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Fino a 13 gradi in meno entro giovedì: le nuove elaborazioni mostrano anche dove pioverà di più

Tra le temperature massime registrate domenica 6 settembre e quelle attese giovedì 10 potrebbero esserci localmente più di 10 °C di differenza. È il dato più evidente delle nuove elaborazioni che vi proponiamo e che permettono di quantificare meglio gli effetti della perturbazione prevista nella parte centrale della settimana.
Il confronto è particolarmente significativo perché parte da una domenica ancora molto calda. Non stiamo osservando uno scarto rispetto alla climatologia, ma la differenza prevista tra le massime di due giornate: domenica 6 e giovedì 10 settembre. In alcune zone del Centro Italia l’elaborazione raggiunge valori prossimi a 13-14 °C, mentre diminuzioni importanti interessano gran parte del Centro-Nord.
Alle temperature si aggiunge il capitolo delle precipitazioni. Le nostre elaborazioni individuano una distribuzione maggiormente favorevole ad accumuli consistenti su alcune aree del Centro-Nord, con Liguria, Toscana, settori padani e Nord-Est tra le zone che meritano maggiore attenzione negli aggiornamenti. In questo caso posizione e quantità rimangono più sensibili a variazioni modellistiche e vanno quindi considerate con maggiore cautela.

Il confronto tra domenica e giovedì misura la rapidità del raffreddamento

La prima carta elaborata dal nostro centro di calcolo prova a rispondere una domanda molto concreta: quanto potrebbero diminuire le temperature massime rispetto a quelle dell’ultima domenica? La risposta non è uniforme. Il raffreddamento appare molto più marcato sull’Italia centrale e su parte del Settentrione, mentre tende progressivamente ad attenuarsi procedendo verso alcune aree meridionali.
Sul Centro Italia emergono localmente differenze intorno a 13 °C e, nell’elaborazione, anche prossime a 13,7 °C. Valori dell’ordine di 10 °C o superiori compaiono su un’area piuttosto ampia tra Toscana, Umbria, Marche e Lazio. Sul Nord le differenze sono generalmente comprese tra circa 7 e 11 °C, pur con variazioni territoriali, mentre sulla Sardegna compaiono diminuzioni attorno a 8 °C.
Questi numeri vanno interpretati correttamente: una diminuzione di 13 °C rispetto a domenica non significa che giovedì farà eccezionalmente freddo per settembre. Una parte dell’ampiezza del salto deriva dal punto di partenza molto caldo (come già abbiamo potuto sottolineare in precedenza): confrontare direttamente le due giornate permette quindi di descrivere soprattutto la rapidità con cui potrebbe modificarsi la massa d’aria presente sull’Italia.

Perché il Centro Italia potrebbe perdere più di 10 °C

Il raffreddamento previsto non dipende da un solo fattore. Con l’avvicinamento della struttura perturbata aumenterebbero nuvolosità e precipitazioni, diminuirebbe il riscaldamento solare durante le ore diurne e, successivamente, aria meno calda tenderebbe a sostituire quella che ha interessato l’Italia durante il fine settimana.
È la combinazione di questi elementi a rendere particolarmente ampia la differenza nelle temperature massime. Dove domenica il forte soleggiamento e la massa d’aria molto calda hanno consentito valori elevati, una giornata caratterizzata da aria differente, maggiore nuvolosità e instabilità può produrre una massima nettamente inferiore anche senza determinare condizioni termiche eccezionali in senso assoluto. Proprio sul centro Italia le temperature particolarmente calde delle ultime 48 ore potranno risentire di uno scossone maggiore, così come evidenziato provvisoriamente in mappa.

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Lunedì e martedì saranno ancora molto diversi da giovedì

La sequenza temporale è importante. Lunedì 7 settembre non dovrebbe ancora mostrare gli effetti principali della perturbazione: sono previste condizioni in prevalenza soleggiate, con addensamenti pomeridiani sulle zone interne e possibilità di brevi fenomeni isolati. Anche le temperature massime dovrebbero rimanere pressoché stazionarie.
Martedì 8 rappresenterebbe una fase interlocutoria. Le massime potrebbero iniziare a diminuire localmente, ma il cambiamento più organizzato è atteso successivamente. Mercoledì 9 aumenterebbe la nuvolosità e, soprattutto dalla seconda parte della giornata, crescerebbe la probabilità di rovesci e temporali anche intensi in spostamento da nord verso il centro Italia.
Giovedì 10 diventerebbero quindi pienamente visibili gli effetti termici del ricambio d’aria, anche se la distribuzione delle temperature dipenderà dalla velocità con cui precipitazioni e nuvolosità lasceranno le diverse zone.

Dove le elaborazioni concentrano maggiormente le precipitazioni

Anche la distribuzione delle precipitazioni fornisce indicazioni interessanti. L’elaborazione all’uopo qui presentata, evidenzia una fascia più esposta tra il Nord e le regioni centrali, con nuclei particolarmente importanti tra Liguria e Toscana e quantitativi elevati anche verso il Nord-Est. La Pianura Padana resta un’altra area da valutare attentamente, perché piccoli spostamenti della struttura depressionaria possono modificare sensibilmente posizione e intensità delle precipitazioni.
La carta pluviometrica deve però essere letta con maggiore prudenza rispetto al confronto termico. L’accumulo dipende dalla traiettoria del minimo, dall’organizzazione delle linee temporalesche, dalla persistenza delle precipitazioni e dall’interazione delle correnti con Alpi e Appennino. Per questo i massimi indicati dall’elaborazione non devono essere trasformati automaticamente in quantitativi puntuali attesi su una singola località. Per il momento diamo per buona questa ipotesi di lavoro:” l’Italia centro settentrionale maggiormente interessata dai fenomeni con possibili picchi tra Toscana – Liguria e poi sul Friuli e parte della Pianura Padana.

Due elaborazioni, una stessa evoluzione da seguire

Temperatura e precipitazioni descrivono due aspetti della medesima riorganizzazione atmosferica. La prima elaborazione permette di quantificare quanto potrebbero cambiare le massime rispetto alla domenica molto calda; la seconda individua le zone nelle quali la fase perturbata potrebbe lasciare gli accumuli più importanti.
Il dato termico appare particolarmente notevole sul Centro Italia: perdere localmente oltre 10 °C nelle massime nell’arco di quattro giorni renderebbe il cambiamento immediatamente percepibile. Ma il numero più elevato non deve essere confuso con una previsione di freddo eccezionale: descrive innanzitutto la differenza fra due giornate meteorologicamente molto diverse.
Per le precipitazioni servirà invece seguire gli aggiornamenti fino a ridosso dell’evento. A questa distanza è possibile individuare le aree maggiormente esposte e la finestra temporale più favorevole, mentre una previsione quantitativa locale richiede una definizione molto maggiore della traiettoria e della struttura dei fenomeni. Sarà proprio questo il parametro da controllare nelle prossime elaborazioni.

Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing

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