Basta confrontare le precipitazioni previste nelle prossime due settimane per accorgersi di una differenza molto marcata. Tra il 28 settembre e il 4 ottobre gran parte dell’Italia dovrebbe rimanere ancora poco interessata dalle perturbazioni; nel periodo successivo, dal 5 all’11 ottobre, il Mediterraneo potrebbe invece diventare molto più favorevole al transito di correnti umide e sistemi depressionari.
La differenza è evidente, ma va interpretata con attenzione perché i due periodi non hanno lo stesso grado di prevedibilità.
La prima settimana è ormai sufficientemente vicina da permettere di individuare con discreta sicurezza la struttura atmosferica dominante. La seconda appartiene invece a una distanza alla quale possiamo riconoscere una possibile modifica della circolazione generale, ma non ancora stabilire la distribuzione precisa delle precipitazioni.
Il concetto è questo: non stiamo confrontando semplicemente una settimana asciutta con una piovosa, ma due assetti atmosferici potenzialmente molto diversi.
Fino al 4 ottobre l’Italia rimane ai margini delle perturbazioni
Il periodo compreso tra il 28 settembre e i primi giorni di ottobre appare ormai abbastanza ben definito.
Una struttura anticiclonica continuerà a interessare il Mediterraneo centrale e buona parte dell’Europa centro-occidentale, costringendo le perturbazioni più organizzate a seguire traiettorie lontane dall’Italia.
Su gran parte del Paese prevarranno quindi condizioni stabili, con precipitazioni complessivamente scarse e lunghe fasi senza fenomeni.
Questo non significa necessariamente cieli completamente sereni per tutta la settimana.
Qualche infiltrazione potrà interessare i settori periferici dell’alta pressione, con maggiori possibilità soprattutto tra Nord-Ovest, Sardegna e alcune zone meridionali. Potranno quindi comparire nubi e locali precipitazioni, ma difficilmente avremo un sistema perturbato capace di interessare in maniera organizzata una parte consistente della Penisola. L’Italia continuerà a trovarsi in una posizione poco favorevole alle piogge diffuse tipiche dell’autunno ormai avviato da qualche giorno.

Dal 5 all’11 ottobre la distribuzione delle piogge diventa molto diversa
La situazione cambia sensibilmente osservando il periodo successivo.
Tra il 5 e l’11 ottobre le aree favorevoli alle precipitazioni tendono ad estendersi sul Mediterraneo centrale e sull’Italia, con accumuli complessivi potenzialmente molto maggiori rispetto alla settimana precedente.
Il contrasto è notevole.
Zone che nei primi giorni di ottobre potrebbero ricevere pochissima pioggia compaiono successivamente all’interno di un contesto decisamente più umido.
Ma non dobbiamo interpretare quei quantitativi come una previsione già definita delle precipitazioni che cadranno regione per regione.
Il dato più importante è la possibile perdita della protezione anticiclonica.

Perché l’alta pressione potrebbe diventare più vulnerabile
La configurazione dei primi giorni di ottobre vede l’Italia protetta da una struttura di alta pressione sufficientemente solida da deviare le principali perturbazioni.
A ovest rimangono attive circolazioni depressionarie atlantiche, mentre ad est persistono geopotenziali più bassi sull’Europa orientale.
Finché l’alta pressione riesce a mantenere continuità tra Mediterraneo ed Europa centrale, questi due settori depressionari rimangono sostanzialmente separati e l’Italia resta protetta.
Successivamente questo equilibrio potrebbe diventare più fragile.
La pressione potrebbe diminuire progressivamente sul Mediterraneo centrale, mentre la struttura anticiclonica tenderebbe a perdere compattezza, a spostare il proprio asse o a ritirarsi verso sud (tutte evoluzioni in grado di generare un cambiamento sull’Italia).
La seconda settimana resta però molto sensibile alla posizione dei minimi
Le distanze di previsione, quelle che riguardano il periodo dopo il 4/6 ottobre, sono ancora enormemente lontane per una previsione con buon grado di affidabilità. Nonostante questo i modelli continuano a proporre entro il 10 del mese un cambiamento anche sostanziale. In ogni aggiornamenti cambiano le modalità di intervento del cambio: prima da est con aggancio successivo di un fronte da ovest, poi la maggiore presenza di un minimo retrogrado in approfondimento sul Mediterraneo. In tutti questi casi, se vogliamo dirla tutta, appare evidente come le piogge potrebbero essere più consistenti sul centro ed il sud Italia. Ma non possiamo certo ritenere, ad oggi, la parte settentrionale del Paese a rischio ombra pluviometrica.
Anche i quantitativi settimanali vanno letti con cautela
Un accumulo elevato distribuito sull’intera settimana non ci dice inoltre in quale modo quella pioggia verrà raggiunta.
Potrebbe derivare da una singola perturbazione intensa, da due o tre sistemi successivi oppure da precipitazioni meno forti ma più frequenti.
Sono evoluzioni molto diverse che, in un prodotto cumulato su sette giorni, possono apparire simili.
Per questo non dobbiamo ancora attribuire troppa importanza alle singole aree con i colori più intensi.
La parte più interessante dell’elaborazione è l’estensione delle precipitazioni verso un’area che nella settimana precedente rimane invece largamente protetta.
Una differenza già evidente, ma con affidabilità molto diversa
Possiamo quindi separare abbastanza nettamente i due periodi.
Dal 28 settembre al 4 ottobre prevale una configurazione anticiclonica, con precipitazioni poco frequenti e generalmente modeste su gran parte dell’Italia.
Dal 5 all’11 ottobre aumenta invece la possibilità che il Mediterraneo centrale venga interessato da correnti più umide e da una maggiore attività depressionaria.
La differenza tra le due settimane è già evidente, ma la seconda rimane molto meno definita nei dettagli.
Il punto da controllare nei prossimi aggiornamenti sarà quindi soprattutto uno: quanto riuscirà l’alta pressione a mantenere la propria posizione sul Mediterraneo centrale?
Se continuerà a perdere terreno man mano che ci avvicineremo ai primi giorni di ottobre, aumenteranno anche le possibilità che il periodo 5-11 ottobre presenti caratteristiche realmente molto diverse rispetto alla settimana precedente.
Per ora possiamo quindi considerare abbastanza affidabile una prima fase generalmente povera di precipitazioni, mentre per quella successiva diventa concreta l’ipotesi di un Mediterraneo più dinamico e molto più favorevole al ritorno delle piogge.
Analisi e fonti
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