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Dopo le grandinate in Francia, temporali verso il Nord Italia: perché il caldo resisterà al Sud

Le grandi grandinate osservate in Francia raccontano molto più di quello che è accaduto nelle ultime ore oltre le Alpi. Indicano soprattutto dove l’atmosfera europea è già riuscita a spezzare la continuità della massa d’aria molto calda che interessa anche l’Italia. Quella zona più dinamica si avvicinerà ora al Settentrione, con temporali localmente consistenti prima tra Piemonte, Lombardia e settore alpino occidentale e successivamente più a est. Ma non bisogna aspettarsi che lo stesso meccanismo riesca immediatamente a raggiungere tutta la Penisola. Il Nord si trova sul bordo della massa d’aria subtropicale; il Sud rimane invece molto più vicino al suo nucleo caldo. È questa differenza geografica, prima ancora dei singoli temporali, a spiegare perché nei prossimi giorni l’Italia potrà perdere diversi gradi sulle regioni settentrionali mentre il Meridione continuerà a vivere una fase di caldo molto intenso.

Le grandinate francesi indicano dove l’atmosfera è diventata più instabile

Un errore frequente consiste nell’immaginare i temporali come oggetti che si spostano per centinaia di chilometri mantenendo inalterate intensità e caratteristiche. Le celle che hanno prodotto grandine in Francia non devono necessariamente attraversare le Alpi e raggiungere le città italiane. Quello che si sposta è soprattutto l’assetto delle correnti che rende possibile la formazione di nuovi temporali. Sull’Europa occidentale aria più fresca alle quote superiori ha iniziato a interagire con bassi strati ancora molto caldi e ricchi di vapore acqueo. Dove questa sovrapposizione diventa sufficientemente marcata, la colonna atmosferica può diventare fortemente instabile. Se si aggiungono convergenze nei bassi strati e venti che cambiano intensità o direzione con la quota, i temporali possono organizzarsi rapidamente e produrre grandine, forti raffiche e precipitazioni molto intense. Spostandoci verso l’Italia, però, questa configurazione incontra una massa d’aria subtropicale ancora molto estesa. La sua parte settentrionale può essere intaccata dalle correnti occidentali, quella meridionale molto meno.

Piemonte e Lombardia saranno i primi a risentire delle correnti occidentali

Nelle prossime ore la fascia più favorevole ai temporali dovrebbe raggiungere inizialmente il Nord-Ovest. Piemonte e soprattutto Lombardia risultano fra le zone a maggiore rischio di fenomeni più intensi, in particolare lungo Alpi, Prealpi e aree pedemontane. Anche la Liguria, soprattutto sui settori più occidentali nella prima parte della fase instabile, potrà vedere qualche temporale.

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Poi l’instabilità correrà lungo le Alpi verso Veneto e Friuli

La disposizione delle correnti favorirà successivamente uno spostamento dell’area più instabile verso il settore centro-orientale dell’arco alpino. Trentino-Alto Adige, rilievi veneti e successivamente Friuli-Venezia Giulia potranno quindi entrare maggiormente nell’area favorevole ai rovesci e ai temporali. È significativo che il percorso privilegiato rimanga vicino alle Alpi. I rilievi non rappresentano soltanto una barriera geografica: costringono le masse d’aria a sollevarsi e possono quindi facilitare l’innesco convettivo proprio quando alle quote superiori aumentano le condizioni favorevoli all’instabilità. Più difficile sarà capire quanto i temporali riusciranno a propagarsi verso le pianure. Questo dipenderà dall’orario, dalla posizione delle convergenze, dalla quantità di umidità accumulata e dall’organizzazione delle singole strutture temporalesche. Parlare genericamente di maltempo su tutto il Nord sarebbe quindi poco preciso. L’elemento più affidabile è la maggiore esposizione della fascia alpina e prealpina, con possibili estensioni alle zone pianeggianti più settentrionali.

Prima dei temporali caldo e afa possono diventare ancora più pesanti

C’è un dettaglio apparentemente contraddittorio: l’avvicinamento di correnti più instabili non significa necessariamente che l’aria diventi subito più fresca. Prima che il ricambio si completi, il richiamo meridionale può anzi aumentare temporaneamente il trasporto di aria calda e umida verso il Centro-Nord. Per questo le ore precedenti ai temporali possono risultare particolarmente afose. Il punto di rugiada diventa in questo caso quasi importante quanto la temperatura: al centro nord ad esempio tra Liguria, Toscana, Romagna, Lazio, Umbria e Marche potremo avere un’ulteriore intensificazione dell’afa che in diversi casi potrebbe diventare opprimente.

Il problema del Sud è la distanza dalle correnti più fresche

Procedendo verso il Mezzogiorno cambia completamente il rapporto tra la massa d’aria subtropicale e le correnti occidentali. Sicilia, Calabria, Puglia e parte della Basilicata rimarranno molto più lontane dalla fascia dinamica europea. Qui non basterà che si verifichino temporali sulle Alpi per ottenere una diminuzione importante delle temperature. Per raffreddare davvero queste regioni servirebbe che l’aria meno calda riuscisse a scendere con decisione attraverso la Penisola oppure a entrare dal Mediterraneo occidentale con una componente sufficientemente pronunciata. Finché ciò non accade, il Meridione continua a trovarsi immerso in aria eccezionalmente calda anche alle quote medio-basse dell’atmosfera. Il calendario si avvicina a settembre, le giornate diventano più corte, ma l’atmosfera seguiterà in molti casi a mantenere caratteristiche pienamente estive se non interviene un ricambio sufficientemente profondo.

Il caldo quindi non finirà: cambierà soprattutto la sua geografia

Il modo più corretto di leggere le prossime giornate non è chiedersi semplicemente quando terminerà l’ondata di calore. La risposta sarà diversa da una regione all’altra. Al Nord i temporali e il successivo ingresso di aria meno calda potranno ridimensionare in maniera sensibile sia le temperature sia l’anomalia rispetto alla climatologia. Su parte del Centro la diminuzione sarà probabilmente più graduale e meno uniforme. Al Sud, invece, perdere qualche grado rispetto ai valori massimi non significherà necessariamente uscire da condizioni eccezionalmente calde. Le grandinate francesi diventano meteorologicamente interessanti anche per l’Italia. Non perché quegli stessi temporali siano destinati ad attraversare il Paese, ma perché rendono visibile il contrasto che sta crescendo sul bordo settentrionale della massa d’aria subtropicale. Quel confine riuscirà a scendere abbastanza da modificare il tempo sul Nord. Per il momento, però, non sembra avere la forza necessaria per spingersi con la stessa efficacia fino alle regioni meridionali.

Analisi e fonti
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