Temperature sopra media in Italia e in Europa mentre in stratosfera il vortice polare si indebolisce: un equilibrio fragile che può influenzare la fine dell’inverno
Un finale di febbraio insolitamente mite
Le temperature in Italia e su gran parte dell’Europa si stanno portando stabilmente sopra le medie climatiche del periodo e, secondo le attuali proiezioni, questa anomalia potrebbe accompagnarci fino alla fine del mese. Le anomalie più marcate interessano in particolare Spagna e Francia, ma anche il nostro Paese risente di un contesto decisamente più mite rispetto agli standard di fine febbraio.
Questo aggiornamento rientra nella nostra analisi sul Meteo in Italia.
Un riscaldamento così precoce può avere effetti immediati sulla vegetazione. Alberi e colture, stimolati da valori termici tipicamente primaverili, potrebbero anticipare le fasi fenologiche. Il rischio è quello di una falsa partenza stagionale, con un’interpretazione prematura della fine dell’inverno.

Il vortice polare si sposta e si indebolisce
Mentre in superficie domina la mitezza, in alta quota arrivano segnali rilevanti. Le ultime elaborazioni del modello ECMWF a 10 hPa mostrano un vortice polare stratosferico non compatto e non centrato sul Polo Nord. Il nucleo principale risulta spostato tra la Siberia orientale e il Pacifico nord-occidentale, con temperature inferiori ai –70 °C nel suo cuore.
Il dato più significativo non è tanto l’intensità del freddo, quanto la struttura. Il vortice appare ellittico, deformato e decentrato. In area groenlandese e scandinava si osserva un’espansione anticiclonica in quota, segnale di un’intrusione ondulatoria che sta disturbando la circolazione.
Anche i venti zonali medi a 60°N risultano molto deboli e prossimi all’inversione. La classica circolazione occidentale stratosferica è quindi rallentata. Non si tratta di uno split conclamato, ma di un displacement, ovvero uno spostamento laterale del vortice rispetto alla sua sede abituale. È una configurazione che indica vulnerabilità dinamica.

Strat warming e possibili effetti sul tempo europeo
Quando la stratosfera entra in una fase di disturbo marcato, la troposfera può risentirne nelle settimane successive. Non è un meccanismo automatico, ma la probabilità di un’interazione aumenta se il segnale è persistente.
In questi contesti si osservano spesso una maggiore ondulazione del getto polare, una riduzione della zonalità atlantica e una più frequente formazione di blocchi tra Groenlandia e Scandinavia. Per l’Europa ciò può tradursi in configurazioni più meridiane, con irruzioni fredde verso le medie latitudini o con sistemi depressionari che tendono a isolarsi sul Mediterraneo.
Al momento il vortice resta strutturato, ma l’equilibrio è fragile. Il sistema non è collassato, tuttavia mostra segnali di indebolimento e disassamento che meritano attenzione.
Un equilibrio delicato tra mitezza e possibili cambi di scenario
Il quadro attuale è quindi duplice. In superficie prevale un’anomalia calda che potrebbe proseguire fino a fine mese, con effetti evidenti sulla percezione stagionale e sulla vegetazione. In stratosfera, invece, il vortice polare evidenzia segnali di disturbo che, se confermati e persistenti, potrebbero modificare gli assetti barici nelle settimane successive.
E’ importante ribadire che questa anomalia calda a fine febbraio potrebbe indurre (anzi probabilmente lo farà veramente) la vegetazione a mal interpretare la fine dell’inverno e l’inizio vero della primavera con possibili conseguenze più evidenti se effettivamente Marzo dovesse tornare a fare diversi passi indietro verso configurazioni più invernali.
I prossimi aggiornamenti modellistici saranno decisivi per capire se il disturbo resterà confinato ai piani alti dell’atmosfera o se inizierà una propagazione verso il basso. La fine dell’inverno, almeno dal punto di vista dinamico, è tutt’altro che scritta.
Fonte e analisi
Valutazioni basate su osservazioni locali, radar e modelli previsionali.
Per la modellistica: ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing
MeteoToscana.it
