Quanto potrebbe durare l’eventuale raffreddamento atteso attorno al 17 settembre? È probabilmente questa la domanda più interessante da porsi osservando gli aggiornamenti del 12 settembre, perché le elaborazioni ECMWF mostrano due configurazioni europee profondamente differenti nell’arco di appena cinque o sei giorni.
Prima dovrebbe trascorrere una piacevole estate settembrina, con tempo generalmente stabile, ampi spazi soleggiati e temperature senza particolari eccessi. Poi, attorno al 17, aumentano le possibilità di un nuovo disturbo accompagnato da una diminuzione termica e da precipitazioni sparse soprattutto sulle regioni centro-settentrionali e successivamente lungo il versante adriatico. La parte più interessante, tuttavia, riguarda ciò che potrebbe avvenire subito dopo.
Il 17 settembre l’Europa occidentale torna sotto l’influenza atlantica
La carta ECMWF del geopotenziale a 500 hPa valida per la sera di giovedì 17 settembre mostra una vasta anomalia negativa estesa dall’Atlantico settentrionale alle Isole Britanniche e a buona parte dell’Europa centro-occidentale. Il Mediterraneo centrale si trova sul bordo meridionale di questa circolazione, in una posizione favorevole a una temporanea maggiore ingerenza delle correnti occidentali.
Per l’Italia questo assetto potrebbe tradursi nel transito di un impulso instabile, con possibilità di rovesci e temporali sparsi. Le regioni settentrionali e parte di quelle centrali appaiono al momento maggiormente esposte, mentre in seguito un coinvolgimento potrebbe riguardare anche il versante adriatico.
Non siamo davanti, almeno sulla base di queste elaborazioni, a un ingresso particolarmente freddo. Il dato significativo è piuttosto un nuovo ricambio della massa d’aria dopo la stabilità dei giorni precedenti, sufficiente a riportare le temperature su valori più contenuti.

Il calo termico si vede bene sull’Europa, meno sull’Italia
La distribuzione delle anomalie termiche a 850 hPa prevista per la mattina del 18 settembre aiuta a comprendere meglio la provenienza dell’aria. Temperature inferiori alla climatologia occupano una vasta porzione dell’Europa occidentale, dalle Isole Britanniche alla Francia fino al Mediterraneo occidentale.
L’Italia rimane più vicina al margine orientale di questa massa d’aria. Per questo il raffreddamento proposto sulle nostre regioni appare meno marcato rispetto a Francia, Regno Unito e parte dell’Europa centrale. Potrebbe comunque essere sufficiente per interrompere temporaneamente il clima pienamente estivo e rendere l’atmosfera più fresca soprattutto al Centro-Nord.
La posizione dell’Italia rispetto al nucleo principale dell’aria fresca è un dettaglio importante. Se la circolazione dovesse transitare leggermente più a est o approfondirsi maggiormente verso il Mediterraneo, gli effetti termici e le precipitazioni potrebbero risultare più evidenti. Una traiettoria più settentrionale produrrebbe invece conseguenze più modeste.
Il punto interessante arriva dopo il 20 settembre
Osservando la carta del geopotenziale a 500 hPa valida per martedì 22 settembre, la distribuzione delle anomalie sull’Europa occidentale risulta quasi capovolta rispetto a cinque giorni prima. Dove il 17 troviamo geopotenziali inferiori alla climatologia, il modello colloca successivamente una vasta e robusta anomalia positiva.
L’area interessata comprende Penisola Iberica, Francia, Isole Britanniche, parte dell’Europa centrale e si estende verso il Mare del Nord e la Scandinavia. La circolazione depressionaria viene invece spostata molto più a est, tra Europa orientale e Balcani.
Per il Mediterraneo centrale sarebbe una disposizione favorevole a una nuova espansione anticiclonica. Il disturbo di metà mese, quindi, potrebbe non riuscire ad aprire una fase fresca persistente: pochi giorni dopo le condizioni atmosferiche potrebbero tornare decisamente più stabili.
Verso il 23 settembre tornano anomalie termiche positive
La carta delle temperature a 850 hPa valida per mercoledì 23 settembre rende ancora più evidente questa possibilità. Una vasta fascia di anomalie positive si estende dall’Atlantico subtropicale e dalla Penisola Iberica verso Francia, Italia e parte dell’Europa centrale.
Sull’Italia l’aumento risulterebbe particolarmente evidente rispetto alla fase del 17-18 settembre. Le anomalie più importanti interesserebbero soprattutto il Centro-Nord e l’Europa occidentale, mentre il settore orientale del continente rimarrebbe esposto a condizioni completamente differenti.
Questo non permette di stabilire oggi quali temperature massime verranno raggiunte nelle singole città. La carta rappresenta infatti lo scarto termico a circa 850 hPa rispetto alla climatologia, non la temperatura prevista al suolo. Indica però con chiarezza la possibilità che, dopo il temporaneo ricambio d’aria, masse d’aria nuovamente considerevolmente calde per la stagione possano estendersi verso il Mediterraneo.

Il raffreddamento potrebbe quindi essere soltanto temporaneo
Il confronto fra il 17 e il 22 settembre è probabilmente più importante delle singole tonalità presenti nelle carte. In pochi giorni ECMWF trasferisce l’Europa occidentale da una vasta anomalia negativa di geopotenziale a una struttura anticiclonica decisamente più pronunciata.
È questa rapida modifica della circolazione a spiegare perché il raffreddamento di metà mese potrebbe avere una durata limitata. L’aria più fresca riuscirebbe a raggiungere almeno parte dell’Italia durante il transito perturbato, ma alle sue spalle non verrebbe costruita una circolazione capace di mantenerla a lungo sul Mediterraneo.
Al contrario, la nuova espansione dei geopotenziali sull’Europa occidentale favorirebbe una rotazione delle correnti e una progressiva risalita di aria più mite verso l’Italia. Sarebbe quindi possibile tornare rapidamente sopra la media termica della seconda metà di settembre.
Una seconda parte del mese ancora molto mobile
La distanza temporale impone naturalmente maggiore cautela sulla fase successiva al 20 settembre: una previsione valida a cinque giorni possiede un’affidabilità diversa rispetto a un’elaborazione spinta oltre i dieci. La posizione e l’intensità dell’eventuale promontorio anticiclonico potranno quindi essere corrette anche sensibilmente dai prossimi aggiornamenti.
Resta però interessante la sequenza proposta oggi. Dopo alcuni giorni di estate settembrina tranquilla, attorno al 17 potrebbe transitare un impulso capace di riportare instabilità e temperature più contenute; successivamente potrebbe ricostruirsi piuttosto rapidamente una configurazione favorevole a tempo stabile e temperature nuovamente superiori alla media termica.
Per questo il 17 settembre non va ancora interpretato come l’inizio di una fase definitivamente più fresca. Al momento appare più corretto considerarlo come una possibile parentesi all’interno di una seconda metà del mese che potrebbe continuare ad alternare rapidamente assetti atmosferici molto differenti.
Analisi e fonti
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