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Settembre può fare più caldo dopo il 5: valori notevoli perfino per agosto

Il dato più curioso di questo 1° settembre è che la fase meno calda dei prossimi dieci giorni potrebbe essere proprio quella iniziale. L’autunno meteorologico comincia oggi, ma l’Italia entra nella nuova stagione convenzionale con temperature ancora superiori alla media e soprattutto con la possibilità di un nuovo aumento termico dopo il 5 settembre. È questo l’aspetto da seguire: non soltanto la capacità del caldo di resistere al cambio di mese, ma quella di intensificarsi nuovamente quando settembre sarà già iniziato da diversi giorni.

Dal 1° al 5 settembre caldo meno intenso, ma ancora sopra media

La prima parte della settimana dovrebbe rappresentare il periodo relativamente meno caldo. Una definizione che va però interpretata correttamente. Rispetto agli eccessi raggiunti durante alcune fasi di agosto, le temperature potranno risultare più contenute, ma su buona parte dell’Italia continueremo a muoverci sopra i riferimenti climatologici del periodo. Avremo quindi giornate ancora pienamente estive, soprattutto al Centro-Sud e nelle aree interne, senza che emerga per ora un ricambio d’aria sufficientemente esteso da riportare le temperature su valori tipici dell’inizio di settembre. Anche sul fronte delle precipitazioni il quadro appare piuttosto povero. Mercoledì 2 settembre qualche temporale potrà svilupparsi soprattutto lungo i rilievi e nelle zone interne, ma localizzazione e intensità richiederanno verifiche più ravvicinate. Non si intravede al momento una fase piovosa organizzata capace di interessare diffusamente il Paese e modificare in maniera duratura le caratteristiche della massa d’aria. Il periodo 1-4/5 settembre può quindi essere letto come una parentesi relativamente meno calda all’interno di una situazione termica che rimane comunque superiore alla norma.

Il dettaglio interessante arriva dopo il 5 settembre

Se la previsione terminasse nei primi quattro o cinque giorni del mese, parleremmo semplicemente di un avvio di settembre caldo e piuttosto stabile. Le elaborazioni più recenti aggiungono però un elemento molto più interessante: dopo il 5 settembre la temperatura della massa d’aria potrebbe aumentare nuovamente. La disposizione delle strutture atmosferiche favorirebbe infatti un afflusso più caldo verso il Mediterraneo centrale. L’Italia tornerebbe così a essere interessata da valori termici elevati anche in quota, con conseguenze progressivamente più evidenti sulle temperature al suolo. Questo significa che il caldo dei primi giorni del mese potrebbe non rappresentare il massimo della prima decade. Al contrario, tra il 5 e il 10 settembre potremmo entrare nella parte termicamente più impegnativa. È una sequenza apparentemente paradossale soltanto se guardiamo il calendario. Il 1° settembre segna l’inizio dell’autunno meteorologico per convenzione climatologica, ma l’atmosfera non conosce confini mensili. Se la circolazione continua a favorire la risalita di aria molto calda dal settore subtropicale, il progressivo accorciamento delle giornate non è sufficiente a impedire temporaneamente temperature molto elevate.

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Un caldo importante anche senza chiamare in causa settembre

C’è un modo semplice per capire quanto potrebbe essere rilevante questa fase: togliere per un momento il mese dal calendario. Se una massa d’aria con caratteristiche simili raggiungesse l’Italia nella prima metà di agosto, probabilmente la definiremmo comunque molto calda. È questo confronto che dà la misura della situazione attesa dopo il 5 settembre. Non dobbiamo quindi considerare notevoli queste temperature soltanto perché arrivano tardi. In alcune elaborazioni l’intensità termica prevista sul Mediterraneo è significativa in senso assoluto, prima ancora che rispetto alla climatologia di settembre.

La tenacia dell’estate si misura nella capacità di ripartire

È probabilmente questo l’aspetto meteorologicamente più interessante dell’intera prima decade. Quando si parla di estate persistente si pensa spesso a una lunga sequenza di giornate calde. Ma esiste una forma di persistenza ancora più significativa: la capacità della circolazione atmosferica di ricostruire condizioni molto calde dopo una temporanea attenuazione. Tra il 1° e il 5 settembre potremmo assistere proprio a questo comportamento. Il caldo perde parte della sua intensità, ma senza che venga completamente rimossa la struttura favorevole alle risalite subtropicali che invece tenderanno a rigenerarsi ancora. Qualche giorno più tardi, con una diversa disposizione delle correnti, la temperatura potrebbe aumentare nuovamente. In termini meteorologici è molto diverso da una semplice coda dell’estate. Non avremmo soltanto calore residuo accumulato nelle settimane precedenti, ma una nuova alimentazione calda capace di produrre un altro massimo termico. Anche la scarsità delle precipitazioni può contribuire. Superfici asciutte e forte insolazione favoriscono un riscaldamento diurno efficiente, mentre l’assenza di un ricambio d’aria organizzato permette alle anomalie positive di conservarsi più facilmente.

Il periodo 5-10 è quello più interessante, oltre aumenta la prudenza

Le indicazioni più consistenti riguardano per ora soprattutto la prima decade e, in particolare, il periodo che comincia attorno al 5 settembre. Più ci avviciniamo al 9-10, maggiore diventa però la necessità di ragionare in termini probabilistici. L’ipotesi che condizioni molto calde possano raggiungere l’inizio della seconda decade rimane concreta, ma oggi non possiamo stabilire con la stessa sicurezza quanto a lungo dureranno né quale sarà il giorno più caldo. Dopo il 10-11 settembre la dispersione tra le diverse evoluzioni possibili assume un peso maggiore. Sarà quindi più utile osservare se continuerà a esserci accordo sulla permanenza delle anomalie positive piuttosto che attribuire già adesso temperature precise alle singole città. Per i primi dieci giorni, invece, emerge una progressione piuttosto eloquente: settembre comincia con il caldo moderato con alcuni giorni relativamente più gradevoli e può poi tornare a scaldarsi. L’autunno meteorologico partirà dunque soltanto sul calendario climatologico. Nell’atmosfera l’estate conserva ancora energia sufficiente non solo per resistere, ma probabilmente anche per produrre un’altra fase molto calda. E se le elaborazioni dei prossimi aggiornamenti confermeranno l’intensità oggi proposta tra il 5 e il 10 settembre, il confronto più interessante non sarà soltanto con la media del mese: sarà con ciò che considereremmo caldo importante perfino nel cuore di agosto.

Analisi e fonti
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