Il numero più alto è 44,7 °C. Quello che racconta meglio questa fase, però, potrebbe essere semplicemente 10. Dieci giornate su dieci con una temperatura massima superiore a 35 °C in alcune aree della Sicilia tra il 24 agosto e il 2 settembre. Le nostre elaborazioni descrivono così un caldo che sulle regioni meridionali non sembra avere fretta di attenuarsi: la Sardegna resta candidata ai picchi assoluti più elevati, il Mezzogiorno peninsulare conserva valori molto alti, ma è la durata possibile in Sicilia a rendere particolarmente interessante questa fine di agosto. C’è anche un’apparente contraddizione meteorologica: le giornate ormai si accorciano e il Sole sale ogni giorno un po’ meno sull’orizzonte, ma il termometro può continuare a comportarsi come nel cuore dell’estate.
A fine agosto il Sole aiuta meno, ma non basta per far diminuire le temperature
Dopo il solstizio estivo l’insolazione diminuisce progressivamente. Avvicinandosi a settembre le ore di luce si riducono e l’altezza del Sole nelle ore centrali della giornata cala. A parità di condizioni atmosferiche, diventa quindi gradualmente più difficile raggiungere le temperature che sarebbero possibili tra luglio e la prima parte di agosto. Eppure l’atmosfera non segue soltanto il calendario. Se sopra il Mediterraneo centro-meridionale rimane una massa d’aria molto calda, la ventilazione non riesce a produrre un ricambio efficace e prevalgono molte ore di cielo sereno, la diminuzione stagionale dell’energia solare può risultare troppo lenta per produrre un raffreddamento apprezzabile. È ciò che rende interessante la fase attesa tra l’ultima settimana di agosto e l’avvio di settembre soprattutto sul sud Italia ove continueremo ad avere condizioni non solo pienamente estive ma decisamente anomale.
Sicilia, dieci pomeriggi su dieci possono superare 35 °C
L’elaborazione sulla durata individua in alcune aree siciliane il dato più netto dell’intero periodo: 10 giorni su 10 sopra la soglia dei 35 °C. Se la previsione venisse confermata, significherebbe superare quel valore ogni giorno dal 24 agosto al 2 settembre compresi. Non tutta la Sicilia avrebbe naturalmente lo stesso comportamento. Le coste maggiormente esposte alle brezze, i rilievi e le zone direttamente influenzate dal mare potranno mantenersi su valori inferiori. La maggiore persistenza riguarda soprattutto le aree interne e quelle nelle quali la ventilazione marina riesce con più difficoltà a limitare il riscaldamento pomeridiano. È importante anche capire che dieci superamenti consecutivi possono essere meteorologicamente più significativi di un singolo picco eccezionale. Una località può raggiungere 42 °C per poche ore e perdere cinque o sei gradi il giorno successivo. Restare invece sopra 35 °C per un’intera decade indica che la massa d’aria conserva caratteristiche molto calde anche durante le oscillazioni meno favorevoli. In altre parole, ancora una volta, non conta soltanto quanto in alto arriva il termometro, ma quanto fatica a tornare su livelli meno estremi.
Sardegna candidata ai picchi più alti, localmente oltre 40 °C

Se cambiamo parametro e osserviamo esclusivamente la massima assoluta potenzialmente raggiungibile nell’intero periodo, la gerarchia geografica cambia. La Sardegna torna immediatamente in primo piano. Nelle zone interne l’elaborazione arriva localmente intorno a 44-45 °C, con un massimo calcolato di 44,7 °C. È un valore potenziale di griglia e non deve essere trasformato nella previsione puntuale per una singola città. Il dato rimane comunque utile perché identifica la Sardegna come uno dei territori con il margine maggiore per superare diffusamente 40 °C nelle aree più predisposte. Qui il caldo può quindi esprimere i valori assoluti più elevati senza necessariamente costruire la sequenza sopra 35 °C più lunga d’Italia.
Anche il Sud peninsulare può raggiungere temperature molto elevate
La fase calda non riguarda soltanto le due Isole maggiori. Le nostre elaborazioni mantengono temperature particolarmente elevate anche su una larga parte del Mezzogiorno peninsulare. Le aree interne dalla Campania verso Basilicata e Puglia, insieme a diversi settori della Calabria, rimangono esposte a massime frequentemente superiori a 35 °C e localmente vicine o superiori a 40 °C durante le giornate più favorevoli. La seconda elaborazione, che sintetizza la severità dell’ondata di calore utilizzando la soglia dei 35 °C, rende bene questa distribuzione. La Sicilia raggiunge localmente il livello massimo, 10/10. Fra Basilicata e settori limitrofi compare un’intensità vicina a 9,4/10, la Sardegna arriva attorno a 8,1/10 e parte della Calabria presenta valori superiori a 7/10. Sono numeri che non devono essere confusi con le temperature: servono a mettere insieme intensità e persistenza e mostrano quanto il nucleo del caldo rimanga concentrato verso il Mediterraneo centrale e meridionale.

Perché il ricambio d’aria continua a fermarsi troppo a nord
Per ridurre davvero temperature così persistenti non basta un temporale o una giornata leggermente ventilata. Occorre modificare la massa d’aria su una porzione abbastanza ampia del Mediterraneo. Le ondulazioni atlantiche riescono più facilmente a interessare l’Europa centrale e il Nord Italia, mentre procedendo verso le regioni meridionali la loro influenza diventa più debole e intermittente. Finché gli impulsi più freschi scorrono prevalentemente a latitudini superiori, il Mezzogiorno rimarrà ancora sotto l’influenza dell’anticiclone sub tropicale, con correnti meridionali o sud-occidentali che impediscono un raffreddamento duraturo. Questo spiega anche perché una fase meno calda o temporalesca sulle regioni settentrionali non debba essere automaticamente interpretata come la fine del caldo sull’intero Paese. Per Sicilia, Sardegna e parte del Sud peninsulare conta soprattutto la capacità delle correnti occidentali di scendere abbastanza a sud da sostituire la massa d’aria presente. Finché questo non avviene, le flessioni termiche possono risultare troppo brevi per interrompere la lunga sequenza di giornate molto calde.
Fino al 2 settembre conta più la persistenza del singolo valore
Aumentando la distanza temporale bisogna diminuire la precisione con cui leggiamo i singoli numeri. Un massimo di 44,7 °C a molti giorni di distanza non equivale a una temperatura già prevista con il decimo di grado. Allo stesso modo, la sequenza di dieci giornate sopra 35 °C può essere interrotta localmente da nuvolosità, vento o da un ricambio un po’ più efficace di quanto oggi calcolato. L’informazione più solida è un’altra: le elaborazioni continuano a concentrare sul Sud il nucleo della persistenza termica fino alla fine di agosto e, potenzialmente, ai primissimi giorni di settembre. Questo è il dato da seguire negli aggiornamenti. Non tanto se una località raggiungerà precisamente 41, 43 o 44 °C, ma quanto profondamente riuscirà a penetrare verso sud il primo ricambio d’aria capace di interrompere una sequenza che, in alcune zone della Sicilia, potrebbe altrimenti arrivare a dieci pomeriggi consecutivi sopra 35 °C. A quel punto settembre inizierebbe sul calendario, molto meno sul termometro.
Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing
