Tre cicloni in arrivo sull’Europa: neve abbondante sulle Alpi, allerta valanghe e settimana instabile anche nel Mediterraneo
Tre basse pressioni dall’Atlantico puntano l’Europa
Tre sistemi di bassa pressione si stanno organizzando sull’Atlantico e si muovono verso l’Europa, alimentati da un flusso occidentale particolarmente attivo. Le proiezioni indicano raffiche di vento fino a 100 chilometri orari nei settori più esposti, piogge intense e nuove nevicate sulle Alpi già a partire da martedì.
La configurazione sinottica conferma un pattern di instabilità persistente che caratterizza febbraio 2026. Dopo mesi dominati da condizioni più secche tra settembre e gennaio, la circolazione atlantica è tornata protagonista con una sequenza di perturbazioni ravvicinate.
Questo aggiornamento rientra nella nostra analisi sul Meteo in Italia.
Italia nel mirino della depressione numero 3
Per l’Italia l’attenzione si concentra soprattutto sul terzo sistema depressionario, atteso entrare più direttamente nel Mediterraneo tra mercoledì sera e giovedì. Si tratterebbe dell’impulso più incisivo dell’intera settimana, con precipitazioni diffuse, rinforzi di vento e un possibile nuovo calo delle temperature in quota.
Il quadro resta comunque evolutivo. Gli aggiornamenti modellistici dei prossimi giorni saranno decisivi per definire l’esatta traiettoria del minimo e la distribuzione delle precipitazioni, soprattutto tra Nord e versante tirrenico. L’impressione, al momento, è che anche la prossima settimana sarà caratterizzata da tempo poco affidabile, con alternanza di fasi perturbate e brevi pause.
Piogge utili contro la siccità, ma cresce il rischio idrogeologico
Il ritorno delle grandi piogge atlantiche rappresenta una notizia a doppia faccia. Da un lato, le precipitazioni possono contribuire a ridurre il deficit idrico accumulato nei mesi autunnali e invernali, ricaricando invasi e falde. Dall’altro, la concentrazione delle piogge in intervalli ravvicinati aumenta il rischio di frane, smottamenti e piene improvvise, soprattutto nei territori già fragili dal punto di vista idrogeologico. Del resto abbiamo avuto un mese di gennaio e di febbraio che su larga parte del territorio italiano si sono caratterizzati per piogge consistenti ed insistenti.
Neve abbondante e allerta valanghe sulle Alpi
Le Alpi restano l’area più sensibile in questa fase. Le nevicate previste in quota si sommeranno agli accumuli recenti, mentre le autorità francesi e italiane hanno già segnalato un livello di pericolo valanghe pari a 4 su 5 in diversi settori alpini. Alcuni comprensori sciistici hanno disposto chiusure temporanee e negli ultimi giorni si sono registrate vittime legate a distacchi nevosi.
Per escursionisti e sciatori è una fase che richiede massima prudenza. Il manto nevoso, stratificato e instabile dopo ripetuti episodi perturbati, può reagire rapidamente a nuovi apporti di neve e a variazioni termiche.
Una fase da monitorare giorno per giorno
Per il momento appare evidente come il tempo sull’Italia rimanga ancora governato dal flusso occidentale anche se qualcosa sembra cominciare a muoversi sul lungo termine: per il momento e per i prossimi 4/5 giorni non ravvisiamo particolari variazioni soprattutto in ragione di possibili ingressi freddi. DI questo parleremo più approfonditamente facendo focus sulla terza decade di febbraio.
Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing
