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Quanti giorni di pioggia avremo nei prossimi 10 giorni? Su gran parte d’Italia il numero è molto basso

Dopo le precipitazioni che stanno attraversando l’Italia, quanto bisognerà aspettare per ritrovare una giornata realmente piovosa? Una nostra elaborazione basata su ECMWF permette di osservare la questione da un punto di vista differente: invece di sommare tutti i millimetri previsti nei prossimi dieci giorni, conta quante giornate riuscirebbero a raggiungere almeno 5 mm di precipitazione.
Il risultato è piuttosto netto. Su vaste porzioni dell’Italia settentrionale e centrale il conteggio rimane prossimo allo zero, valori generalmente bassi interessano anche parte del Mezzogiorno, mentre la Sicilia rappresenta l’eccezione più evidente con aree nelle quali si arriva a tre o quattro giornate sopra la soglia considerata.
È soprattutto la differenza con ciò che sta accadendo in queste ore a rendere interessante il dato. L’Italia arriva infatti da una fase nella quale le precipitazioni hanno attraversato diverse regioni e localmente sono risultate abbondanti. Terminato questo episodio, la frequenza delle giornate piovose potrebbe diminuire in maniera molto marcata.

La domanda non è quanti millimetri cadranno

La prima cosa da chiarire riguarda ciò che stiamo osservando. Questa elaborazione non rappresenta la precipitazione totale prevista nei dieci giorni. Rappresenta il numero di giornate nelle quali viene raggiunta o superata la soglia di 5 mm.
La differenza può sembrare tecnica, ma cambia completamente l’interpretazione. Se in una località cadessero 2 mm lunedì, altri 2 mercoledì e 3 sabato, il totale del periodo raggiungerebbe 7 mm. Eppure nessuna delle tre giornate avrebbe superato 5 mm e sulla nostra elaborazione il conteggio rimarrebbe pari a zero.
Perciò le vaste zone italiane prive di colore non indicano necessariamente dieci giorni senza alcuna precipitazione. Indicano qualcosa di più preciso: nella simulazione considerata non emergono giornate capaci di raggiungere la soglia scelta. Deboli piogge, brevi rovesci o fenomeni molto localizzati rimangono compatibili con questo risultato.

Dopo metà settembre cambia soprattutto la frequenza delle piogge

Il confronto con la fase attuale è notevole: stiamo vivendo il passaggio di un fronte perturbato con temporali anche forti che stanno spostandosi ora al sud Italia.
La fase successiva appare molto diversa. Non perché sia possibile garantire fin da ora cieli sereni per dieci giorni consecutivi, ma perché diminuisce drasticamente la presenza di giornate con apporti pluviometrici almeno moderatamente apprezzabili su vaste aree.
In altre parole, il cambiamento più interessante potrebbe non riguardare l’intensità della singola precipitazione, ma la sua frequenza. Dopo una sequenza nella quale diverse perturbazioni hanno trovato spazio sul Mediterraneo, potrebbero diventare molto più lunghi gli intervalli senza piogge organizzate.

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Centro-Nord quasi privo di giornate sopra 5 mm

La distribuzione geografica è probabilmente l’elemento più evidente dell’elaborazione. Piemonte, Lombardia, Liguria, buona parte del Nord-Est, Toscana e numerosi settori delle regioni centrali mostrano un conteggio molto basso o prossimo allo zero.
Questo assume un significato particolare proprio al Nord, dove la fase di metà settembre ha prodotto localmente quantitativi importanti.
Il possibile contrasto temporale è quindi considerevole: territori raggiunti da precipitazioni organizzate nella fase attuale potrebbero entrare rapidamente in un periodo nel quale diventa difficile individuare un’altra giornata sopra 5 mm.
Procedendo verso il Centro e parte del Sud il quadro rimane prevalentemente povero di giornate oltre soglia, anche se compaiono maggiori differenze locali. Non è quindi corretto considerare tutto il Paese allo stesso modo.

La Sicilia racconta una storia molto diversa

È sull’estremo Sud che l’elaborazione cambia maggiormente aspetto. La Sicilia presenta diffusamente valori superiori rispetto al resto d’Italia e in diverse zone il conteggio raggiunge tre giornate sopra 5 mm, localmente quattro. Qualche indicazione compare anche sulla Calabria e su altri settori meridionali, mentre sulla Sardegna emergono aree localmente più interessate rispetto al Centro-Nord.
La Sicilia diventa così molto più di un dettaglio geografico. Dimostra perché parlare genericamente di dieci giorni asciutti sull’Italia sarebbe fuorviante: nello stesso intervallo temporale la frequenza delle precipitazioni potrebbe risultare profondamente diversa fra Nord, Centro ed estremo Sud.
La distribuzione suggerisce quindi una fase nazionale caratterizzata soprattutto dalla scarsità di piogge organizzate sulle regioni centro-settentrionali, mentre il Mediterraneo più meridionale conserva maggiori possibilità di produrre precipitazioni con una certa continuità. Perché scegliere proprio una soglia di 5 mm? Non rappresenta un confine universale fra una giornata asciutta e una perturbata, né identifica automaticamente un episodio importante. È semplicemente una soglia utile per separare le precipitazioni molto modeste dalle giornate nelle quali l’apporto pluviometrico comincia a diventare più apprezzabile.

La prossima informazione importante sarà il ritorno delle piogge organizzate

A metà settembre l’Italia ha sperimentato nuovamente precipitazioni distribuite su molte regioni. Se l’elaborazione attuale troverà conferma, una volta terminata questa fase potremmo entrare in un periodo molto diverso, soprattutto al Centro-Nord: non necessariamente assenza assoluta di pioggia, ma poche occasioni capaci di produrre quantitativi giornalieri superiori a 5 mm.
La Sicilia resta la principale eccezione e impedisce di estendere questa lettura indistintamente all’intero territorio nazionale. Proprio la differenza geografica fra l’isola e gran parte della Penisola sarà uno degli elementi da verificare nei prossimi aggiornamenti.
A quel punto la domanda interessante non sarà più soltanto se potrà verificarsi qualche rovescio. Bisognerà capire quando torneranno condizioni favorevoli a precipitazioni più organizzate e diffuse. Tutto questo trova una facile sintesi nella previsione (da confermare) del ritorno di una serie piuttosto lunga di tempo spesso stabile o, quantomeno, asciutto. Le eccezioni saranno rappresentate dal meridione ove una circolazione depressionaria potrebbe condizionare il meteo soprattutto sulla Sicilia.

Analisi e fonti
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