Una mappa colorata di marrone non racconta solo dove il cielo diventerà più opaco. Racconta quale strada sta prendendo l’aria rovente che risalirà dall’Africa anche verso l’Italia. La previsione del carico di sabbia in sospensione per metà luglio mostra una vasta quantità di polvere sul Nord Africa e una risalita verso il Mediterraneo occidentale e centrale: se la polvere viene agganciata dalla circolazione atmosferica, insieme a lei può muoversi anche una massa d’aria molto calda, capace di raggiungere l’Italia con un’atmosfera meno limpida ma non per questo meno rovente.
La polvere non è solo sabbia: è una traccia della massa d’aria
Il Dust Load indica il carico totale di polvere minerale presente nella colonna atmosferica. Non coincide con il PM10 misurato dalle centraline vicino al suolo, perché descrive quanta polvere è contenuta nell’intero spessore d’aria sopra una zona. Per questo una carta del Dust Load non va letta come una previsione diretta dell’inquinamento respirato in città, ma come una mappa della quantità di pulviscolo trasportata dall’atmosfera. Il modello SKIRON dell’Università di Atene fornisce mappe dedicate a concentrazione, carico totale e deposizione della polvere sul settore europeo e mediterraneo.
Quando i valori aumentano sul Sahara e si allungano verso il Mediterraneo, significa che il vento non sta semplicemente sollevando sabbia vicino alla sorgente, ma sta costruendo un corridoio di trasporto. La polvere viene sollevata dalle superfici desertiche, entra negli strati atmosferici e può percorrere distanze molto ampie se intercettata da correnti meridionali o sud-occidentali. La World Meteorological Organization ricorda che la polvere desertica può viaggiare per migliaia di chilometri e influenzare visibilità, qualità dell’aria e attività umane anche lontano dalle aree di origine.
Perché il cielo lattiginoso non esclude temperature elevate
L’equivoco nasce dall’aspetto del cielo. Quando la polvere sahariana è sospesa in atmosfera, il blu diventa più spento, il sole appare pallido e la luce si diffonde. È naturale pensare che il riscaldamento sia più debole. In parte la polvere può attenuare la radiazione solare diretta, ma questo non basta a cancellare la natura della massa d’aria.
Durante un richiamo caldo dal Nord Africa, i gradi letti sul termometro non dipendono solo da quanto sole arriva al suolo in quella giornata, dipende anche dalla temperatura dell’aria nei bassi e medi strati della troposfera. Se l’aria arriva già molto calda a circa 1500 metri, il suolo parte da una base termica elevata. Le pianure interne, le vallate poco ventilate e le aree lontane dal mare possono quindi scaldarsi molto anche sotto un cielo velato da pulviscolo.
Attenzione dunque a questo dettaglio: l’atmosfera potrà sembrare meno luminosa, ma essere più calda. La polvere non è il motore principale del caldo, è l’impronta visibile del percorso compiuto dall’aria.
Le zone italiane da osservare con più attenzione
Ciò detto, le mappe di previsione che riguardano la quantità di sabbia in sospensione sui cieli italiani per metà mese parla molto chiaro: saremo nel pieno di un afflusso sahariano e questo collima perfettamente con la previsione di un acuto termico proprio tra il 13 ed il 17. L’aria calda nord africana potrebbe determinare giornate non solo prepotentemente calde ma anche singolari dal punto di vista “dell’atmosfera”. Sembrerà di essere veramente in Africa, con sole opaco, cieli sporchi ed aria giallastra. Sardegna e centro Italia saranno potenzialmente le aree più coinvolte, non tanto quanto il sud della Francia ma comunque in modo importante.

Risulta altrettanto evidente come le l’estensione della “nube sabbiosa” sia pressoché sovrapponibile alle temperature più elevate evidenziate dalla mappa qui sotto, relativa alle temperature ad 850 hPa.

Il caldo dunque sarà in intensificazione, abbiamo più riferimenti per dirlo uno dei quali è proprio la valutazione degli spostamenti della sabbia sahariana, un tracciante del cuore più caldo della risalita sub tropicale. In sostanza il Sahara pare possa interferire decisamente con la circolazione mediterranea con una componente desertica riconoscibile anche dal trasporto sabbioso.
Cosa deve capire il lettore guardando questa mappa
La polvere sahariana non va raccontata solo come cielo giallo o auto sporche. In estate può diventare una lente per leggere l’estrazione della massa d’aria in arrivo sul Mediterraneo. La previsione di un forte aumento del particolato minerale sull’Italia, significa che una parte dell’aria ha attraversato regioni desertiche o subdesertiche prima di arrivare verso sulla Penisola.
Il caldo, quindi, oltre ad essere confermato anche da questa osservazione, potrà presentarsi con una serie di giornate “particolari” caratterizzate certamente da valori termici di molti gradi sopra la media ma anche con colori non prettamente tipici dell’estate mediterranea, anzi decisamente più vicini alle atmosfere tipiche della fascia sub sahariana.
Analisi e fonti
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