Il valore massimo è 44 °C, ma per capire il pomeriggio del 28 agosto in Toscana bisogna guardare soprattutto un altro numero: il 53% delle 206 stazioni analizzate superava 36 °C di temperatura percepita alle 16:30. Quasi tre stazioni su dieci erano oltre 39 °C e circa l’8% raggiungeva almeno 42 °C. Il caldo più gravoso, quindi, non emerge soltanto da due o tre località particolarmente sfavorite. È distribuito su una parte molto ampia della rete osservativa regionale. A confermarlo c’è un dato ancora più interessante del massimo: la mediana raggiunge 36,4 °C.
Perché 36,4 °C di mediana raccontano più del massimo di 44 °C
Quando si osservano valori estremi è naturale partire dal numero più alto. Alle 16:30 si raggiungono 44 °C di indice di calore a Cecina e San Donato, con altre stazioni poco distanti. Ma un massimo, per definizione, può dipendere da condizioni molto locali. Basta una combinazione particolarmente favorevole fra temperatura e umidità in un singolo punto perché la punta si allontani nettamente dal resto della rete. La mediana funziona diversamente. Ordinando tutte le 206 stazioni dalla percepita più bassa alla più alta, il valore centrale si colloca a 36,4 °C. Significa, in termini semplici, che metà della rete si trova da una parte di quel valore e metà dall’altra. I picchi di 43 o 44 °C non possono trascinarla verso l’alto come potrebbero fare con una media. Se la mediana è così elevata, il fenomeno deve necessariamente riguardare molte stazioni contemporaneamente. Anche la media, pari a 35,4 °C, conferma una giornata molto gravosa, ma in questo caso è proprio la mediana a fornire l’informazione più efficace: il centro della distribuzione si trova già su valori elevati.
Quasi 58 stazioni oltre 39 °C e circa 16 almeno a 42 °C

Le percentuali diventano ancora più comprensibili trasformandole in numero di stazioni. Il 53% oltre 36 °C equivale a circa 109 punti di osservazione. Il 28% sopra 39 °C significa che sono quasi 58 le stazioni collocate in quella fascia. Circa 16 stazioni, infine, raggiungono o superano 42 °C. Questi numeri cambiano la lettura del pomeriggio. Un conto sarebbe osservare 44 °C in uno o due punti e valori molto inferiori nel resto della Toscana. Qui accade qualcosa di diverso: le punte sono inserite all’interno di una distribuzione già molto spostata verso valori elevati. È per questo che concentrarsi esclusivamente sulla località più calda rischierebbe di sottovalutare la dimensione territoriale del fenomeno. Alle quote medio-basse buona parte della Toscana si trova contemporaneamente in condizioni termo-igrometriche pesanti, mentre per trovare valori nettamente inferiori bisogna soprattutto salire verso l’Appennino e le quote maggiori.
Dai 44 °C della pianura ai 19-22 °C delle quote appenniniche
Gli estremi territoriali restano comunque notevoli. Cecina e San Donato arrivano a 44 °C, mentre altre stazioni fra pianure occidentali e Maremma si avvicinano a questa soglia. Sul lato opposto della distribuzione compaiono Foce a Giovo, Croce Arcana, Passo Radici e le quote maggiori dell’Amiata, dove l’indice rimane indicativamente fra 19 e 22 °C. A distanza di poche decine o centinaia di chilometri, quindi, si osserva una differenza superiore a venti gradi. Non è soltanto una conseguenza della temperatura. A bassa quota temperatura elevata e umidità possono interagire facendo crescere rapidamente l’indice di calore; sulle vette, invece, la temperatura più bassa mantiene l’indice su livelli molto contenuti anche quando l’umidità relativa è elevata. È un promemoria importante: un’alta umidità da sola non produce automaticamente un elevato Heat Index. Perché l’indice cresca molto servono contemporaneamente temperature sufficientemente alte.
I 44 °C percepiti non sono 44 °C misurati dal termometro
C’è poi una distinzione fondamentale. Parlare di 44 °C percepiti non significa affermare che l’aria abbia raggiunto 44 °C. L’elaborazione utilizza il Heat Index del National Weather Service, ottenuto combinando temperatura dell’aria e umidità relativa. È quindi una temperatura apparente calcolata, utile per rappresentare l’effetto congiunto delle due grandezze, non una misura termometrica aggiuntiva. Lo stesso vale quando si osservano forti differenze rispetto alla temperatura reale. Ad Alberese, per esempio, 31,1 °C con umidità dell’86% producono circa 43,5 °C di indice di calore, con uno scarto di 12,4 °C. Come ormai dovrebbe essere noto, non significa che l’umidità abbia materialmente “aggiunto” 12,4 gradi all’aria. Significa che quella particolare combinazione termo-igrometrica restituisce, attraverso l’indice, una temperatura apparente molto superiore a quella misurata. La distinzione è importante anche perché il Heat Index ha condizioni di riferimento precise: il National Weather Service lo considera rappresentativo soprattutto in ombra e con ventilazione debole.
Le 16:30 fotografano il momento più gravoso, non l’intera giornata

C’è infine un limite che rende l’elaborazione più credibile, non meno interessante. I dati sono istantanei e si riferiscono alle 16:30 del 28 agosto. Non rappresentano quindi la media della giornata e non permettono, da soli, di stabilire quanto a lungo ogni località sia rimasta nelle fasce più elevate. Inoltre non è corretto confrontarli direttamente con una rilevazione effettuata ieri alle 19 e concludere semplicemente che oggi sia stato peggiore: l’ora diversa introduce una componente importante nel confronto. Quello che possiamo affermare con molta più solidità riguarda invece l’estensione del fenomeno nel momento osservato. Alle 16:30 il massimo regionale raggiunge 44 °C, ma soprattutto oltre metà delle 206 stazioni supera 36 °C percepiti. È questa distribuzione, più del singolo record locale, a descrivere quanto fosse ampio il disagio termico nel pomeriggio toscano.
Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing
