HomeMeteo ItaliaAprile mite all’inizio, poi i modelli cambiano strada

Aprile mite all’inizio, poi i modelli cambiano strada

Dopo il finale di marzo segnato dalle incursioni fredde, i prossimi giorni riportano una primavera più tranquilla e mite, anche se sul lungo termine resta aperta l’ipotesi di nuovi disturbi freddi intorno al 10 aprile.

L’avvio di aprile segna una netta linea di demarcazione rispetto alle incursioni fredde che hanno caratterizzato la fine di marzo, portando persino la neve a bassa quota. Le ultime elaborazioni del modello europeo ECMWF indicano un ripristino di condizioni più tranquille, miti e stabili, ma la distanza temporale invita sempre alla prudenza. Sebbene la primavera nascente sembri intenzionata a mostrare il suo volto più dolce, le proiezioni a lungo termine suggeriscono una possibile nuova recrudescenza fredda entro la fine della prima decade di aprile.

La spinta dell’alta pressione subtropicale e il picco di calore

La prima parte della prossima settimana sarà dominata da una ripresa altopressoria subtropicale. Questo meccanismo spingerà masse d’aria mite verso l’Italia, causando una lievitazione graduale delle temperature verso valori superiori alla media del periodo. Il picco di questa mitezza è atteso tra lunedì e mercoledì, con gli effetti più evidenti sulle regioni del Centro e del Sud peninsulare: sono attesi picchi termici di circa 12 gradi alla quota di 850 ettopascal, valori non da poco per l’inizio del mese, capaci di regalare un clima profondamente differente da quello attuale.

L’ipotesi di un altro colpo di coda invernale intorno al 10 aprile

Tuttavia, questo scenario potrebbe perdere smalto rapidamente nella seconda parte della settimana. Il ritorno delle correnti nord-atlantiche aprirebbe la strada a sistemi perturbati in grado di trascinare verso il Mediterraneo nuova aria fredda. Le mappe più recenti mostrano addirittura un tentativo di inverno dall’est intorno al 10 aprile. Sebbene queste proiezioni debbano essere senza dubbio accolte con molta elasticità, non si può escludere che l’Italia finisca esposta a un respiro di nuovo più freddo nella prima metà del mese.

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Incertezza e dinamismo del getto polare primaverile

Questi sbalzi sono figli di un getto polare che in questo periodo tende a diventare più ondulato, permettendo a masse d’aria polare di scivolare verso latitudini inferiori. La reale portata di questo potenziale ritorno del freddo dipenderà dalla posizione esatta degli anticicloni e dalla forza dei minimi di pressione. Se da un lato le prossime giornate ci permetteranno di apprezzare temperature più dolci e cieli sereni, dall’altro aprile potrebbe riservare scherzi non propriamente consoni alla sua natura mite. Di certo seguiteremo a monitorare con interesse l’evoluzione, poiché il margine di errore a dieci giorni rimane ampio e il modello europeo ha spesso mostrato scenari estremi poi ridimensionati.

Sintesi dell’evoluzione e tendenza per i prossimi giorni

In attesa di conferme sul possibile ulteriore freddo tardivo, il tempo nell’immediato volge al bello. Per venerdì 3 aprile si attende un parziale nuvolosità con tendenza a rapido miglioramento e massime in sensibile aumento. Sabato e domenica vedranno il dominio del sole con temperature in ulteriore crescita, specialmente nelle zone interne, sotto l’egida di venti deboli e mari poco mossi. La primavera dunque accelera, ma la guardia resta alta per il possibile cambio di rotta previsto entro la metà del mese, che potrebbe costringerci a tenere le giacche ancora a portata di mano.

Fonte e analisi
Valutazioni basate su osservazioni locali, radar e modelli previsionali.
Per la modellistica: ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing
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