Le piogge arriveranno sull’Italia, ma ci sono cambiamenti sulla tabella di marcia. Gli ultimi aggiornamenti stanno delineando una distribuzione più complessa: il Nord con Pianura Padana ed area orientale rimane nettamente favorito nella prima fase, mentre al Centro alcune delle aree inizialmente più esposte perdono importanza a vantaggio del versante adriatico. E dopo una temporanea attenuazione potrebbero aprirsi altre occasioni per rovesci e temporali.
È questo l’elemento più interessante dell’evoluzione. Più che un unico peggioramento capace di attraversare ordinatamente la Penisola, emerge una sequenza nella quale le precipitazioni tendono a riorganizzarsi più volte, interessando zone differenti a distanza anche di poche ore.
Prima fase: il Nord rimane il settore maggiormente esposto
La parte più consistente del peggioramento continuerà a interessare soprattutto le regioni settentrionali. Le precipitazioni raggiungeranno progressivamente il Nord e tenderanno poi a diventare più diffuse, coinvolgendo sia le zone alpine e prealpine sia diversi settori della Pianura Padana.
Tra le aree con maggiore rischio fenomeni robusti la Lombardia, compresa la fascia di pianura. Piogge consistenti potranno inoltre interessare il Nord-Est, con Veneto e Friuli Venezia Giulia particolarmente esposti, mentre anche la Liguria potrà essere raggiunta dai fenomeni.
Il Nord presenta quindi una caratteristica che manca maggiormente procedendo verso il Centro: una distribuzione delle precipitazioni più estesa e organizzata. Questo non significa che pioverà ovunque con la stessa intensità, ma che la probabilità di accumuli significativi su aree relativamente ampie rimane superiore.
Al Centro le precipitazioni si spostano verso est
La Toscana, che inizialmente sembrava destinata a ricevere precipitazioni più consistenti durante la prima fase, appare adesso meno favorita.
Rovesci e temporali rimangono possibili anche sulla regione, ma diminuisce l’ipotesi di una fase diffusamente molto piovosa. Contemporaneamente la fenomenologia potrebbe crescere verso le aree poste più a est, soprattutto tra Romagna e Marche, dove le precipitazioni potrebbero trovare maggiore continuità.
Non si tratta semplicemente di una diminuzione generalizzata della pioggia sul Centro Italia. È soprattutto una redistribuzione. La disposizione delle correnti favorisce maggiormente alcuni settori mentre ne penalizza altri e basta uno spostamento relativamente contenuto delle zone più instabili per produrre differenze importanti tra i due versanti dell’Appennino.
Questo spiega anche perché previsioni elaborate a breve distanza di tempo possano presentare differenze sensibili negli accumuli senza che l’intera configurazione atmosferica debba necessariamente essere stravolta. E questa è ancora una una ipotesi di lavoro da confermare quindi non una previsione non definitiva.
Dopo una pausa le piogge possono tornare al Centro
La prima fase non dovrebbe esaurire completamente l’instabilità. Dopo una temporanea attenuazione dei fenomeni, le condizioni potrebbero tornare favorevoli alla formazione di rovesci e temporali su diverse zone del Centro Italia, parliamo di venerdì.
In questo secondo momento la distribuzione cambierebbe nuovamente. La Toscana tornerebbe maggiormente coinvolta soprattutto nei settori centro-meridionali, insieme all’Umbria e al Lazio. Le aree interne potrebbero risultare più esposte allo sviluppo dei fenomeni, con un interessamento potenziale anche dei territori più a sud.
Venerdì pomeriggio nuove precipitazioni potrebbero interessare l’Emilia-Romagna e il Nord-Est. La perturbazione quindi passerà con il suo ramo freddo ma lascerà poi in eredità una instabilità in grado di manifestarsi in modo anche incisivo sia venerdì che sabato pomeriggio.

Sabato aumenta l’interesse per una nuova riattivazione
La parte più nuova dell’evoluzione riguarda il fine settimana. Dopo un miglioramento venerdì sera, l’instabilità potrebbe infatti riaccendersi in maniera più evidente durante la seconda parte di sabato.
In questo caso il coinvolgimento sarebbe nuovamente ampio sul Centro Italia. La Toscana tornerebbe tra le regioni interessate, insieme ad altri settori centrali, mentre condizioni favorevoli a precipitazioni comparirebbero anche sulla Sardegna e su parte della Sicilia.
Su questa parte della previsione è però necessario mantenere un margine maggiore di cautela. Posizione, estensione e intensità dei fenomeni del fine settimana possono ancora cambiare. Mettiamo per il momento in conto un possibile sabato pomeriggio a rischio di acquazzoni soprattutto sulla fascia centrale peninsulare.
Nord più esposto, Centro più variabile: cosa seguire adesso
La previsione presenta quindi due livelli differenti di affidabilità. Il primo riguarda il Nord, dove l’arrivo di una fase piovosa significativa appare ormai l’elemento più consistente. Lombardia, Pianura Padana e Nord-Est rimangono le zone sulle quali è maggiore la possibilità di precipitazioni organizzate e quantitativi localmente importanti.
Più dinamica rimane la situazione al Centro. La Toscana appare meno coinvolta nella prima fase rispetto alle indicazioni precedenti, mentre Romagna e Marche potrebbero vedere fenomeni più attivi di quanto previsto sinora. Successivamente aumenteranno nuovamente le possibilità di rovesci tra Toscana centro-meridionale, Umbria e Lazio.
Nel fine settimana la possibilità di una nuova riattivazione tra Centro Italia e isole maggiori è concreta abbastanza da meritare attenzione, ma non ancora sufficientemente definita per stabilire dove cadranno le precipitazioni più consistenti.
Il punto centrale, dunque, non è soltanto l’arrivo del maltempo. È come le piogge si distribuiranno sull’Italia e quanto rapidamente potranno cambiare le zone maggiormente coinvolte: proprio questo elemento renderà decisivi i prossimi aggiornamenti.
Analisi e fonti
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