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Venerdì fino a 10 °C oltre la media in quota, 48 ore dopo quasi azzerati al Nord. Pesante al sud Italia.

Venerdì e domenica saranno separate da poco più di 48 ore, ma osservando le anomalie termiche a circa 850 hPa sembrano appartenere a due fasi molto diverse. Il 28 agosto una massa d’aria eccezionalmente calda interesserà gran parte dell’Italia, con scarti molto elevati rispetto alla climatologia. Il 30 agosto quelle anomalie saranno invece fortemente ridotte al Nord e più contenute anche su parte del Centro. Non ovunque, però, il calo porterà allo stesso risultato. Alpi e Pianura Padana potranno tornare molto vicine ai valori tipici del periodo; dalla fascia tra Emilia-Romagna e regioni centrali resterà più facilmente qualche grado di anomalia positiva; al Sud il termometro scenderà rispetto al massimo, ma il caldo resterà intenso. È questa differenza fra perdere gradi e cancellare l’anomalia a rendere interessante ciò che succederà dopo venerdì.

Il massimo termico ha ormai contorni temporali abbastanza definiti

La parte più intensa dovrebbe concentrarsi soprattutto fra giovedì 27 e venerdì 28 agosto. Non significa che prima o dopo farà fresco, ma che la massa d’aria con le caratteristiche più estreme avrà una permanenza relativamente breve su larga parte della Penisola.
Lo si riconosce bene anche nell’ensemble. Le diverse simulazioni salgono in maniera piuttosto compatta verso il massimo e successivamente iniziano a diminuire quasi contemporaneamente. Questo aumenta la fiducia sulla collocazione temporale del picco, pur lasciando inevitabilmente differenze sulle temperature massime che verranno effettivamente registrate nelle singole località.
Venerdì l’elaborazione ECMWF delle anomalie a 850 hPa mostra l’aspetto forse più significativo. Non abbiamo soltanto temperature elevate al suolo: è la massa d’aria stessa a essere eccezionalmente calda.


Su gran parte dell’Italia gli scarti positivi in quota risultano molto marcati, generalmente nell’ordine di diversi gradi rispetto alla climatologia e localmente ancora superiori tra Mediterraneo centrale e settori maggiormente coinvolti dall’afflusso caldo.
Questo dato non va tradotto direttamente nelle temperature previste a due metri. Un’anomalia di 8 o 10 °C a 850 hPa non implica automaticamente massime superiori alla media della stessa quantità ma ci dice che venerdì partiremo da una colonna atmosferica eccezionalmente calda.

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Domenica il cambiamento più netto sarà visibile al Nord

La carta valida per domenica 30 agosto permette di capire meglio quanto sarà rapido il ridimensionamento successivo.
Bastano poco più di due giorni perché sull’Europa centro-occidentale e sul Nord Italia le anomalie più marcate di venerdì vengano in gran parte eliminate. Sul Settentrione le temperature a 850 hPa si portano molto più vicino ai riferimenti climatologici, mentre gli scarti positivi rimangono maggiormente presenti procedendo verso il Mediterraneo.


Questo è importante perché indica un vero ricambio della massa d’aria. Non sarà semplicemente una giornata meno calda per effetto di qualche nube o di una diversa ventilazione: il contenuto termico dei bassi strati atmosferici diminuirà sensibilmente.
Tra arco alpino e Pianura Padana, dunque, la perdita di diversi gradi potrà essere sufficiente per riportare molte zone molto vicine alla normalità di fine agosto.
“Normale”, naturalmente, non significa fresco. Alla fine di agosto temperature prossime o localmente superiori ai 30 °C sono ancora perfettamente compatibili con la climatologia di numerose pianure settentrionali.

Il Centro perderà molti gradi, ma non necessariamente tutta l’anomalia

La situazione diventa più interessante spostandosi verso Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche e Lazio.
Anche qui la differenza rispetto al massimo di venerdì sarà evidente. La massa d’aria diventerà meno calda e le temperature al suolo dovrebbero diminuire sensibilmente. Ma il punto di arrivo sarà mediamente diverso rispetto al Settentrione.
Su buona parte di questa fascia è plausibile che nel fine settimana rimangano valori ancora nell’ordine di 2-3 °C superiori alla climatologia, pur con differenze locali e con un’evoluzione da affinare nei prossimi aggiornamenti.
La Toscana è un buon esempio. Sabato e soprattutto domenica potranno sembrare giornate nettamente meno calde se confrontate con venerdì. Ma questo confronto può ingannare.
Passare, per esempio, da una massima molto elevata a valori più vicini ai 31-33 °C significa aver perso parecchi gradi. Non significa automaticamente essere tornati nella media.
La percezione del cambiamento e l’anomalia climatologica misurano due cose differenti.

Al Sud il calo non sarà sufficiente a cancellare il caldo intenso

Procedendo verso il Mezzogiorno il ricambio sarà meno efficace.
Anche le regioni meridionali perderanno parte degli estremi raggiunti nella fase culminante, ma continueranno a trovarsi più vicine alla massa d’aria molto calda presente sul Mediterraneo meridionale.
Per questo domenica potremmo avere una situazione apparentemente contraddittoria: temperature inferiori rispetto a venerdì ma ancora decisamente elevate rispetto alla fine di agosto.
Non è una contraddizione. Dipende dal punto dal quale parte la diminuzione.
Se una massa d’aria si trova molti gradi sopra il proprio riferimento climatologico, una diminuzione considerevole può eliminare la parte eccezionale senza eliminare completamente l’anomalia positiva.
Ed è proprio quello che le elaborazioni mostrano procedendo da Nord verso Sud: il colore associato agli scarti maggiori arretra molto più rapidamente sulle regioni settentrionali, mentre continua a essere evidente sul Mediterraneo meridionale.

Due giorni separano il massimo da una situazione già molto diversa

Il confronto fra venerdì 28 e domenica 30 è probabilmente la parte più utile dell’intera previsione.
Venerdì il caldo eccezionale interesserà una parte molto ampia dell’Italia. Domenica il Settentrione potrebbe essere già tornato quasi perfettamente nella propria climatologia, mentre al Centro rimarrà più facilmente uno scarto positivo di alcuni gradi e al Sud persisteranno condizioni decisamente calde.
Questo permette anche di dare un significato più preciso alle circa 48 ore di caldo molto intenso. Le 48 ore descrivono la durata del massimo, non necessariamente la durata del caldo sopra media.
È una distinzione importante. Il massimo ha una collocazione temporale ormai abbastanza affidabile. Il ritorno alla climatologia avrà invece tempi differenti lungo la Penisola.

E dopo domenica? Le elaborazioni lontane vanno lette diversamente

Le carte valide per il 2 e soprattutto per il 6 settembre sono interessanti, ma non devono modificare il messaggio principale.
Per il 2 settembre l’elaborazione deterministica propone un ulteriore avanzamento di aria relativamente meno calda sull’Europa occidentale, con Nord Italia e parte del Centro prossimi alla climatologia e le anomalie positive maggiormente spostate verso il Mediterraneo centro-orientale e i Balcani.
A quella distanza temporale, però, aumenta già il margine di errore sulla posizione esatta delle strutture atmosferiche.
Ancora maggiore deve essere la prudenza sulla soluzione del 6 settembre, quando la stessa emissione torna a proporre anomalie positive importanti tra Europa occidentale, area alpina e parte dell’Italia settentrionale.
Non è sufficiente per affermare che il caldo tornerà con quelle caratteristiche. A oltre dieci giorni una singola elaborazione deterministica serve soprattutto a individuare evoluzioni fisicamente possibili. Per capire se una nuova fase più calda acquisterà realmente probabilità dovremo verificare il comportamento degli ensemble nei prossimi aggiornamenti.
La parte affidabile della previsione rimane quindi molto più vicina: un massimo molto intenso ma concentrato fra giovedì e venerdì, seguito da un rapido ridimensionamento che domenica porterà il Nord quasi nella media, il Centro ancora moderatamente sopra e il Sud nettamente più lontano dalla normalità.

Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing

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