I temporali che hanno già colpito Liguria, Toscana e diverse zone del Nord Italia sono stati anche molto intensi, ma c’è un dettaglio fondamentale: non erano ancora associati al fronte freddo atteso sull’Italia. La prima destabilizzazione ha trovato un’atmosfera molto calda e umida, già predisposta a produrre convezione profonda, ed è riuscita così a generare nubifragi, grandine, forti raffiche e bruschi cali termici locali. Oggi la dinamica sarà differente. Il Centro-Nord verrà interessato da un cavo d’onda dal fronte freddo ad esso associato, questo significa che a sostenere le precipitazioni ci sarà una struttura atmosferica più organizzata e riconoscibile su scala sinottica.
I temporali già avvenuti appartenevano a una destabilizzazione precedente
Guardando soltanto gli effetti al suolo potrebbe sembrare che il fronte freddo sia già transitato. Le temperature sono diminuite rapidamente dove sono arrivati i temporali, il vento ha ruotato o rinforzato e in alcune zone sono caduti molti millimetri di pioggia in poco tempo. Ma nessuno di questi effetti, preso singolarmente, dimostra il transito di una struttura frontale fredda.
Un temporale intenso è perfettamente capace di far perdere parecchi gradi al termometro. Le correnti discendenti portano verso il terreno aria più fresca, l’evaporazione delle precipitazioni sottrae calore all’ambiente e le nubi riducono improvvisamente l’apporto della radiazione solare. Il raffreddamento può quindi essere molto rapido senza corrispondere a un ricambio della massa d’aria su scala regionale.
È sostanzialmente ciò che ha caratterizzato la prima fase. L’atmosfera era già vicina alla soglia necessaria per sviluppare forti temporali e sono bastati un indebolimento della stabilità, convergenze nei bassi strati e forzanti dinamiche relativamente modeste per innescare la convezione. Il fatto che siano comparsi fenomeni violenti non significa quindi che fosse già arrivata la parte frontale più strutturata.
Oggi arriva una struttura atmosferica diversa

La carta ECMWF a 500 hPa valida per oggi venerdì 21 agosto alle 12 mostra un cavo d’onda ben pronunciato sull’Europa occidentale, accompagnato da anomalie negative di geopotenziale molto estese. L’Italia centro-settentrionale si colloca sul settore anteriore di questa ondulazione, dove le correnti alle quote medio-alte assumono una marcata componente sud-occidentale.
Qui è utile chiarire anche cosa rappresentano i colori blu della carta. Non indicano direttamente quanto sarà fredda l’aria. Rappresentano geopotenziali inferiori alla climatologia: in altre parole, la superficie dei 500 hPa si trova più in basso rispetto a quanto normalmente osservato in questo periodo. È un modo per riconoscere quanto sia pronunciata l’ondulazione ciclonica. Per valutare direttamente la temperatura dell’aria in quota servono invece campi termici specifici.
La carta sinottica al suolo aggiunge l’informazione decisiva: al cavo d’onda è questa volta associato un fronte freddo ben riconoscibile, destinato ad avanzare verso il Centro-Nord italiano.

È questa coerenza tra la dinamica alle quote medio-alte e la struttura frontale nei bassi strati che distingue venerdì dalla destabilizzazione già avvenuta.
Perché il fronte può rendere le precipitazioni più organizzate
Un fronte freddo separa masse d’aria con caratteristiche differenti e concentra nei bassi livelli variazioni di vento, temperatura e umidità. Lungo e davanti alla fascia frontale l’aria calda e umida preesistente viene costretta più facilmente a sollevarsi.
Se sopra questa zona agisce contemporaneamente la circolazione collegata al cavo d’onda, il sollevamento non dipende più soltanto da convergenze locali o dall’instabilità sviluppata durante la giornata. Entra in gioco una forzante dinamica capace di interessare un’area molto più ampia.
La differenza da ricordare è quindi questa: i primi temporali hanno dimostrato quanto l’atmosfera fosse già instabile; nelle prossime ore arriverà anche una struttura capace di forzare il sollevamento su scala più vasta.
Nella mattina la fase più estesa tra Nord e regioni centrali
Le precipitazioni dovrebbero tornare a intensificarsi soprattutto tra Liguria, Toscana e Nord-Ovest. Piemonte e Lombardia potranno essere raggiunti da nuovi rovesci e temporali, mentre con l’avanzamento del fronte i fenomeni tenderanno a interessare anche una parte crescente della Pianura Padana, l’Emilia-Romagna, il Veneto e successivamente il Nord-Est.
La Toscana sarà nuovamente una delle regioni da seguire con maggiore attenzione. Dopo un interessamento inizialmente favorito sui settori settentrionali, le precipitazioni potranno estendersi anche verso le province centrali e meridionali. Nel corso della giornata aumenterà la possibilità di rovesci e temporali anche su Umbria e Lazio, mentre Marche e Abruzzo dovrebbero risultare coinvolti in maniera più irregolare.
All’interno delle zone maggiormente esposte saranno ancora possibili precipitazioni molto intense in poco tempo, forti raffiche di vento e grandine. La collocazione esatta dei nuclei più intensi conserva però una componente di incertezza elevata: con la convezione non è meteorologicamente corretto trasformare una fascia di rischio regionale nella previsione puntuale di un fenomeno estremo su una singola località.
Il fronte non significa che subito dopo tornerà il sereno
Anche questo è un punto importante per capire l’evoluzione di oggi. Il fronte freddo nei bassi strati e il cavo d’onda in quota fanno parte dello stesso sistema, ma non attraversano ogni zona nello stesso momento e con la stessa velocità.
La parte frontale potrà avanzare verso est mentre sopra alcune regioni resteranno ancora curvatura ciclonica, geopotenziali relativamente bassi e condizioni favorevoli all’instabilità. Per questo le precipitazioni non dovrebbero cessare simultaneamente subito dietro la fascia frontale.
Dopo la parte più organizzata della mattina potrà quindi seguire una nuova fase con rovesci e temporali più irregolari. In serata l’attenzione tenderà a spostarsi maggiormente verso Veneto e Friuli Venezia Giulia, mentre ulteriori fenomeni resteranno possibili anche sulla Toscana settentrionale. Episodi più isolati potranno interessare anche alcune zone di Campania e Puglia.
La sequenza delle prossime ore diventa così più comprensibile: ieri abbiamo avuto una destabilizzazione capace di produrre forti temporali senza un vero fronte freddo sull’Italia; oggi arriveranno il fronte e la forzante dinamica più strutturata; successivamente resterà per qualche ora l’instabilità collegata alla circolazione ciclonica in quota.
Anche il calo termico avrà un significato diverso
Le diminuzioni di temperatura già osservate sono state in parte legate direttamente ai temporali. Oggi, invece, il raffreddamento dovrebbe acquisire una componente più estesa perché dietro il fronte inizieranno a cambiare le caratteristiche della massa d’aria, mentre nuvolosità, precipitazioni e ventilazione limiteranno ulteriormente le temperature diurne.
È una distinzione utile anche per interpretare i dati delle stazioni meteorologiche. Un crollo di otto o dieci gradi durante un nubifragio può essere quasi interamente legato alla cella temporalesca. Un abbassamento che rimane evidente anche dopo le precipitazioni e interessa contemporaneamente territori molto ampi indica invece un cambiamento più generale della circolazione.
Sabato 22 agosto qualche effetto residuo sarà ancora possibile soprattutto sulle regioni centrali durante la prima parte della giornata e successivamente lungo l’Appennino centro-meridionale. L’organizzazione dei fenomeni dovrebbe però diminuire progressivamente e il tempo diventare più variabile e poi più tranquillo.
Sull’evoluzione successiva è preferibile non forzare le conclusioni. Potrebbero tornare altre ondulazioni occidentali alternate a recuperi termici anche significativi, ma posizione e tempi richiedono ancora conferme.
Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing
