Una depressione chiusa tra l’Italia e il Mediterraneo settentrionale è il dettaglio che rende molto interessante l’aggiornamento ECMWF delle 12 UTC di sabato 5 settembre. Non parliamo più soltanto della possibilità di qualche temporale capace di interrompere temporaneamente il caldo: nelle elaborazioni valide attorno a giovedì 10 settembre emerge una struttura atmosferica sufficientemente profonda da favorire precipitazioni organizzate e, soprattutto, un ricambio della massa d’aria su una parte consistente dell’Italia.
La distanza temporale impone ancora prudenza. Posizione del minimo, traiettoria, distribuzione delle precipitazioni e intensità dei temporali potranno subire modifiche anche rilevanti. La configurazione generale, tuttavia, sta entrando in una finestra temporale nella quale diventa sempre più interessante verificare non soltanto se pioverà, ma quanto profondamente la circolazione riuscirà a incidere sull’assetto estivo presente sul Mediterraneo.
La saccatura riesce a scendere molto più a sud

Vi proponiamo l’elaborazione delle anomalie di geopotenziale a 500 hPa valida alle 12 UTC del 10 settembre mostra il cuore della grande anomalia negativa sull’Europa settentrionale. È una struttura molto ampia, associata a geopotenziali decisamente inferiori alla climatologia soprattutto tra Scandinavia e Baltico, ma la parte meridionale dell’affondo riesce a raggiungere anche il Mediterraneo.
Vicino all’Italia compare infatti una piccola circolazione chiusa, con un minimo in quota collocato nelle attuali elaborazioni tra settore tirrenico e area italiana. Questo particolare è meteorologicamente importante: significa che l’ondulazione delle correnti occidentali non rimarrebbe confinata all’Europa centrale, ma riuscirebbe a penetrare abbastanza profondamente verso sud da coinvolgere direttamente il Mediterraneo.
È una configurazione molto differente rispetto a quella responsabile del caldo di questi giorni. Il promontorio che sostiene la massa d’aria calda viene eroso e le correnti possono assumere una componente più occidentale o nord-occidentale, favorendo l’ingresso di aria progressivamente meno calda.
Un minimo anche al suolo rende il peggioramento più organizzato

Ancora più interessante è il confronto con il campo barico previsto nei bassi strati. Una nostra elaborazione valida alle 06 UTC di giovedì 10 settembre propone un minimo di circa 1007 hPa in prossimità dell’Italia centro-settentrionale, mentre pressioni più elevate rimangono presenti più a ovest e sui Balcani.
Il punto centrale è proprio la possibile corrispondenza tra la depressione in quota e quella nei bassi strati. Quando un affondo riesce a strutturarsi verticalmente, la circolazione può diventare più organizzata e sostenere con maggiore efficacia convergenze, sollevamento dell’aria e precipitazioni. Non sarebbe quindi necessario affidarsi soltanto all’instabilità pomeridiana tipica delle giornate estive.
La posizione esatta del minimo sarà decisiva ma non solo: sarà da valutarne (ammesso possa formarsi) lo spostamento lungo i mari italiani. Al momento infatti pare possa gradualmente spostarsi (colmandosi) verso sud.
Nord e Centro Italia sembrano maggiormente esposti

L’elaborazione delle precipitazioni accumulate fornita insieme alle carte atmosferiche individua quantitativi importanti soprattutto sul Nord Italia e lungo parte del versante tirrenico. Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli-Venezia Giulia risultano fra le aree potenzialmente più interessate, mentre procedendo verso sud acquistano importanza Liguria, Toscana e successivamente parte delle regioni centrali.
Non bisogna tuttavia leggere gli accumuli deterministici come una previsione locale definitiva. A quattro-cinque giorni dall’evento la distribuzione delle piogge convettive può ancora modificarsi notevolmente. La carta cumulata è utile soprattutto perché evidenzia l’estensione potenziale della fase perturbata, non perché permetta già di assegnare un quantitativo preciso a Firenze, Milano o qualsiasi altra località.
Il calo termico è importante quanto le precipitazioni
Dopo giornate con temperature nuovamente molto elevate, l’elemento meteorologico più significativo potrebbe essere proprio il ricambio d’aria. Non sarebbe la pioggia in sé a modificare maggiormente il quadro termico, ma l’ingresso di una massa d’aria differente dietro e attorno alla struttura depressionaria.
Su questo punto le indicazioni ufficiali richiedono una lettura attenta: se la depressione verrà confermata con caratteristiche simili, una parte del Centro-Nord potrebbe sperimentare contemporaneamente maltempo e un ridimensionamento netto delle temperature.
Sicilia e parte del Sud potrebbero inizialmente restare più lontane
La tempistica attuale favorisce un interessamento inizialmente maggiore delle regioni settentrionali e centrali. Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata e parte della Campania potrebbero rimanere più lontane dalla fase precipitativa principale almeno nella prima parte dell’evoluzione, continuando a risentire maggiormente dell’aria calda preesistente.
Anche qui serviranno aggiornamenti. Lo spostamento verso ponente della depressione potrebbe successivamente trasferire instabilità e precipitazioni più a sud, mentre una traiettoria differente potrebbe lasciare alcune zone meridionali maggiormente protette. Non è quindi ancora possibile stabilire con sufficiente affidabilità quanto lontano riusciranno a spingersi i fenomeni entro venerdì.
Ora conta soprattutto dove si chiuderà la depressione
L’incertezza più grande al momento è rappresentata dalla possibilità o meno che effettivamente la saccatura in arrivo possa evolvere in un cut-off mediterraneo, portando quindi una figura di bassa pressione “autonoma” in evoluzione sull’Italia. Se questo avvenisse veramente, con maggior forza, potremmo affermare che la stagione estiva potrebbe prendere il primo vero “affronto” di fine corsa. Nella sostanza una evoluzione che determinerebbe un deciso e definitivo cambio stagionale anche su larga parte d’Italia. Lasciamo tempo ancora 24 ore e poi cominceremo ad esaminare più dettagliatamente la questione.
Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing
