Tre ore possono bastare per comprendere la dimensione dell’evento che sta interessando la Toscana. In alcune stazioni della provincia di Massa-Carrara le rilevazioni disponibili indicano infatti accumuli complessivi superiori ai 300 millimetri, con una punta di 342,3 mm a Bagnone. Ma il numero che richiede ancora più attenzione è un altro: localmente sarebbero caduti circa 240-250 mm in appena tre ore. I dati sono ancora provvisori e dovranno essere sottoposti alle necessarie verifiche, ma già adesso descrivono un episodio pluviometrico di eccezionale intensità. Intanto la fascia temporalesca più attiva si sta spostando dalla Toscana nord-occidentale verso Versilia, costa pisana e successivamente Livornese e zone centrali.
Oltre 340 mm in Lunigiana, ma è la durata a rendere eccezionali questi numeri
Le rilevazioni disponibili nell’aggiornamento di metà giornata sono impressionanti. Bagnone raggiunge 342,3 mm, Iera 329,3 mm, mentre nell’area di Villafranca compaiono valori compresi fra circa 254 e 264 mm. Più a sud e a est, Novegigola registra 145,2 mm e Licciana Nardi 135,2 mm. Sono quantitativi relativi all’intero episodio e, proprio perché molto elevati, devono essere considerati provvisori finché non saranno completati i controlli strumentali.
Il totale di 342 mm è già sufficiente a descrivere una precipitazione eccezionale. Meteorologicamente, però, è ancora più interessante osservare come una parte enorme di questa acqua sia stata concentrata in pochissimo tempo. Le indicazioni disponibili parlano infatti di punte nell’ordine dei 240-250 mm in tre ore.
Dividendo semplicemente il quantitativo per la durata si ottiene una precipitazione media equivalente di circa 80-83 mm ogni ora. Non significa che abbia piovuto con intensità costante per tre ore: un temporale può alternare momenti meno intensi a fasi nelle quali il ritmo delle precipitazioni aumenta enormemente. Serve però a dare una scala al fenomeno. È il rapporto fra millimetri caduti e tempo impiegato a cadere che rende questi valori particolarmente rilevanti dal punto di vista idrologico. Vi sono poi indicazioni di ratei precipitativi anche superiori ai 400 mm/h di picco. I valori sono ancora da validare ma la convergenza dei dati relativi più stazioni in loco rende ragionevoli queste prime considerazioni.
Il grafico di Bagnone mostra quanto rapidamente è cresciuto l’accumulo

Il grafico della stazione di Bagnone rende ancora più evidente l’eccezionalità dell’episodio. La curva blu delle precipitazioni cumulate rimane quasi ferma attorno ai 30 millimetri per molte ore, poi dalla mattina del 21 agosto cambia bruscamente inclinazione e sale fino a circa 345 millimetri nell’arco di poche ore. È proprio questa pendenza quasi verticale a descrivere meglio l’intensità dell’evento: gran parte dell’acqua non è caduta nell’arco dell’intera giornata, ma si è concentrata in una finestra temporale molto breve. Le barre arancioni mostrano inoltre una successione fittissima di impulsi precipitativi molto intensi, soprattutto tra le prime ore del mattino e la tarda mattinata. Il grafico è quindi coerente con i valori nell’ordine dei 240-250 millimetri in circa tre ore: un quantitativo che, se confermato dopo la validazione dei dati, colloca l’episodio tra quelli pluviometricamente più estremi osservabili in Toscana su una durata così breve. Non è soltanto il totale finale a impressionare, ma la velocità con cui il pluviometro lo ha raggiunto.
Perché proprio Lunigiana e Apuane possono esasperare le precipitazioni
Che gli accumuli maggiori si trovino fra Lunigiana, Appennino e settore apuano non rappresenta una distribuzione casuale. Questa parte della Toscana è naturalmente predisposta a ricevere precipitazioni molto abbondanti quando correnti cariche di umidità provenienti dal mare incontrano quasi immediatamente rilievi elevati.
L’aria umida che risale dal Mar Ligure e dall’alto Tirreno viene costretta a sollevarsi dalla disposizione dell’Appennino e delle Apuane. Se contemporaneamente esistono convergenze nei bassi strati e un ambiente favorevole alla convezione, il rilievo può contribuire a mantenere molto efficace lo sviluppo delle precipitazioni. Ancora più importante diventa la possibilità che celle successive attraversino ripetutamente lo stesso corridoio.
In queste situazioni non è necessario che un singolo temporale rimanga fermo per tre ore sopra una località. L’accumulo può crescere rapidamente anche attraverso la continua formazione di nuovi nuclei a monte, successivamente trasportati lungo traiettorie molto simili. Dal radar si vedono le singole strutture muoversi, mentre il pluviometro registra la somma di tutto ciò che continua a transitare sopra lo stesso territorio.

Essere una zona molto piovosa non rende normale un evento del genere
Lunigiana e Apuane conoscono bene precipitazioni intense e accumuli giornalieri elevati. Questo elemento climatologico deve però essere interpretato correttamente. Un territorio predisposto alle grandi piogge può avere soglie pluviometriche normalmente superiori a quelle di altre zone della Toscana, ma 240-250 mm concentrati in tre ore rimangono quantitativi estremamente rilevanti.
È quindi importante distinguere due concetti. La localizzazione dell’episodio non sorprende quanto sorprenderebbe in una delle aree climaticamente più asciutte della regione. L’intensità raggiunta, invece, può essere eccezionale anche all’interno di un territorio abituato a eventi importanti.
Per stabilire eventuali primati serviranno dati validati e il confronto con serie storiche omogenee. Parlare già adesso di record sarebbe prematuro. Definire l’episodio estremo sulla base della quantità e soprattutto della rapidità delle precipitazioni è invece meteorologicamente giustificato.
Il radar mostra ora la fascia più attiva sulla Versilia e verso il Pisano
L’ultima immagine radar evidenzia una struttura temporalesca molto organizzata fra il Levante ligure, la Toscana nord-occidentale e il mare antistante. Numerose fulminazioni accompagnano i nuclei più intensi, con la parte avanzata delle precipitazioni che sta interessando la Versilia e il margine settentrionale della costa pisana.
La tendenza è verso una progressiva traslazione verso sud e sud-est. Questo porterà l’attività temporalesca verso il resto del Pisano e quindi verso il Livornese, mentre contemporaneamente altri settori della Toscana centrale potranno essere raggiunti dalle precipitazioni.
C’è però una distinzione importante. Lo spostamento verso sud della fascia temporalesca non implica automaticamente che anche sulle province centrali si ripetano accumuli superiori ai 300 mm. Per ottenere quantitativi come quelli osservati in Lunigiana contano non soltanto l’intensità del temporale, ma la sua velocità, la durata delle precipitazioni e soprattutto l’eventuale rigenerazione di nuove celle lungo lo stesso corridoio.
È uno dei motivi per cui, durante eventi di questo tipo, guardare soltanto il colore più intenso sul radar può essere fuorviante. Un nucleo violentissimo ma rapido può scaricare meno pioggia complessiva di una successione di temporali leggermente meno intensi che continua a interessare la stessa zona per diverse ore.
Versilia, Pisano e Livornese: cosa osservare nelle prossime ore
La parte più organizzata delle precipitazioni sta dunque abbandonando progressivamente il settore dove si sono registrati i quantitativi maggiori e si dispone lungo la Toscana costiera centro-settentrionale. Versilia e Pisano sono le prime aree interessate da questa evoluzione, mentre il Livornese dovrebbe essere coinvolto successivamente.
Durante il pomeriggio l’attività potrà estendersi anche verso le zone interne e le province centrali, per poi coinvolgere una parte sempre più ampia della regione entro la serata. Saranno possibili fasi con precipitazioni molto intense, forte attività elettrica e raffiche associate ai temporali.
La posizione esatta dei massimi pluviometrici resta però impossibile da determinare in anticipo con precisione comunale. Adesso il parametro più importante da seguire sarà la velocità con cui la fascia temporalesca attraverserà le diverse province. Dove il movimento sarà rapido, anche un temporale molto forte potrebbe avere durata relativamente breve. Dove invece dovessero verificarsi rallentamenti o nuove rigenerazioni, gli accumuli potranno aumentare molto più velocemente.
I pluviometri della Lunigiana raccontano già la dimensione dell’evento
Alla fine dell’episodio saranno necessarie verifiche, confronti con le serie storiche e una ricostruzione precisa delle intensità sulle diverse durate. Ma i dati disponibili permettono già una prima conclusione meteorologica: in una parte della provincia di Massa-Carrara non abbiamo assistito semplicemente a un temporale molto forte.
Il valore superiore ai 340 mm mostra la quantità complessiva raggiunta. I 240-250 mm indicati su tre ore spiegano invece la violenza con cui una parte sostanziale della precipitazione si è concentrata sul territorio. Sono due informazioni diverse e devono essere lette insieme.
La relazione fra accumulo e durata rende l’evento particolarmente importante per la Toscana. Ora l’attenzione si sposta sulle province più a sud.
Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing
