Dopo il 20 settembre potremmo ritrovare temperature elevate sulla Spagna e aria decisamente più fresca poche centinaia di chilometri a est dell’Italia. In mezzo ci sarebbe proprio il nostro Paese. Questa, più dell’arrivo di una singola perturbazione, la caratteristica che rende particolarmente interessante la previsione per l’inizio della terza decade di settembre.
Sarebbe prematuro concludere che l’estate abbia ormai esaurito ogni possibilità di ritorno, così come sarebbe azzardato escludere un ingresso più deciso di condizioni autunnali. Le elaborazioni stanno cercando di risolvere un equilibrio delicato tra una forte struttura anticiclonica sull’Europa occidentale e una circolazione molto differente presente tra Europa orientale e Balcani.
La questione non riguarda soltanto quale delle due strutture appaia più forte nelle singole elaborazioni. Conta soprattutto dove si collocherà il confine tra le due masse d’aria e quanto riuscirà a spostarsi nei giorni successivi. Per l’Italia, trovandosi potenzialmente vicino a questa zona di separazione, variazioni relativamente contenute possono produrre conseguenze meteorologiche molto importanti.
Nella terza decade di settembre non è ancora deciso chi prevarrà
Una robusta espansione dell’alta pressione dalla Penisola Iberica verso l’Europa occidentale e centro-settentrionale potrebbe far pensare a un ritorno generalizzato della stabilità. Per la Spagna e parte dell’Europa occidentale questa possibilità appare consistente, ma spostandosi verso l’Italia la lettura diventa meno immediata.
Il nostro Paese potrebbe infatti rimanere vicino al bordo orientale della struttura anticiclonica. Poco più a est sarebbe presente una circolazione caratterizzata da geopotenziali inferiori e da aria più fresca, potenzialmente capace di scendere verso i Balcani e il Mediterraneo orientale.
Da qui nascono evoluzioni profondamente differenti. Se l’alta pressione riuscisse ad allargarsi maggiormente verso est, l’Italia entrerebbe più direttamente nella sua area d’influenza e aumenterebbero le possibilità di giornate stabili, asciutte e ancora miti o calde per il periodo. Se invece il promontorio rimanesse maggiormente arretrato verso l’Europa occidentale, il suo fianco orientale potrebbe favorire la discesa di correnti settentrionali o nord-orientali verso il Mediterraneo centrale.
Non abbiamo quindi un’autostrada già tracciata verso l’autunno. Abbiamo due strutture atmosferiche molto differenti e l’Italia abbastanza vicina alla loro zona di confronto da risentire anche di variazioni non enormi nella loro posizione.

Due masse d’aria molto diverse possono incontrarsi vicino all’Italia
È questo l’elemento che rende la previsione più delicata. A ovest potrebbe resistere una massa d’aria relativamente calda associata alla struttura anticiclonica, mentre sul settore orientale europeo tenderebbe a essere presente aria decisamente più fresca.
Quando il Mediterraneo centrale si trova lontano dalla zona di separazione, la previsione è generalmente più lineare: se l’alta pressione occupa stabilmente l’Italia, prevalgono condizioni più asciutte; se una depressione la coinvolge direttamente, aumenta l’instabilità.
Tra il 21 e il 24 settembre potremmo invece trovarci in una situazione decisamente interlocutoria. Grandi figure bariche antitetiche si fronteggerebbero proprio sulle terre italiane.
Questo aiuta anche a capire perché le elaborazioni possano mostrare variazioni significative da un aggiornamento al successivo senza che ciò significhi che la previsione numerica abbia improvvisamente smesso di funzionare. All’aumentare della distanza temporale crescono gli effetti delle inevitabili incertezze presenti nelle condizioni iniziali e nella rappresentazione numerica dell’atmosfera.
Una depressione da est sarebbe un elemento ancora più imprevedibile
C’è poi una possibilità particolarmente interessante da controllare: che una parte della circolazione depressionaria presente sull’Europa orientale riesca a muoversi verso ovest o sud-ovest, avvicinandosi all’Adriatico e successivamente al Mediterraneo centrale.
Si tratterebbe di un moto retrogrado, differente dalla progressione verso levante che caratterizza molte perturbazioni inserite nella corrente occidentale delle medie latitudini. Configurazioni bloccate o fortemente ondulate possono però modificare questa progressione e consentire a depressioni o nuclei in quota di seguire traiettorie meno consuete.
Il punto importante non è considerare una retrogressione automaticamente imprevedibile, ma capire che la sua traiettoria dipenderebbe strettamente dalla forma e dalla posizione dell’alta pressione presente più a nord e a ovest. Una variazione del promontorio modificherebbe lo spazio disponibile per la depressione e potrebbe indirizzarla maggiormente verso l’Italia oppure mantenerla sui Balcani e sul Mediterraneo orientale.
In questa seconda ipotesi buona parte della Penisola potrebbe beneficiare maggiormente della protezione anticiclonica. Nella prima aumenterebbero invece ventilazione settentrionale o nord-orientale, diminuzione delle temperature e possibilità di instabilità, inizialmente soprattutto sui settori adriatici e meridionali e successivamente, a seconda della traiettoria, anche altrove.
Perché i prossimi aggiornamenti possono ancora cambiare parecchio
Nel caso della terza decade di settembre, la difficoltà non riguarda soltanto l’intensità di una possibile depressione. Prima ancora bisogna stabilire la geometria della circolazione europea: quanto salirà verso nord l’alta pressione occidentale, quanto riuscirà ad allargarsi verso est e quale traiettoria seguiranno le anomalie depressionarie presenti sul suo fianco orientale.
Se cambia uno di questi elementi, può cambiare anche la previsione italiana. Una depressione confinata alcune centinaia di chilometri più a est lascerebbe gran parte del Paese sotto una maggiore influenza anticiclonica; un suo spostamento verso il Mediterraneo centrale produrrebbe effetti completamente differenti.
Non sorprende quindi che oggi esistano indicazioni diverse anche tra le tendenze disponibili. Alcune attribuiscono maggiore peso al consolidamento anticiclonico, altre mantengono più aperta la possibilità che l’Italia risenta delle correnti fresche orientali. Questa divergenza non deve essere eliminata artificialmente scegliendo l’elaborazione più spettacolare: è parte dell’informazione meteorologica.
Un ingresso fresco non basterebbe a decretare la fine della mite coda estiva
C’è infine una distinzione fondamentale. Anche qualora l’aria più fresca orientale riuscisse a raggiungere l’Italia dopo il 20 settembre, non potremmo utilizzare automaticamente quell’episodio per dichiarare conclusa ogni possibilità di condizioni tardo-estive.
Un ingresso fresco sufficientemente organizzato rappresenterebbe certamente un ulteriore avanzamento della transizione stagionale. Potrebbe determinare temperature più basse, ventilazione sostenuta e condizioni maggiormente autunnali su parte del Paese. Ma settembre rimane un mese nel quale fasi fresche e successive rimonte anticicloniche possono ancora alternarsi.
La media delle elaborazioni disponibili indica per il 21-27 settembre temperature verso la media al Centro-Nord ma ancora superiori al riferimento climatologico al Sud; per la settimana successiva indicano poi un nuovo aumento termico con valori nuovamente superiori alla media sull’intero Paese. Non descrivono il tempo di singole giornate, ma mostrano perché sia prematuro identificare un eventuale raffreddamento della terza decade con l’inizio di una fase stabilmente fredda.
La domanda corretta, quindi, non è ancora se l’estate sia definitivamente terminata. È capire quanto profondamente la circolazione della terza decade riuscirà a modificare la massa d’aria presente sull’Italia e soprattutto quanto durerà l’eventuale cambiamento.
Il punto decisivo sarà capire dove passa il confine
Se il promontorio conquisterà spazio verso est, la terza decade potrebbe iniziare con una prevalenza di condizioni stabili su buona parte del Paese e temperature ancora relativamente elevate. Se invece l’alta pressione tenderà soprattutto a svilupparsi verso nord, lasciando scoperto il proprio fianco orientale, aumenterebbe lo spazio per una discesa fresca verso i Balcani e per un eventuale successivo coinvolgimento italiano.
In mezzo esistono numerose soluzioni intermedie, comprese quelle nelle quali soltanto Adriatico e Sud risentono maggiormente della circolazione orientale mentre il Nord e i settori tirrenici rimangono più protetti.
Per questo, proprio mentre alcune figure pressorie cominciano ad assumere caratteristiche più autunnali, decretare oggi la conclusione definitiva dell’estate sarebbe ancora prematuro. Dopo il 20 settembre l’Italia potrebbe trovarsi nella posizione meteorologicamente più interessante d’Europa: non pienamente dentro l’aria calda occidentale e non necessariamente conquistata da quella più fresca orientale. Nulla è ancora deciso davvero.
Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing
