C’è una differenza che nelle elaborazioni per l’ultima parte di agosto comincia a diventare più interessante del semplice andamento delle temperature. Riguarda la durata delle fasi stabili. Al Centro-Nord potrebbero accorciarsi parecchio: un paio di giorni tranquilli, poi una nuova ondulazione occidentale, quindi un recupero e un’altra possibile interferenza. Più a sud il ritmo sarebbe diverso. Qui l’estate avrebbe ancora spazio per distendersi per più giorni consecutivi, con caldo spesso sostenuto e poche occasioni per un ricambio d’aria davvero efficace. È su questa differenza fra le due metà della Penisola che conviene concentrarsi guardando all’ultima decade di agosto.
Il 20-21 agosto potrebbe non restare un episodio isolato
La perturbazione attesa tra giovedì 20 e venerdì 21 agosto interessa perché potrebbe aprire una fase atmosferica meno stabile rispetto a quella osservata nella parte centrale del mese. Non tanto per la sua incisività, quanto per quello che potrebbe seguire.
Nelle elaborazioni che si spingono verso il 24-27 l’alta pressione non appare completamente distesa verso nord. Alcune ondulazioni continuerebbero a scendere in direzione delle Alpi e del Mediterraneo centro-occidentale. Non tutte avrebbero la stessa traiettoria e non tutte riuscirebbero a produrre precipitazioni organizzate sull’Italia, ma la loro frequenza comincia a essere un elemento da seguire.
Se questa disposizione venisse confermata, il Nord sarebbe il primo settore a risentirne. Il Centro potrebbe essere raggiunto a fasi alterne, mentre il Mezzogiorno resterebbe più spesso sul bordo meridionale della circolazione occidentale. Differenze importanti per una fase estiva matura.
Al Nord non servirebbe un forte peggioramento per rendere l’estate più fragile
A fine agosto la stagione non ha bisogno di una grande irruzione fresca per cambiare carattere. Può bastare che l’atmosfera perda continuità.
Un fronte che attraversa le Alpi, qualche temporale, una rotazione dei venti e due o tre gradi in meno possono essere riassorbiti rapidamente. Se però dopo tre giorni arriva un’altra ondulazione, e poco più avanti se ne intravede un’altra ancora, l’alta pressione fatica a costruire una lunga fase stabile.
Questo potrebbe accadere soprattutto tra Piemonte, Lombardia, Triveneto, Liguria ed Emilia-Romagna. Ci sarebbero ancora giornate calde e anche recuperi termici importanti. Il punto è che potrebbero durare meno.
Non sarebbe quindi corretto leggere ogni nuova risalita delle temperature come il ritorno delle condizioni di inizio agosto. La temperatura al suolo può recuperare rapidamente in presenza del sole; molto più importante sarebbe capire quanto rimane lontana la corrente atlantica e per quanti giorni. Una stagione ancora calda può essere, nello stesso tempo, meteorologicamente più vulnerabile.
L’Italia centrale potrebbe diventare la zona più difficile da prevedere
Toscana, Umbria e Marche rischiano di trovarsi proprio vicino al margine tra le due circolazioni.
È una posizione meteorologicamente delicata. Con l’asse delle ondulazioni leggermente più meridionale, la Toscana può essere raggiunta direttamente dalle correnti occidentali e l’instabilità può successivamente propagarsi verso l’Appennino centrale. Con lo stesso asse spostato di qualche centinaio di chilometri verso nord, buona parte del Centro può invece restare ai margini, con effetti molto più modesti e temperature che tornano rapidamente a salire.
Per questo, a una settimana o più di distanza, stabilire che il limite dell’instabilità coinciderà con una determinata regione sarebbe poco credibile. È più utile immaginare una fascia intermedia da definire meglio ma che potrebbe fare la differenza sul centro Italia.
Al Sud la stagione potrebbe avere ancora parecchio spazio
Dal Lazio meridionale verso il Mezzogiorno la situazione potrebbe essere differente e più definita.
Se le depressioni dovessero effettivamente transitare prevalentemente tra Europa centrale, Alpi e alto Mediterraneo, Sicilia, Calabria, Puglia e buona parte delle regioni meridionali rimarrebbero lontane dalla parte più dinamica della circolazione. In queste condizioni non serve nemmeno una struttura anticiclonica particolarmente potente per mantenere condizioni estive.
È sufficiente che gli impulsi restino abbastanza a nord. Sul loro bordo meridionale possono inoltre instaurarsi correnti sud-occidentali o meridionali, capaci di mantenere temperature elevate e, in alcune fasi, di favorire nuove risalite di aria calda dal Nord Africa e dal Mediterraneo meridionale.
Per questo il Sud potrebbe attraversare l’ultima decade di agosto con un’impressione stagionale molto diversa rispetto al Nord: meno precipitazioni, meno ricambi d’aria organizzati e intervalli caldi più lunghi.
Anche qui potranno esserci oscillazioni termiche. Ma finché manca un affondo sufficientemente meridionale, diventa difficile ottenere un raffreddamento esteso e duraturo.
Il dato da osservare non sarà soltanto quanti gradi farà
Negli ultimi giorni di agosto tenderemo inevitabilmente a guardare le temperature massime. È comprensibile, ma potrebbe essere il parametro meno utile per capire cosa sta accadendo.
Dopo un disturbo, con cielo sereno e vento debole, Firenze può tornare rapidamente sopra i 30 gradi. Lo stesso può accadere a Bologna o Milano. Questo però non dice molto sulla solidità della fase stabile.
Bisognerà osservare piuttosto cosa succede sull’Atlantico e sull’Europa occidentale dopo ogni ondulazione. Se l’alta pressione riuscisse ad avanzare nuovamente verso nord e a chiudere la porta alle correnti oceaniche, la stabilità potrebbe durare di più. Se invece la stessa alta pressione rimanesse schiacciata verso il Mediterraneo meridionale, il Nord e parte del centro dell’Italia sarebbero esposti a più transiti atlantici.
L’ultima decade potrebbe quindi procedere con due ritmi molto diversi
A oggi non ci sono elementi sufficienti per stabilire il tempo di ogni singolo giorno tra il 24 e il 31 agosto. Sarebbe una precisione soltanto apparente. La tendenza che merita attenzione è un’altra.
Il Centro-Nord potrebbe entrare in una fase in cui le condizioni estive continuano a presentarsi, ma faticano maggiormente a durare. Il Sud potrebbe invece restare più lontano dalle ondulazioni atlantiche e mantenere per periodi più lunghi caldo, sole e precipitazioni scarse.
In mezzo ci sarà probabilmente l’Italia centrale, con Toscana, Umbria e Marche spesso vicine alla zona nella quale piccoli spostamenti della circolazione producono differenze molto grandi.
Per capire davvero come finirà agosto non servirà quindi cercare una data nella quale l’estate smetterà improvvisamente di farsi sentire. Sarà molto più utile contare quanto tempo passerà, soprattutto al Centro-Nord, tra un disturbo e quello successivo.
Se quegli intervalli continueranno ad accorciarsi, sarà già una delle caratteristiche meteorologiche più interessanti dell’ultima parte del mese.
Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing
