Cinque o sei giorni ancora decisamente caldi, un primo peggioramento nella parte centrale della prossima settimana e poi una possibilità ben più lontana: correnti nord-atlantiche capaci di mantenere l’Europa molto più fresca anche oltre metà settembre. Il run ECMWF delle 12 UTC del 3 settembre propone una sequenza particolarmente interessante, ma le tre fasi non hanno affatto lo stesso grado di affidabilità.
Il punto più importante è proprio separarle. Il caldo dei prossimi giorni appartiene ormai alla parte relativamente solida della previsione; l’intervento perturbato attorno al 10-11 settembre sta entrando progressivamente in una distanza più gestibile; ciò che ECMWF disegna attorno al 17 settembre rimane invece una soluzione deterministica a oltre 330 ore e deve essere considerato esclusivamente come un’ipotesi sulla possibile evoluzione della circolazione.
Ancora 5-6 giorni con temperature molto sopra la norma
Prima di osservare ciò che potrebbe accadere successivamente bisogna ricordare quanto sia ancora resistente la massa d’aria calda sul Mediterraneo. La prima parte della nuova fase è infatti caratterizzata da temperature elevate e da anomalie positive che continueranno a interessare l’Italia, pur con differenze regionali e oscillazioni da un giorno all’altro.
Il caldo dovrebbe quindi accompagnarci ancora per buona parte della prima decade. Questo aspetto ha ormai basi nettamente più solide rispetto alle elaborazioni che riguardano metà mese: avvicinandosi temporalmente, sarà possibile definire molto meglio intensità, distribuzione delle temperature e differenze tra Toscana, Centro Italia e regioni meridionali.
La novità interessante arriva dopo. La circolazione europea prevista da ECMWF comincia infatti a modificarsi e la sequenza delle carte suggerisce che il primo peggioramento potrebbe non rappresentare necessariamente un episodio completamente isolato.
Attorno all’11 settembre compare il primo affondo

La carta del geopotenziale a 500 hPa valida alle 00 UTC dell’11 settembre è a +180 ore. Una vasta anomalia negativa occupa l’Europa centro-settentrionale e orientale, mentre il Mediterraneo centrale si trova molto più vicino al margine meridionale della circolazione depressionaria.
Rispetto alla struttura atmosferica responsabile della persistenza del caldo, è una modifica sostanziale. Le correnti occidentali riescono a scendere di latitudine e il campo anticiclonico mediterraneo perde parte della propria capacità di mantenere indisturbate masse d’aria molto calde sull’Italia.
La corrispondente carta delle anomalie termiche a 850 hPa, valida poche ore dopo, mostra infatti aria nettamente più fresca della climatologia su una larga porzione dell’Europa. Sull’Italia la diminuzione appare meno estrema rispetto al cuore continentale dell’anomalia, ma il quadro sarebbe comunque compatibile con un deciso ridimensionamento del caldo, soprattutto procedendo da nord verso sud.
Il peggioramento e ciò che accade dopo sono due questioni differenti
È qui che l’aggiornamento diventa più interessante. Il primo ingresso perturbato non ci dice automaticamente quale circolazione prevarrà durante tutta la seconda decade. Una depressione può attraversare rapidamente l’Europa e lasciare successivamente spazio a una nuova espansione anticiclonica; oppure può rappresentare l’inizio di una fase nella quale le correnti occidentali e nord-occidentali riescono a raggiungere più frequentemente latitudini mediterranee.
Il run del 3 settembre esplora questa seconda possibilità. Spostandoci fino al 17 settembre, anziché ricostruire rapidamente una robusta struttura anticiclonica sull’Europa centro-occidentale, ECMWF approfondisce nuovamente una vasta circolazione depressionaria sul continente.
È una differenza sostanziale rispetto alla semplice domanda su quando finirà l’attuale fase calda. Se una disposizione simile trovasse conferme, il tema della seconda metà del mese diventerebbe la capacità dell’atmosfera di impedire una rapida ricostruzione del caldo e di mantenere aperto un corridoio alle masse d’aria provenienti dal Nord Atlantico.
Dopo il 15 ECMWF propone un raffreddamento molto importante

La carta valida il 17 settembre è certamente quella che attira maggiormente l’attenzione. A 500 hPa compare una vasta depressione estesa sull’Europa centrale, con anomalie negative molto marcate e una disposizione delle correnti potenzialmente favorevole alla discesa di aria nord-atlantica verso latitudini decisamente più meridionali.
Ancora più eloquente è la temperatura a 850 hPa. Gran parte dell’Europa centro-occidentale risulterebbe interessata da una vasta anomalia negativa, con il raffreddamento capace di estendersi anche verso l’area alpina e il Mediterraneo centrale. Sarebbe quindi una massa d’aria con caratteristiche profondamente differenti rispetto a quella presente sull’Europa meridionale durante l’attuale fase calda.
Per l’Italia, e quindi anche per la Toscana, una disposizione di questo tipo avrebbe potenzialmente conseguenze termiche molto evidenti. Ma tra osservare questa possibilità e prevedere oggi le temperature del 17 settembre esiste una distanza enorme: la carta si trova infatti a circa due settimane dall’inizializzazione.
Perché il 17 settembre deve restare scritto a matita
ECMWF produce previsioni ensemble proprio perché l’incertezza cresce procedendo nel tempo. Il sistema ENS comprende 51 membri e permette di verificare quanto una determinata evoluzione sia condivisa oppure appartenga soltanto a una parte delle soluzioni. A distanze prossime ai quindici giorni questa verifica diventa indispensabile.
Per questo sarebbe prematuro concludere che dopo il 15 settembre arriverà certamente un forte raffreddamento. Il deterministico mostra una possibilità meteorologicamente coerente, non una previsione acquisita. Posizione della depressione, ampiezza dell’affondo, traiettoria delle masse d’aria e persino la tempistica potrebbero cambiare notevolmente nei prossimi aggiornamenti.
Prima il caldo, poi il primo test: soltanto dopo capiremo il resto
La sequenza temporale deve quindi rimanere molto chiara. Per altri 5-6 giorni il caldo conserva basi solide. Successivamente aumenta la probabilità che una perturbazione riesca finalmente a incidere maggiormente sulla circolazione mediterranea, favorendo anche un ricambio d’aria e una diminuzione delle temperature.
Il 17 settembre appartiene invece a un altro livello di previsione. La nuova elaborazione ECMWF è interessante perché, invece di mostrare soltanto un episodio isolato, mantiene l’Europa esposta a una circolazione molto più fresca e depressionaria anche parecchi giorni dopo il primo peggioramento.
Sarà questo l’elemento da controllare nei prossimi run e soprattutto nell’ensemble: non la tonalità più o meno intensa di una singola carta a +330 ore, ma l’eventuale persistenza dell’impostazione generale. Se l’affondo dopo metà mese continuerà a comparire avvicinandosi nel tempo e inizierà a raccogliere un consenso significativo tra i membri ENS, allora potremo aumentare nettamente il grado di fiducia. Per ora resta un’ipotesi molto interessante, e proprio per questo merita di essere seguita senza anticiparne le conclusioni.
Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing
