HomeMeteoMeteo: prima il Nord, poi Centro e Sud Italia. Perché il maltempo...

Meteo: prima il Nord, poi Centro e Sud Italia. Perché il maltempo del 9-10 settembre sarà diverso dai temporali estivi

Tra mercoledì 9 e giovedì 10 settembre l’area interessata da piogge e temporali tenderà a trasferirsi progressivamente dal Nord Italia verso le regioni centrali e infine verso il Meridione. È una caratteristica importante perché comincia a delineare un peggioramento più organizzato rispetto a molti degli episodi temporaleschi osservati durante l’estate.
Le elaborazioni ultime, inizializzate alle 00 UTC di sabato 5 settembre, rappresentano la precipitazione accumulata in intervalli di sei ore. La sequenza considerata parte dalle 12 UTC di mercoledì 9 e arriva alle 18 UTC di giovedì 10 settembre. Siamo dunque ancora a una distanza compresa indicativamente fra quattro giorni e mezzo e quasi sei giorni: sufficiente per individuare una configurazione interessante, non ancora per assegnare con sicurezza intensità e accumuli alle singole località.

Mercoledì 9 settembre: il Nord dovrebbe essere interessato per primo

Il primo elemento evidente riguarda la cronologia. Durante mercoledì 9 le precipitazioni più organizzate vengono proposte inizialmente sul Nord Italia e sulle aree immediatamente adiacenti, mentre il Centro-Sud rimane ancora in larga parte fuori dalla porzione più attiva della perturbazione. È coerente con l’avvicinamento di una saccatura di origine atlantica all’Europa centro-occidentale e successivamente al Mediterraneo.
Nel corso della giornata l’aria più instabile dovrebbe riuscire a guadagnare terreno verso sud. Tra pomeriggio e sera le precipitazioni previste iniziano infatti a coinvolgere maggiormente anche parte delle regioni centrali, mentre sul settore settentrionale rimane attiva una vasta fascia precipitativa. La distribuzione non suggerisce quindi soltanto temporali pomeridiani isolati: emerge una forzante atmosferica più ampia capace di sostenere precipitazioni su una porzione progressivamente maggiore del territorio.
Questo non significa che pioverà contemporaneamente e con la stessa intensità ovunque. La componente temporalesca potrà produrre differenze notevoli anche fra zone relativamente vicine e la posizione delle fasce più piovose potrà ancora cambiare nei prossimi aggiornamenti.

Nella notte il fronte dovrebbe avanzare verso il Centro

Tra la serata di mercoledì e le prime ore di giovedì diventa particolarmente interessante il trasferimento verso sud-est. Le elaborazioni delle 00 e delle 06 UTC di giovedì mostrano le precipitazioni più organizzate spostarsi progressivamente verso le regioni centrali e il versante adriatico, mentre sul Nord-Ovest tendono a diminuire.
Questa progressione aiuta a distinguere l’episodio da una semplice instabilità legata al riscaldamento diurno. Un temporale estivo può svilupparsi localmente durante il pomeriggio e dissolversi poche ore più tardi senza modificare in profondità la massa d’aria. In questo caso, invece, la successione proposta è compatibile con l’avanzamento di un fronte freddo associato a una saccatura in approfondimento verso il Mediterraneo.
Il dettaglio sarà importante anche per capire dove potranno concentrarsi i fenomeni più intensi. La carta di precipitazione deterministica può evidenziare nuclei con accumuli rilevanti, ma a quattro-cinque giorni non sarebbe corretto trasformare quei massimi in una previsione puntuale. Con precipitazioni convettive bastano variazioni relativamente piccole nella traiettoria e nella velocità del sistema per spostare sensibilmente le zone maggiormente coinvolte.

- Advertisement -

Giovedì il maltempo dovrebbe guadagnare le regioni meridionali

Le elaborazioni successive completano la progressione. Durante giovedì 10 l’area precipitativa tende ad abbandonare gradualmente una parte del Settentrione e a interessare in maniera più evidente il Centro-Sud. Nelle ore centrali della giornata compaiono precipitazioni organizzate fra il medio-basso versante adriatico, il basso Tirreno e diverse zone meridionali, con ulteriori nuclei temporaleschi possibili.
Osservando insieme tutte e sei le carte, quindi, l’aspetto più robusto non è stabilire oggi quanti millimetri cadranno in una determinata provincia. È la sequenza: Nord, Centro e infine Sud. Se questa struttura verrà mantenuta dagli aggiornamenti successivi, avremo a che fare con uno dei primi peggioramenti di settembre capaci di coinvolgere progressivamente gran parte della Penisola attraverso l’avanzamento della stessa struttura perturbata.
Anche la durata dei fenomeni sarà differente da zona a zona. Alcune aree potranno essere interessate soprattutto da una fase temporalesca relativamente rapida, altre potrebbero trovarsi sotto precipitazioni per un intervallo più lungo. Serviranno elaborazioni a maggiore risoluzione e una distanza temporale inferiore per affrontare seriamente questo aspetto.

Dietro i temporali dovrebbe arrivare anche aria sensibilmente meno calda

L’altra conseguenza importante riguarda le temperature. L’avanzamento della saccatura non porterebbe soltanto instabilità: dietro il fronte è attesa l’affluenza di una massa d’aria decisamente meno calda rispetto a quella presente sull’Italia durante questo fine settimana. Anche il raffreddamento dovrebbe quindi procedere inizialmente dal Settentrione e successivamente verso il Centro-Sud.
La differenza sarà particolarmente evidente perché il punto di partenza è eccezionalmente caldo per settembre. In diverse zone italiane il fine settimana del 5-6 settembre presenta temperature molto superiori alla climatologia del periodo. Una diminuzione marcata potrà quindi essere percepita nettamente senza implicare necessariamente l’arrivo di condizioni fredde per la stagione.
Per le regioni meridionali questo aspetto assume un peso ancora maggiore. Il caldo intenso dovrebbe resistere più a lungo rispetto al Nord e sarà proprio l’avanzamento della struttura perturbata verso il basso Mediterraneo a poter favorire un ridimensionamento termico più netto anche sulle ultime regioni rimaste all’interno della massa d’aria molto calda.

Temporali localmente forti: perché è ancora presto per indicare le zone più esposte

Il contrasto fra l’aria molto calda preesistente e quella più fresca associata alla saccatura rende plausibile una fase temporalesca localmente intensa. Le stesse mappe esaminate mostrano in alcuni intervalli nuclei precipitativi consistenti.
La previsione si trova ancora oltre le 100 ore e stiamo osservando un’elaborazione deterministica. Nei prossimi aggiornamenti dovranno essere controllati soprattutto posizione della saccatura, velocità del fronte, eventuale formazione di minimi secondari sul Mediterraneo e accordo delle elaborazioni ensemble. Da questi elementi dipenderanno distribuzione, durata e intensità delle precipitazioni.
È quindi possibile aumentare il grado di fiducia sull’esistenza di una fase più instabile nella parte centrale della prossima settimana senza fare lo stesso con ogni suo dettaglio. Confermare una dinamica generale e confermare dove cadrà il temporale più forte sono due livelli previsionali completamente differenti.

La verifica decisiva arriverà dai prossimi aggiornamenti

Rispetto alle indicazioni più incerte dei giorni scorsi, l’evoluzione del 9-10 settembre merita ora maggiore attenzione perché comincia ad assumere una struttura temporale leggibile: primi disturbi verso il Nord già fra martedì sera e l’avvio di mercoledì, fase più organizzata sul Settentrione, successiva estensione al Centro e infine coinvolgimento delle regioni meridionali entro giovedì.
Resta provvisoria soprattutto la previsione dell’intensità e della capacità della perturbazione di propagarsi in modo deciso anche verso il meridione. Nei prossimi due o tre giorni potremo capire molto meglio se il fronte conserverà questa capacità di attraversare gran parte della Penisola e quali settori avranno le condizioni più favorevoli a temporali intensi.
Se la progressione verrà confermata, l’elemento meteorologicamente più importante non sarà soltanto il ritorno della pioggia. Per la prima volta dopo la lunga fase estiva avremmo una perturbazione capace di accompagnare l’aria meno calda dal Nord fino alle regioni meridionali, interrompendo in maniera molto più estesa l’attuale anomalia termica.

Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing

Chi siamo  •  Centro di calcolo

Due fasi meteo dopo il caldo: la seconda, da metà settembre, sarebbe quasi fredda

Cinque o sei giorni ancora decisamente caldi, un primo peggioramento nella parte centrale della prossima settimana e poi una possibilità ben più lontana: correnti...