Quarantaquattro gradi il 3 settembre nella campagna di Siviglia. AEMET li indica oggi per Lora del Río, insieme a diversi pomeriggi consecutivi sopra 40 °C. È un valore impressionante per l’inizio dell’autunno meteorologico, ma per capire cosa potrebbe accadere in Italia bisogna guardare qualche centinaio di chilometri più a est. Il nostro Paese comincerà infatti settembre con temperature generalmente superiori alla climatologia, in molti casi nell’ordine di 2-4 °C, ma resterà inizialmente lontano dal nucleo termico più anomalo dell’Europa occidentale. Il punto interessante è proprio questa distanza: nelle elaborazioni più estese il caldo tende a consolidarsi prima tra Penisola Iberica e Francia, mentre successivamente aumenta la possibilità che l’area con le anomalie maggiori si allarghi verso il Mediterraneo centrale.
L’Italia comincia settembre sul confine del caldo più intenso
La distribuzione delle anomalie termiche sull’Europa è molto più istruttiva del singolo valore previsto in una città. Tra Spagna, Francia e settore occidentale del Mediterraneo compare una vasta area con temperature nettamente superiori ai riferimenti stagionali. Sull’Italia il colore resta positivo, ma con intensità generalmente inferiore, mentre procedendo ancora più a est compaiono estese anomalie negative.

Questo significa che l’Italia non sarà inizialmente al centro della struttura più calda. Sarà piuttosto lungo il suo margine orientale. È una differenza fondamentale, perché pochi gradi di longitudine nella posizione dell’asse anticiclonico possono modificare sia l’origine delle correnti sia la quantità di aria molto calda che riesce a raggiungere il Mediterraneo centrale.
Non dobbiamo quindi immaginare i 44 °C spagnoli come una temperatura destinata a viaggiare verso l’Italia. Quel valore nasce anche dalle caratteristiche delle pianure interne andaluse, dalla forte insolazione, dalla scarsa ventilazione e dal riscaldamento dei bassi strati. Ciò che eventualmente potrebbe estendersi verso est è la struttura atmosferica capace di mantenere una massa d’aria eccezionalmente calda su una parte dell’Europa occidentale.
Due o quattro gradi sopra media a settembre sono già molti
Il primo settembre inizia l’autunno meteorologico, ma l’atmosfera non cambia stagione in ventiquattro ore. Esiste però un aspetto climatologico da considerare: le temperature medie cominciano ormai a diminuire progressivamente e la stessa massa d’aria che in luglio avrebbe prodotto un’anomalia più contenuta può risultare statisticamente più insolita alcune settimane dopo.
Per questo una settimana italiana mediamente 2-4 °C sopra i riferimenti del periodo non può essere considerata semplicemente normale estate tardiva. Non significa necessariamente 38 o 40 °C. Significa piuttosto pomeriggi ancora frequentemente estivi, notti miti e una diminuzione stagionale delle temperature rallentata rispetto a quanto normalmente accade entrando in settembre.
È anche il motivo per cui conviene separare due concetti: temperatura assoluta e anomalia. Una località può perdere qualche grado rispetto alla fine di agosto ma continuare contemporaneamente ad allontanarsi dalla propria media climatologica, perché nel frattempo anche quella media sta scendendo.
La seconda settimana dipenderà da poche centinaia di chilometri

La previsione diventa più interessante e contemporaneamente meno certa. Se il massimo termico resterà concentrato tra Penisola Iberica, Francia e Mediterraneo occidentale, l’Italia potrà continuare a registrare temperature elevate senza raggiungere gli eccessi presenti più a ovest. Se invece l’asse anticiclonico riuscirà ad allargarsi maggiormente verso il Mediterraneo centrale, l’anomalia italiana potrebbe crescere.
Non servirebbe necessariamente uno spostamento enorme. La distanza tra il bordo di una struttura e la sua parte centrale può essere di poche centinaia di chilometri, ma meteorologicamente significa cambiare l’origine delle correnti e aumentare lo spessore dello strato atmosferico interessato dall’aria più calda.
Ecco perché le elaborazioni della seconda settimana meritano una lettura diversa da quelle dei primi giorni del mese. Per il periodo iniziale possiamo già discutere con discreta fiducia di temperature sopra media. Più avanti dobbiamo invece valutare la probabilità che l’Italia passi da una posizione periferica a una posizione maggiormente esposta al nucleo caldo occidentale.
Il caldo spagnolo funziona da serbatoio, non da pacco d’aria che viaggia intatto
L’aria molto calda accumulata tra Nord Africa, Penisola Iberica e Mediterraneo occidentale può diventare un importante serbatoio termico per l’Europa meridionale. La sua presenza, tuttavia, non determina automaticamente ciò che avverrà in Italia.
Perché una parte consistente di quell’aria raggiunga il Mediterraneo centrale serve una disposizione favorevole delle correnti. Se la componente meridionale o sud-occidentale aumenta e l’asse di alta pressione si porta più vicino alla Penisola, il trasporto caldo diventa più efficiente. Se invece il massimo resta più a ovest, possiamo continuare a trovarci nella fascia positiva senza entrare nella parte più calda.
Questa è anche la ragione per cui non sarebbe corretto attribuire oggi all’Italia temperature precise per il 9, 10 o 11 settembre. A quella distanza è molto più solida l’informazione sull’anomalia media e sulla probabilità di una settimana calda rispetto al valore massimo previsto per una singola città.
I prodotti sub-stagionali servono proprio a questo tipo di lettura: lavorano su medie di sette giorni ottenute da un insieme di 101 membri previsionali. Sono quindi utili per individuare aree nelle quali aumenta la probabilità di temperature mediamente superiori alla climatologia, non per stabilire il termometro di una località a dieci giorni di distanza.
E le piogge? La prima metà del mese diventa decisiva
C’è poi una conseguenza interessante per le proiezioni pluviometriche di settembre. Alcune elaborazioni precedenti avevano lasciato aperta la possibilità di precipitazioni mensili superiori alla media su parte dell’Italia. Una partenza dominata da temperature elevate e da frequente stabilità renderebbe però quella previsione progressivamente più difficile da realizzare.
Il motivo è semplice. Una previsione mensile rappresenta un bilancio complessivo. Se le prime due settimane terminassero con precipitazioni inferiori alla norma, per chiudere settembre con un’anomalia positiva servirebbe una seconda metà sufficientemente piovosa da recuperare il deficit accumulato.
Questo non permette di prevedere oggi una seconda metà perturbata. Al contrario, obbliga a trattare con maggiore prudenza le vecchie indicazioni mensili. Ogni settimana asciutta trascorsa all’inizio del mese aumenta la quantità di pioggia necessaria più avanti per riportare il totale sopra la climatologia. I prossimi aggiornamenti permetteranno quindi di capire se l’ipotesi di un settembre più piovoso conserverà consistenza oppure verrà ridimensionata.
Per l’Italia il punto non sono i 44 °C
L’agenzia meteo spagnola prevede per Lora del Río 44 °C il 3 settembre, poi ancora 42, 41 e 40 °C nei giorni successivi. La stessa previsione indica una minima di 26 °C sabato 5 settembre, a conferma della notevole persistenza del calore nei bassi strati.
Per l’Italia, però, quei numeri devono essere utilizzati come indicatore della forza del serbatoio caldo presente a ovest, non come anticipazione delle nostre temperature. La prima settimana dovrebbe trascorrere mediamente sopra la climatologia, ma con anomalie più moderate rispetto alla Penisola Iberica. La domanda per il periodo successivo sarà geografica prima ancora che termometrica: il massimo resterà tra Spagna e Francia oppure riuscirà ad avvicinarsi al Mediterraneo centrale?
È questa posizione, molto più di un singolo 40 °C disegnato a dieci giorni di distanza, che potrà dirci se la seconda settimana di settembre continuerà semplicemente a essere estiva oppure diventerà sensibilmente più anomala anche per l’Italia. Il rischio comunque c’è e non sarebbe certo la tendenza meteo più auspicabile…
Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing
