i fiocchi concentrati soprattutto sui crinali e nelle zone più elevate. Nell’arco di poche ore la quota potrà comunque oscillare anche di diverse centinaia di metri, indicativamente tra 1200 e 1800 metri.

Pianura Padana orientale e Valle d’Aosta: possibili sorprese a bassa quota

Tra gli aspetti più interessanti dell’evento c’è la possibilità di nevicate a quote insolitamente basse in alcune aree. La parte orientale della Pianura Padana merita attenzione, così come i fondovalle della Valle d’Aosta. In questi contesti, se l’intensità delle precipitazioni sarà sufficiente a raffreddare ulteriormente la colonna d’aria, la neve potrà spingersi localmente sotto i 400 metri.

Neve in pianura più probabile tra sera e notte

La probabilità di neve fino in pianura aumenterà soprattutto tra la sera e la prossima notte. In questa fascia oraria il calo delle temperature nei bassi strati, unito a precipitazioni più organizzate, potrà favorire un raffreddamento più efficace della colonna d’aria. È in questo contesto che eventuali rovesci potranno trasformarsi più facilmente in neve, anche a quote molto basse. Le ore notturne rappresenteranno quindi la fase più delicata, con fenomeni localizzati ma potenzialmente significativi, soprattutto nelle aree già predisposte dal punto di vista termico.

Una settimana ancora movimentata: altre nevicate in arrivo

Il passaggio delle prossime 48 ore non sarà l’unico. Nei giorni successivi sono attesi ulteriori impulsi perturbati, con nuove occasioni per nevicate a più riprese e con quota variabile. Sulle Alpi la soglia intorno ai 1000 metri resterà un riferimento piuttosto stabile, mentre sugli Appennini la quota neve tenderà a oscillare maggiormente. A incidere saranno i richiami più miti prefrontali, spesso legati a correnti di Scirocco, capaci di innalzare temporaneamente la quota prima di eventuali nuovi cali al passaggio dei fronti.

Analisi e fonti
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