Non saranno solo le temperature massime a raccontare la forza dell’ondata calda. Tra il weekend e la metà della prossima settimana, il rischio più insidioso sarà il caldo che resterà intrappolato dopo il tramonto.
Il caldo più difficile da sopportare potrebbe arrivare quando il sole sarà già tramontato. Nei prossimi giorni si parlerà molto delle temperature massime, dei picchi pomeridiani e delle città più roventi, ma il vero manifesto dell’ondata calda potrebbe essere un altro: quanto i termometri rimarranno “incastrati in alto” durante le ore notturne.
Quando le temperature restano elevate anche nelle ore più fresche, il caldo non si interrompe. Entra nelle case, resta sull’asfalto, si accumula nei quartieri più urbanizzati e riduce la possibilità di recupero dopo una giornata già pesante.
Vogliamo qui sottolineare anche questo aspetto più insidioso della fase attesa tra il weekend del 20-21 giugno e la metà della prossima settimana. Le ultime elaborazioni indicano una progressiva estensione delle aree con valori notturni superiori ai 20°C, soglia oltre la quale si parla di notte tropicale.
In alcune zone più esposte le temperature potrebbero restare localmente anche oltre i 25°C, rendendo il caldo persistente per molte ore consecutive. Questo punto di vista sostanzialmente evidenzia come questa ondata (ma in genere tutte le ondate di calore) non andrà valutata solo per quello che potrà succedere nel picco diurno. A fare la differenza sarà capire quanto l’Italia riuscirà, o non riuscirà, a raffreddarsi dopo il tramonto.
Notti tropicali in aumento: perché sono molto indicative
Una notte viene definita tropicale quando la temperatura minima non scende sotto i 20°C, questa riteniamo sia una definizione ormai nota ai più ma non è un dettaglio tecnico secondario, ma uno degli indicatori più utili per capire quanto un’ondata di caldo possa diventare realmente pesante.
Durante una normale fase estiva, anche dopo giornate molto calde, la notte permette almeno in parte di disperdere il calore accumulato. Le superfici si raffreddano, le abitazioni perdono un po’ dell’energia immagazzinata durante il giorno e l’organismo trova una finestra di sollievo.
Quando invece la minima resta alta, questo meccanismo si riduce o si blocca. Il caldo diventa continuo, la sensazione di afa persiste e la notte non basta più a riportare condizioni accettabili, soprattutto nelle città, nelle pianure umide e lungo le coste meno ventilate.
Il caldo non finirà al tramonto
La sequenza delle mappe che abbiamo elaborato per illustrare anche graficamente la situazione ipotizzata, mostra una tendenza piuttosto chiara. Nel fine settimana il caldo notturno inizierà a interessare soprattutto coste, isole, pianure e grandi aree urbane. All’inizio della prossima settimana le aree con minime maggiori di 20 gradi saranno aumentate. Verso metà settimana, invece, il rischio di valori notturni decisamente caldi potrebbe diventare più marcato, con valori minimi di giornata localmente superiori ai 25°C.
Non tutta l’Italia sarà coinvolta allo stesso modo. Le aree più esposte sembrano concentrarsi tra Pianura Padana, alto Adriatico, Romagna, medio Adriatico e Puglia. Il caldo notturno sarà comunque significativo anche su diversi tratti tirrenici, sulle Isole maggiori e nelle principali città del Centro-Sud. Questa elaborazione evidenzia una caratterizzazione termica già sopra le righe per il mese di giugno.
Weekend 20-21 giugno: prime notti tropicali su coste, isole e città
La prima fase riguarda quindi il weekend del 20-21 giugno, proprio quello dell’avvio dell’estate astronomica. In questa fase il rischio di notti tropicali sarà già presente su diverse zone del Paese, anche se con intensità ancora variabile.

Le aree più sensibili saranno soprattutto i tratti costieri, la Sardegna e larga parte della Pianura Padana Nelle località costiere il mare potrà attenuare in parte i picchi diurni, ma allo stesso tempo ostacolare un raffreddamento deciso durante la notte. Nelle grandi città, invece, peserà l’effetto isola di calore urbana: cemento, asfalto ed edifici rilasciano lentamente il calore accumulato nelle ore precedenti.
Il risultato sarà una prima estensione delle minime sopra i 20°C, soprattutto nelle zone pianeggianti, costiere e urbanizzate. Non sarà ancora necessariamente la fase più intensa, ma rappresenterà il primo segnale di un caldo capace di imporsi per larga parte del dì.
Inizio settimana: il caldo notturno si allarga verso le pianure interne
Tra lunedì 22 e martedì 23 giugno la situazione potrebbe cambiare in modo più evidente. Il caldo notturno non resterebbe confinato solo alle coste o alle grandi città, ma potrebbe estendersi anche verso molta parte delle pianure interne.

La Pianura Padana sarà probabilmente l’area più penalizzata da questo fenomeno: è probabile che le città e le aree urbanizzate tra Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna possano quindi vivere notti via via più pesanti sia per le temperature elevate ma anche per una maggiore umidità.
Il caldo notturno potrà interessare anche Toscana, Lazio, Campania, medio Adriatico, Sardegna, Sicilia e Puglia. Non ovunque con la stessa intensità, ma con una tendenza abbastanza chiara: l’aria calda tenderà a occupare sempre più spazio, riducendo la possibilità di una vera pausa dopo il tramonto.
Metà settimana: possibile fase più pesante, con minime oltre i 25°C
La fase più delicata potrebbe arrivare verso la metà della prossima settimana, indicativamente tra mercoledì 24 e giovedì 25 giugno. La mappa che abbiamo elaborato qui sotto rincara la dose proponendo un ulteriore aumento dei valori termici notturni e una distribuzione più ampia delle aree calde.

In alcune zone non si parlerebbe più soltanto di semplici notti tropicali, ma di notti molto calde, con temperature che potrebbero restare localmente sopra i 27/28°C con picchi localmente superiori ai 30 gradi. È una soglia particolarmente significativa, perché indica un caldo notturno intenso e persistente. Pensate, se questo si verificasse, avremmo temperature minime pari alla media delle massime attese in questo periodo su diverse parti d’Italia.
Le aree da monitorare con maggiore attenzione saranno la Pianura Padana, il corridoio tra Torino, Milano, Verona e l’Emilia-Romagna, il settore veneto-friulano, l’alto Adriatico, la Romagna e il tratto compreso tra Marche e Abruzzo.
Anche il medio-basso Adriatico e la Puglia potrebbero registrare valori notturni elevati, soprattutto tra Gargano, Barese, Salento e area ionica. Sul versante tirrenico, invece, il caldo notturno potrebbe risultare più fastidioso nelle grandi città e lungo le coste, con particolare attenzione a Lazio, Campania, Roma e Napoli. Anche le Isole non sarebbero da dimeno. Se questa situazione dovesse realmente verificarsi, potremmo certamente dire di essere nel pieno di una forte ondata di calore.
Il caldo sulle 24 ore sarà il vero indicatore dell’ondata africana
Quando si parla di caldo, l’attenzione si concentra spesso sulle temperature massime: 35°C, 38°C, 40°C. Sono valori importanti, ma non bastano a descrivere l’impatto reale di un’ondata di calore ma come abbiamo visto, temperature così elevate anche nella notte farebbero un “gran rumore” potendo segnare scarti positivi rispetto alla media climatologica di riferimiento anche di 10 / 12 gradi.
Una sequenza in tre fasi
La progressione di questo primo affondo dell’estate 2026 potrebbe quindi seguire questa tempistica: nel weekend del 20-21 giugno partirà spinta, ad inizio della settimana prossima, tra lunedì 22 e martedì 23 giugno, un ulteriore acutizzazione del fenomeno per giungere all’apice verso metà settimana, indicativamente tra mercoledì 24 e giovedì 25 giugno.
La tendenza andrà confermata con i prossimi aggiornamenti, perché le temperature minime dipendono da molti fattori: vento, umidità, nuvolosità, esposizione locale, quota e distanza dal mare. Tuttavia l’idea generale appare coerente: il caldo notturno tenderà ad aumentare e ad allargarsi, rendendo più probabili notti tropicali su molte aree italiane.
Il vero indicatore dell’onda di calore sarà la notte
Se il termometro resterà sopra i 20°C su aree sempre più ampie, l’Italia entrerà in un regime di notti tropicali diffuse. Se poi in alcune zone le temperature notturne resteranno oltre i 25°C, il disagio potrà diventare ancora più marcato, soprattutto nelle città, nelle pianure afose e lungo i tratti costieri con elevata umidità; in sostanza il caldo potrebbe risultare ancor meno tollerabile “al buio”.
Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing
