Il 18 agosto 2022 il sistema temporalesco che avrebbe poi attraversato Corsica, Liguria e Toscana non nacque già con le caratteristiche che lo resero eccezionale. La trasformazione più importante avvenne durante la notte, sopra il Mediterraneo, quando diverse celle si unirono in una lunga linea temporalesca. Poco prima della Corsica quella linea iniziò a incurvarsi e soprattutto ad accelerare. È questo particolare, più dei valori estremi di instabilità presi isolatamente, a rendere interessante il confronto con venerdì 21 agosto 2026. Anche questa volta il settore compreso fra Mediterraneo occidentale, Corsica e coste italiane presenterà molta energia disponibile e correnti favorevoli a temporali organizzati. Ma per parlare di una configurazione realmente paragonabile al 2022 manca ancora la cosa più importante: sapere come si comporteranno i temporali dopo la loro formazione.
Il 2022 diventò eccezionale soltanto durante la notte

La sequenza del 17-18 agosto 2022 aiuta a capire perché il termine derecho non possa essere utilizzato semplicemente osservando CAPE elevato e forte instabilità. I primi temporali si svilupparono sul Mare delle Baleari nella tarda serata del 17 agosto. Una cella particolarmente intensa interessò Minorca, mentre più a nord iniziavano a comparire altri nuclei. Fra le 03 e le 05 UTC le celle crebbero e finirono per organizzarsi in una squall line, cioè una struttura temporalesca lineare nella quale nuove correnti ascendenti continuano a svilupparsi lungo il bordo avanzante dell’aria più fresca prodotta dai temporali stessi. La fase più importante arrivò subito dopo. Fra le 05 e le 06 UTC, appena a ovest della Corsica, la parte centrale della linea avanzò più rapidamente e assunse una marcata forma arcuata. Nacque un bow echo, una delle configurazioni radar maggiormente associate alle raffiche convettive molto intense. In Corsica fu misurato un massimo di 62,2 m/s, circa 224 km/h, in una stazione particolarmente esposta a Marignana. Dopo l’attraversamento dell’isola il sistema tornò a intensificarsi sul mare e raggiunse Liguria e Toscana, dove le raffiche arrivarono localmente intorno a 38 m/s, circa 137 km/h.
La somiglianza con venerdì esiste, ma bisogna definirla bene
Il primo elemento comune è la posizione. Anche per la notte fra giovedì e venerdì l’area da osservare con maggiore attenzione sarà il Mediterraneo occidentale, con successivo movimento dei temporali verso Corsica, Sardegna settentrionale e settore italiano. Il secondo elemento è la presenza di una corta ondulazione alle quote superiori in rapido movimento verso nord-est. Il suo avvicinamento aumenta il sollevamento atmosferico proprio sopra una massa d’aria marina molto umida e instabile. Il terzo elemento è l’orario. Sopra il mare l’elevata umidità dei bassi strati permette alla convezione di rimanere alimentata anche durante la notte, quando sulla terraferma viene meno il riscaldamento solare. Per venerdì valori di MUCAPE superiori a 3000 J/kg sono plausibili su una parte del Mediterraneo occidentale. Significa che il potenziale termodinamico sarà notevole. Ma nel 2022 l’elemento eccezionale fu la sovrapposizione di grande instabilità, shear molto forte e organizzazione progressiva delle celle nello stesso corridoio geografico.
Nel 2022 il vento cambiava molto già nei primi tre chilometri
Questa è probabilmente la differenza più interessante. Durante la fase in cui la squall line del 2022 diventò un bow echo a ovest della Corsica, la ricostruzione atmosferica indicava MLCAPE superiore a 3000 J/kg insieme a shear fra il suolo e i tre chilometri superiore a 25 m/s. Non era soltanto presente moltissima energia. Anche la distribuzione del vento con la quota favoriva fortemente una struttura lineare capace di organizzare le correnti ascendenti e discendenti. Per venerdì il quadro attuale propone sul Mediterraneo occidentale shear profondo fra il suolo e circa sei chilometri generalmente nell’ordine di 15-20 m/s. È già un intervallo favorevole alla formazione di temporali organizzati e sistemi convettivi a mesoscala. Non è però, almeno per ora, una copia dell’ambiente del 2022. Questa differenza è più importante del confronto fra un CAPE di 3000, 4000 o 5000 J/kg. Inoltre MUCAPE e MLCAPE non sono direttamente equivalenti: il primo considera la particella più instabile disponibile nella colonna atmosferica, il secondo una particella rappresentativa di uno strato rimescolato nei bassi livelli. Confrontare semplicemente i due numeri porterebbe quindi a conclusioni sbagliate.
Il particolare decisivo del 2022 fu l’accelerazione davanti alla Corsica
Una linea di temporali può essere intensa senza diventare un derecho. Nel 2022 accadde qualcosa di molto più particolare. Quando il sistema iniziò a incurvarsi poco prima della Corsica, la parte centrale dell’arco aumentò enormemente la propria velocità di avanzamento, arrivando a muoversi intorno a 40-50 m/s mentre il vento medio dell’ambiente circostante era sensibilmente inferiore. Una delle spiegazioni fisiche più convincenti è la formazione di un intenso rear-inflow jet: una corrente che penetra posteriormente nel sistema temporalesco e contribuisce a trasportare verso il basso e in avanti una grande quantità di momento. Contemporaneamente il bordo dell’aria più fresca prodotto dalle precipitazioni continuava a sollevare la massa d’aria calda e umida presente davanti alla linea. Il sistema riusciva quindi a propagarsi rapidamente e nello stesso tempo a costruire nuovi temporali sul proprio bordo avanzante. È questa capacità di autorigenerarsi mentre avanza che distingue un semplice gruppo di celle da una struttura lineare molto più pericolosa.
Venerdì la domanda è se le celle riusciranno a costruire una struttura comune
Per questo non sarà particolarmente utile controllare se una nuova elaborazione aumenterà il CAPE di qualche centinaio di joule per chilogrammo. La questione sarà osservare ciò che accadrà sul Mediterraneo occidentale. Se nasceranno numerose celle ma resteranno separate, interagiranno in modo disordinato oppure si organizzeranno soltanto quando saranno ormai prossime alla terraferma, il confronto con il 2022 perderà molta forza. Potremo comunque avere temporali severi, grandine, piogge molto intense e forti raffiche, ma non necessariamente una lunga fascia di vento lineare. Se invece le celle inizieranno a fondersi già sul mare, costruendo una linea persistente che accelera verso nord-est, allora la situazione diventerà meteorologicamente più vicina al precedente. Ancora più importante sarebbe osservare la progressiva curvatura della linea, un aumento della velocità di traslazione e una rigenerazione continua delle celle sul bordo avanzante.
La Corsica sarà il punto di controllo prima della Toscana
Nel 2022 la trasformazione più violenta avvenne immediatamente a ovest dell’isola. Anche per questo la Corsica sarà particolarmente importante venerdì mattina. Non soltanto perché potrebbe essere direttamente interessata dai temporali, ma perché permetterà di capire come la convezione ha attraversato il Mediterraneo occidentale. Un sistema che raggiungesse la Corsica già compatto, veloce e organizzato avrebbe implicazioni completamente diverse per Mar Ligure e Toscana rispetto a un insieme di celle irregolari. Anche il comportamento durante l’attraversamento dei rilievi corsi sarà indicativo. Nel 2022 la struttura si indebolì temporaneamente sopra l’isola, per poi recuperare nuovamente intensità tornando sul mare caldo. Una dinamica simile dimostrerebbe la capacità del sistema di mantenere un proprio equilibrio interno nonostante l’interferenza dell’orografia.
Perché oggi non possiamo chiamarlo derecho
Derecho non è il nome di un temporale particolarmente violento e neppure una previsione ottenuta da un indice atmosferico. È una classificazione legata a un sistema convettivo capace di produrre una fascia estesa e persistente di vento severo. Nel 2022 questa definizione fu possibile perché il sistema attraversò più Paesi, produsse raffiche severe lungo un percorso superiore a mille chilometri e rimase attivo per molte ore. Per venerdì possiamo parlare di ambiente favorevole a temporali organizzati e della possibilità che una parte della convezione cresca verso una struttura lineare. Non possiamo sapere in anticipo se avrà persistenza, dimensioni e continuità sufficienti per essere classificata come derecho. Il confronto con il 2022 non serve quindi ad annunciare una replica. Serve a sapere dove guardare. Quattro anni fa non fu il valore più alto di CAPE a raccontare ciò che stava per accadere. Fu il modo in cui i temporali, durante poche ore sopra il mare, iniziarono a comportarsi come un unico sistema. Venerdì sarà ancora questo il dettaglio più importante.
Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing
