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Nei primi 10 giorni di ottobre, l’alta pressione può arretrare: tornano le piogge sull’Italia?

Da settimane osserviamo quanto l’alta pressione possa tenere le perturbazioni lontane dall’Italia. Nelle proiezioni per il 5-11 ottobre compare però un elemento che merita attenzione: una fascia con precipitazioni settimanali superiori alla media si estende dal Mediterraneo nord-occidentale verso il mar Ligure, il Tirreno e diverse aree della Penisola. Riguarda proprio una parte del territorio per la quale la persistenza della fase asciutta è una questione concreta. La domanda ora è quanto quella fascia riuscirà a spingersi sulle regioni italiane.
Per rispondere abbiamo incrociato due elaborazioni europee inizializzate il 23 settembre: l’anomalia media della pressione al livello del mare e quella delle precipitazioni nella settimana compresa fra lunedì 5 e domenica 11 ottobre. Sono proiezioni sub-stagionali, costruite per descrivere una configurazione media su sette giorni. La loro utilità sta nella geografia del possibile cambiamento; non indicano quando pioverà in una città né quanto cadrà durante un singolo episodio.

I primi giorni di ottobre potrebbero ancora somigliare a settembre

La presenza di una fascia più umida nella settimana del 5-11 non cancella l’ipotesi che l’alta pressione resista fra la fine di settembre e l’avvio del nuovo mese. Il promontorio fra Penisola Iberica, Francia e Italia ha mostrato di poter ostacolare l’avanzata delle perturbazioni verso est; per il momento è prematuro fissare il giorno in cui perderebbe presa sul nostro Paese.
Questa distinzione conta anche per chi legge una carta settimanale. Una zona può chiudere i sette giorni con piogge sopra la media dopo essere rimasta asciutta per buona parte della settimana: possono bastare uno o due episodi ben organizzati. Lo stesso colore, altrove, può corrispondere a precipitazioni più frequenti ma meno intense. Perciò il 5 ottobre indica l’inizio del periodo esaminato, non la data annunciata di un peggioramento.

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Una pressione mediamente più bassa propone scenari differenti

La prima elaborazione mostra valori di pressione inferiori al riferimento climatico su un’ampia fascia dell’Europa meridionale e del Mediterraneo, mentre più a nord prevalgono anomalie di segno opposto. Se questa disposizione si consolidasse, sarebbe meno agevole per l’alta pressione occupare senza interruzioni il Mediterraneo centrale. Si aprirebbe più spazio per ondulazioni della circolazione, ingressi perturbati o la formazione di minimi sul bacino.
Qui serve una precisazione meteorologica. Una pressione media sotto la norma non descrive necessariamente una depressione ferma nello stesso posto per sette giorni. Il risultato potrebbe nascere da più impulsi, da una fase instabile concentrata in pochi giorni oppure da valori modestamente più bassi del consueto. Il prodotto non permette neppure di scegliere oggi una traiettoria precisa per le perturbazioni. È il motivo per cui abbiamo affiancato alla pressione la carta delle precipitazioni: la posizione delle piogge aggiunge un’informazione che il campo barico, da solo, non fornisce.

Precipitazioni sopra la norma che corrono dal Golfo del Leone verso l’Italia

Nell’elaborazione delle precipitazioni spicca un’area con valori settimanali sopra la media dal sud della Francia verso il Golfo del Leone, la Liguria e il Tirreno. L’anomalia interessa anche la Corsica, la Sardegna e varie zone dell’Italia peninsulare, pur con intensità diverse. È questo allineamento, vicino alle coste italiane e in parte sopra la Penisola, a rendere interessante la proiezione dopo il lungo predominio dell’alta pressione.
Guardando meglio, non vediamo un aumento uniforme delle piogge su tutto il Mediterraneo. Sull’arco alpino, su parte dell’Europa centrale e in altri settori del bacino il quadro è meno definito. Anche all’interno dell’Italia i colori cambiano: nessuna carta autorizza a estendere la stessa prospettiva a tutte le regioni. Dove manca un’anomalia colorata, inoltre, il prodotto non sta promettendo tempo asciutto: indica che la differenza rispetto al riferimento climatico non emerge con il criterio statistico utilizzato.
Questo è il dettaglio sul quale punteremmo l’attenzione nei prossimi aggiornamenti. Se la fascia favorevole alle precipitazioni rimanesse ancorata ai mari a ovest dell’Italia, il coinvolgimento delle coste liguri e tirreniche potrebbe essere diverso da quello delle regioni adriatiche. Uno spostamento dell’asse verso est cambierebbe la distribuzione delle piogge anche con un’anomalia settimanale di pressione apparentemente simile. L’esatta collocazione delle correnti umide conta più di una generica etichetta di «maltempo sul Mediterraneo».

Per il Nord conta quanto arretra il promontorio

Il Nord Italia è una delle aree in cui questa incertezza ha più conseguenze. Se l’alta pressione mantenesse un appoggio solido fra Francia e Alpi, parte delle regioni settentrionali potrebbe restare ai margini degli episodi più consistenti, nonostante le anomalie positive di pioggia presenti sui mari vicini. Se invece il promontorio arretrasse verso ovest e la circolazione umida trovasse spazio sul Golfo del Leone e sul mar Ligure, aumenterebbe la possibilità di coinvolgere il Nord-Ovest e i versanti tirrenici.
Neppure la presenza del verde su una regione equivale alla previsione di fenomeni estremi. Le carte rappresentano lo scostamento del totale settimanale rispetto alla media usata dal modello; non mostrano la pioggia di ogni giornata, le ore dei rovesci o i millimetri attesi in un comune. Per valutare intensità e aree più esposte serviranno previsioni a distanza più breve, una volta chiarita la circolazione.

Cosa controlleremo da qui all’inizio di ottobre

Nei prossimi aggiornamenti seguiremo anzitutto la posizione del promontorio fra Europa occidentale e Alpi: il suo arretramento renderebbe più credibile un coinvolgimento italiano. Verificheremo poi se le anomalie positive di precipitazione restano vicine al Golfo del Leone, al Ligure e al Tirreno, oppure si spostano sui mari senza incidere altrettanto sulla Penisola. Infine, sarà importante capire quanto le diverse simulazioni concordino sulla distribuzione delle piogge: una carta media da sola non misura tutta l’incertezza.
Al momento la finestra del 5-11 ottobre indica una possibilità meteorologica precisa: l’influenza dell’alta pressione potrebbe diminuire e il Mediterraneo nord-occidentale e centrale tornare più favorevole alle precipitazioni, con effetti potenziali anche sull’Italia. È un’indicazione da prendere sul serio senza trasformarla in sette giorni di pioggia diffusa. Per capire se sarà davvero il momento di interrompere la fase asciutta, dovremo seguire dove si collocherà quella fascia umida, non soltanto se continuerà a comparire nelle prossime carte.

Analisi e fonti
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