Venerdì e sabato saranno lo spartiacque, la fascia dell’Italia interessata dalle temperature più elevate avrà già cambiato nettamente forma. Le nostre elaborazioni sull’eccesso termico oltre la soglia dei 35 °C mostrano un ridimensionamento molto rapido al Nord e su buona parte del Centro, mentre il caldo più intenso continuerà a occupare diversi settori meridionali. Non è però un semplice movimento da Nord verso Sud. Un particolare lo dimostra bene: anche Sardegna e Sicilia tenderanno a comportarsi diversamente. Per capire perché bisogna seguire la direzione dalla quale entra la massa d’aria meno calda.
Il dato interessante è dove rimarrà la fascia oltre 35 °C
Le elaborazioni per giovedì 27, venerdì 28 e sabato 29 agosto, lo ricordiamo, non rappresentano semplicemente le temperature massime previste. Il prodotto basato sui gradi-giorno sopra 35 °C serve a evidenziare quanto consistente sia l’eccesso termico rispetto a quella soglia nell’arco della giornata. Un valore elevato dell’indice, quindi, non deve essere letto come una temperatura massima: indica piuttosto un maggiore accumulo di caldo al di sopra dei 35 °C.
Questa rappresentazione offre un vantaggio. Una normale previsione delle massime ci dice quanto potrà segnare il termometro in una determinata località; qui possiamo invece osservare dove il caldo oltre una soglia impegnativa occupa maggiormente il territorio e come quella superficie cambia da un giorno all’altro. Nel giro di circa 48 ore l’impronta del caldo intenso si modifica profondamente.
Giovedì e venerdì il maggiore eccesso si concentra verso il Centro-Sud

Giovedì 27 il superamento della soglia dei 35 °C interessa già soprattutto il Centro-Sud e le due Isole maggiori. Sardegna e Sicilia mostrano aree con un’elevata presenza dell’indice, mentre valori significativi compaiono anche nelle zone interne della Penisola.
Venerdì 28 il baricentro del caldo più intenso tende a spostarsi ulteriormente verso il Centro-Sud. È qui che il richiamo di aria molto calda precedente all’avanzamento della perturbazione occidentale riesce ancora a esprimersi con maggiore efficacia. Le aree interne possono risentirne particolarmente, perché la distanza dal mare riduce l’effetto moderatore delle brezze e permette alle temperature pomeridiane di salire rapidamente.

Il Nord presenta invece una situazione differente. La soglia dei 35 °C perde progressivamente importanza, mentre più a sud si raggiunge il momento termicamente più impegnativo. È il primo indizio che il ricambio non avverrà contemporaneamente sull’intera Penisola.
Le elaborazioni delle variazioni delle massime rafforzano questa lettura: mentre alcune regioni meridionali saranno ancora immerse nel richiamo caldo, più a nord iniziano a comparire diminuzioni che nelle ore successive diventeranno molto più estese.
Sabato sul Nord la soglia dei 35 °C quasi scompare

Sabato 29 la differenza diventa particolarmente evidente. Nelle nostre elaborazioni non emergono superamenti significativi dei 35 °C sul Settentrione, mentre anche gran parte del Centro mostra un’evidente riduzione dell’eccesso rispetto alle giornate precedenti.
Il dato coincide con una diminuzione delle temperature massime che localmente potrà essere molto consistente. Su alcune zone centrali il confronto con la fase più calda può arrivare a diversi gradi, con differenze localmente vicine agli 8-10 °C nelle aree maggiormente coinvolte dal ricambio.
Ma qui il numero assoluto del calo passa in secondo piano. L’informazione nuova è che cambia la superficie interessata dalle temperature più elevate. In meno di due giorni una fascia di caldo intenso inizialmente molto più estesa tende a concentrarsi soprattutto verso il Mezzogiorno.
È il modo più immediato per vedere l’avanzamento della nuova massa d’aria: non come una linea che attraversa improvvisamente tutta l’Italia, ma come una progressiva sostituzione dell’aria molto calda a partire dai settori più esposti alle correnti occidentali.
Sardegna e Sicilia spiegano perché non è soltanto una questione di latitudine

Il confronto fra le due Isole maggiori è probabilmente il dettaglio meteorologico più istruttivo dell’intera sequenza.
Giovedì la Sardegna presenta un carico termico molto importante, con un’evidente presenza dell’indice sopra 35 °C. Sabato l’intensità appare decisamente ridimensionata. Sulla Sicilia, invece, il caldo sopra la soglia continua a essere ben rappresentato, con aree nelle quali l’indice rimane significativo.
Se il ricambio procedesse semplicemente da Nord verso Sud sarebbe difficile spiegare una differenza così marcata fra due isole collocate entrambe nel Mediterraneo. La ragione è che conta anche la longitudine.
L’aria meno calda avanzerà da ovest e raggiungerà prima i settori maggiormente esposti alla nuova circolazione. La Sardegna è quindi in posizione più favorevole per intercettare anticipatamente il cambiamento delle correnti. La Sicilia rimarrà invece più a lungo sul lato caldo della configurazione, insieme a una parte del Mezzogiorno peninsulare.
Questo particolare permette di leggere molto meglio anche quello che accadrà sul resto d’Italia: il campo termico verrà modificato dalla disposizione delle correnti occidentali, previste in arrivo già dalla seconda parte di venerdì.
L’aria meno calda interrompe progressivamente il richiamo prefrontale
La forte calura di queste ore è sostenuta da correnti meridionali che precedono una circolazione depressionaria in avvicinamento dall’Europa occidentale. Sul lato anteriore della depressione viene richiamata verso il Mediterraneo centrale una massa d’aria molto calda, ed è per questo che il Centro-Sud può raggiungere temperature particolarmente elevate proprio mentre a ovest la pressione diminuisce.
Quando la circolazione progredisce verso levante, però, cambia la provenienza dell’aria.
Sul Nord e successivamente su parte del Centro le correnti occidentali trasportano una massa d’aria meno calda e interrompono l’alimentazione meridionale precedente. Dove aumentano nuvolosità e ventilazione diminuisce inoltre l’efficienza del riscaldamento diurno. La temperatura al suolo può così perdere diversi gradi in tempi relativamente brevi.
Più a sud il richiamo caldo continua invece a funzionare più a lungo. La Sicilia e parte delle regioni meridionali restano ancora sul settore caldo della circolazione quando il Nord è ormai passato a condizioni termiche differenti.
Sabato l’Italia mostrerà meglio la direzione del ricambio
Oggi il caldo oltre 35 °C interessa diffusamente il Centro-Sud e le Isole. Venerdì il massimo si concentra maggiormente verso le regioni centro-meridionali, mentre il Nord comincia a trovarsi ai margini della massa d’aria più calda. Sabato l’area interessata dalla soglia dei 35 °C si restringe nettamente e resta soprattutto sul Mezzogiorno.
La peculiarità non è soltanto che farà meno caldo al Centro-Nord. È la velocità con la quale cambia la distribuzione geografica delle temperature più elevate.
E la differenza fra Sardegna e Sicilia aggiunge l’elemento decisivo per interpretare correttamente il processo: l’aria meno calda non sta semplicemente scendendo lungo la Penisola. Sta entrando da ovest, occupando progressivamente il Mediterraneo centrale e spostando verso sud-est il settore nel quale il richiamo molto caldo rimane ancora efficace. Arriveranno anche delle precipitazioni che valuteremo meglio in seguito.
Per questo sabato potranno convivere condizioni molto diverse a poche centinaia di chilometri di distanza. Al Nord la soglia dei 35 °C dovrebbe sostanzialmente uscire dalle elaborazioni, su buona parte del Centro il caldo perderà molta della propria intensità, mentre sul Mezzogiorno e soprattutto verso Sicilia e settori meridionali rimarranno ancora temperature elevate, anche oltre i 40 gradi.
Analisi e fonti
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