Una pioggia intensa colpisce subito l’attenzione. Stavolta, però, il dato più interessante non è soltanto quanto potrà piovere in poche ore, ma quante volte la pioggia potrà tornare da qui a domenica 23 agosto. La nuova elaborazione del nostro centro di calcolo prova a rispondere proprio a questa domanda: quanti giorni con precipitazioni sono attesi nelle diverse zone d’Italia, considerando come giorno piovoso una giornata con almeno 1 millimetro di accumulo. Non è una classifica del maltempo più forte e non indica pioggia continua per l’intera giornata. È piuttosto una misura della persistenza dell’instabilità. Emerge un segnale chiaro: sul Nord Italia il peggioramento non ha il profilo di una semplice parentesi intra estiva.
Una mappa che racconta la durata della fase instabile
Quando si guardano le previsioni, il rischio è sempre quello di fermarsi al singolo temporale o al singolo fronte. Questa elaborazione, invece, cambia prospettiva. Non ci dice soltanto dove potrà piovere di più, ma dove la pioggia potrà ripresentarsi più spesso nell’arco di alcuni giorni. È una differenza importante. Dal punto di vista meteorologico, e in certi casi anche da quello degli effetti al suolo, sono due situazioni molto diverse. La carta dei giorni di pioggia mette in evidenza proprio questa seconda possibilità.
Il Nord è il settore dove la pioggia può tornare più spesso

Il messaggio più netto riguarda il Nord. Tra Nord-Ovest, area alpina e prealpina, parte della Val Padana e settori del Nord-Est compaiono valori di 4 o 5 giorni piovosi entro domenica 23 agosto. Questo non significa che pioverà ininterrottamente da oggi fino a fine settimana. Significa però che l’atmosfera rimarrà abbastanza dinamica da riproporre occasioni per piogge e temporali in più giornate. È un’informazione molto utile, perché suggerisce una persistenza dell’instabilità che va oltre il peggioramento più immediato di giovedì e venerdì. In altre parole, il Nord non sembra destinato a un solo episodio temporalesco seguito da un rapido ritorno alla stabilità, ma a una fase più lunga, con più finestre favorevoli alle precipitazioni.
Al Centro l’instabilità sarà presente, ma con minore continuità
Scendendo verso il Centro Italia il numero di giorni piovosi tende a diminuire, ma non scompare. Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Marche si collocano in una fascia intermedia, spesso attorno a 2 giorni, con qualche locale punta superiore nelle aree più esposte. Una indicazione diversa rispetto al Nord: la pioggia potrà farsi vedere, anche con temporali localmente forti soprattutto tra venerdì e una parte del fine settimana, ma con una minore insistenza temporale. La fase instabile sarà quindi più intermittente. Ciò non vuol dire automaticamente meno attenzione, perché anche due giorni di precipitazioni possono includere fenomeni intensi. Vuol dire però che la continuità del maltempo, osservata più chiaramente al Nord, dovrebbe attenuarsi man mano che si scende verso il Centro.
Sud e Sicilia ai margini della parte più attiva
La mappa mostra un quadro ancora diverso sul Mezzogiorno. In molte zone del Sud peninsulare compaiono uno o due giorni piovosi, mentre la Sicilia resta quasi del tutto ai margini, con valori molto bassi o nulli in ampie aree. È il segno di una circolazione che, almeno fino a domenica 23, dovrebbe mantenere la sua influenza più diretta soprattutto sul Centro-Nord. Anche in questo caso conviene leggere bene il dato. Zero giorni non significa impossibilità assoluta di qualche fenomeno locale, ma indica che la probabilità di una giornata con accumuli superiori a 1 millimetro rimane molto più bassa rispetto al resto d’Italia. È quindi soprattutto la metà centro-settentrionale del Paese a entrare in una fase davvero più movimentata.
Un giorno piovoso non coincide con una giornata di maltempo continuo
Questo punto va chiarito molto bene, perché è anche il limite principale dell’elaborazione. Definire un giorno piovoso come una giornata con almeno 1 millimetro di accumulo è una scelta utile per misurare la frequenza delle precipitazioni, ma non dice tutto. Quel millimetro può arrivare con un rovescio rapido o con piogge deboli distribuite in più ore. Allo stesso modo, una giornata classificata come piovosa non è necessariamente una giornata compromessa da mattina a sera. La carta non sostituisce quindi la previsione dettagliata dei temporali, né distingue da sola tra piogge modeste e fenomeni intensi. La sua forza è un’altra: mostra dove l’atmosfera avrà più occasioni per produrre precipitazioni nell’arco di più giorni.
La parte più interessante è la persistenza, non solo il picco
Nel racconto del maltempo si dà spesso molto spazio al picco: la grandine, la raffica, il nubifragio, il numero di millimetri in poche ore. Sono elementi importanti, ma non sempre esauriscono la storia. In questa fase il punto più interessante è che, soprattutto al Nord, il maltempo rischia di non essere un episodio isolato. Il susseguirsi di giornate con nuove occasioni di pioggia può diventare altrettanto rilevante del singolo temporale forte. Un primo passaggio instabile può essere seguito da altri rovesci, da nuove celle temporalesche o da ulteriori fasi perturbate, con tempi di recupero più brevi tra un episodio e l’altro. È questa la lettura che la mappa suggerisce con maggiore chiarezza. Inoltre, per inciso, questa fase instabile potrebbe trovare ulteriore linfa anche nei giorni successivi alla analisi proposta (ne riparleremo).
Da domani in poi il quadro si farà più leggibile, ma la linea è già chiara
Le prime manifestazioni più organizzate dell’instabilità sono attese già dalle prossime ore e con un picco tra giovedì e venerdì, inizialmente al Nord e poi anche su parte del Centro. Da lì in avanti andrà capito quanto a lungo la circolazione riuscirà a mantenere attiva la fascia instabile, soprattutto sulle regioni settentrionali. È chiaro che la parte finale del lasso temporale, cioè sabato e domenica, porta con sé un margine di incertezza maggiore rispetto alle 24-48 ore più vicine. Ma l’indicazione di base e d’insieme resta significativa. Le nostre elaborazioni seguitano quindi a confermare che il Nord Italia è l’area dove la pioggia potrà ripresentarsi più spesso ipotizzando una chiara impronta di una estate molto meno vigorosa. Al sud invece la stagione andrà avanti con pochi risentimenti.
Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing
