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Settembre, tra 30 e 35 °C cambia tutto il peso del caldo: dove resterà più intenso

Per capire come diminuirà il caldo all’inizio di settembre non basta chiedersi dove continueremo a superare 30 °C. Bisogna alzare l’asticella di cinque gradi. È proprio confrontando 30 e 35 °C che le nostre elaborazioni cambiano completamente aspetto: la prima soglia rimane raggiungibile per molti giorni su una parte estesa dell’Italia, la seconda si restringe molto più rapidamente. È probabilmente questo il modo più utile per leggere l’inizio di settembre. Il caldo non scompare improvvisamente, ma perde prima la sua parte più intensa.

I 30 °C rimarranno molto più tenaci di quanto possa sembrare

Considerando la soglia dei 30 °C, una larga parte del Centro-Sud conserva un numero elevato di giornate oltre questo valore. In diversi settori del Centro, in Sardegna e lungo gran parte delle regioni meridionali il colore raggiunge infatti le classi più alte dell’elaborazione. Significa che il termometro potrà ancora superare 30 °C con notevole continuità durante il periodo analizzato. Anche osservando alcune aree del Nord, soprattutto procedendo verso la Pianura Padana centro-orientale e l’Emilia-Romagna, la soglia non scompare immediatamente. La distribuzione è però meno uniforme rispetto al Centro-Sud e alcune zone settentrionali mostrano già frequenze inferiori. Se ci fermassimo soltanto a questa elaborazione, potremmo avere l’impressione di una prima parte di settembre ancora molto simile agli ultimi giorni di agosto. È il confronto successivo a modificare nettamente questa lettura.

Basta spostare la soglia a 35 °C e l’Italia cambia aspetto

Quando il conteggio considera soltanto le massime superiori a 35 °C, gran parte del colore più intenso scompare. Al Nord il superamento diventa marginale o assente su aree molto vaste. Anche al Centro la differenza rispetto ai 30 °C è notevole: le giornate molto calde diventano decisamente meno numerose e molto più localizzate. I valori più persistenti rimangono invece concentrati sulle Isole Maggiori e su alcuni settori del Mezzogiorno. In Sardegna compaiono ancora zone con più giornate sopra 35 °C, così come in Sicilia; sul Sud peninsulare la distribuzione appare più frammentata. Cinque gradi di differenza tra le due soglie producono quindi due fotografie termiche molto differenti ma sono potenzialmente rappresentative di quello che dovrebbe accadere dal punto di vista termometrico entro il 7/8 settembre.

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Il caldo perde smalto ma non così rapidamente

La particolarità è questa: le giornate calde resistono più delle giornate molto calde. Potrà sembrare una distinzione ovvia, ma osservata su più giorni consecutivi diventa meteorologicamente molto utile. Se una località continua a raggiungere 30 o 31 °C, rientra ancora nel primo conteggio. Se pochi giorni prima arrivava invece a 35, 36 o più gradi, quella stessa località può uscire completamente dal secondo pur conservando un pomeriggio caldo. È così che il ridimensionamento termico rischia di essere sottovalutato guardando soltanto quante volte vengono superati i 30 °C. Il numero di giornate estive può rimanere elevato mentre contemporaneamente si riduce la fascia delle temperature più alte. Non avremo quindi necessariamente un confine netto fra “caldo” e “non caldo”. Avremo soprattutto una progressiva riduzione dell’intensità.

Il Centro è forse l’area più interessante da osservare

È sul Centro Italia che il confronto fra le due soglie diventa particolarmente efficace. Sopra 30 °C troviamo ancora una notevole continuità. Sopra 35 °C, invece, la presenza si riduce drasticamente. È una differenza importante perché permette di descrivere i primi giorni di settembre senza due semplificazioni opposte: non sarà corretto dire che il caldo sarà terminato, ma nemmeno trattare ogni giornata sopra 30 °C come una prosecuzione degli eccessi di fine agosto. Le nostre elaborazioni indicano piuttosto una fascia intermedia: pomeriggi ancora caldi e frequentemente oltre 30 °C, ma con molta più difficoltà nel raggiungere la soglia superiore. Questa fascia compresa fra 30 e 35 °C rischia di diventare la più rappresentativa per diverse aree centrali.

Nord e Sud si separano soprattutto osservando i 35 °C

La differenza geografica diventa ancora più evidente quando smettiamo di contare i 30 °C. Al Nord la soglia dei 35 °C perde quasi completamente forza con un ritorno verso temperature più vicine a quelle tipiche del periodo. Al Sud, invece, il graduale ridimensionamento non basta ovunque a eliminare le massime superiori a 35 °C. Sicilia e Sardegna mostrano ancora diverse zone nelle quali questa soglia può essere raggiunta ripetutamente, mentre altre aree meridionali presentano valori meno continui ma comunque presenti. Il Centro resta nel mezzo: molti 30 °C, decisamente meno 35 °C. Più che una semplice differenza Nord-Sud, emerge quindi una diversa velocità con cui viene persa la parte più intensa del caldo.

Sopra media non significa necessariamente caldo estremo

C’è infine un punto che le due elaborazioni aiutano a mettere bene a fuoco. La diminuzione prevista non dovrebbe essere sufficiente, almeno ovunque, per riportare immediatamente le temperature sui valori medi del periodo. Centro e soprattutto Sud potranno restare sopra le medie climatologiche stagionali anche quando i 35 °C saranno diventati meno frequenti. Una temperatura può scendere sensibilmente rispetto ai giorni precedenti e restare comunque superiore alla media. Questo aspetto sarà particolarmente importante al Centro, dove l’eccesso dovrebbe ridursi ma potrebbe non scomparire del tutto. Al Nord l’allineamento dovrebbe invece risultare maggiore, mentre andando verso Sud la resistenza del caldo resterà più evidente.

A settembre conterà sempre meno chiedersi soltanto “quanti gradi farà”

Le prime giornate del mese sembrano quindi avere una caratteristica precisa: il numero dei pomeriggi sopra 30 °C diminuirà più lentamente del numero dei pomeriggi sopra 35 °C. Il Nord dovrebbe avvicinarsi più rapidamente alle temperature tipiche del periodo. Il Centro conserverà molti pomeriggi caldi, ma con minore facilità nel raggiungere valori molto elevati. Sud e Isole resteranno le aree nelle quali anche la soglia dei 35 °C potrà resistere più a lungo. Settembre, almeno all’inizio, non porterà dunque una cancellazione immediata del caldo: inizierà piuttosto a togliere progressivamente gli estremi più elevati a partire dal nord Italia. Potremmo dire un settembre che, almeno in avvio, sarà ancora fortemente estivo sul centrosud peninsulare mentre al nord si potrà respirare maggiore normalità termometrica. Infine dobbiamo dire che non è possibile ancora escludere ulteriori recidive calde su tutto il Paese, una delle quali viene ipotizzata attorno al 10.

Analisi e fonti
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