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Meteo, venerdì 28 agosto fino a 10°C in più: in 48 ore temperature di nuovo vicine ai 40°C

Da un pomeriggio frenato da piogge e temporali a temperature nuovamente prossime ai 40 °C può trascorrere meno di una settimana. L’elaborazione prodotta dal nostro centro di calcolo confronta le massime di oggi, venerdì 21 agosto, con quelle attualmente ipotizzate per venerdì 28: su diverse zone del Centro-Nord compaiono aumenti molto consistenti, localmente attorno ai 10 °C. Il dato più interessante, però, non è soltanto quanto potrebbero salire i termometri. È il poco tempo nel quale il caldo potrebbe riuscire a raggiungere nuovamente valori molto elevati. Le correnti atlantiche continueranno infatti a muoversi vicino all’Italia, con una prima ondulazione attorno a martedì e un’altra possibile interferenza sul finire della settimana. Nel mezzo potrebbero bastare 24-48 ore favorevoli alla risalita subtropicale per costruire uno dei pomeriggi più caldi dell’ultima parte di agosto.

Il caldo potrebbe essere intenso proprio perché avrà poco spazio

La prossima settimana non presenta, almeno per ora, le caratteristiche di una lunga sequenza dominata dall’alta pressione. È questa la prima distinzione da fare. Fra lunedì 24 e martedì 25 agosto una nuova ondulazione delle correnti occidentali dovrebbe avvicinarsi soprattutto al Nord Italia, aumentando nuvolosità e possibilità di precipitazioni sulle regioni settentrionali. Gli effetti più a sud potrebbero risultare molto più modesti.
Subito dopo, però, la disposizione delle strutture atmosferiche potrebbe diventare favorevole a un rapido aumento delle temperature. Mercoledì 26 sarebbe probabilmente una giornata di transizione, mentre tra giovedì 27 e venerdì 28 aumentano le possibilità di una temporanea espansione subtropicale verso il Mediterraneo centrale.
La particolarità sta nella durata. Un’altra ondulazione atlantica potrebbe infatti avvicinarsi successivamente all’Europa occidentale e al Nord Italia. Se i tempi verranno confermati, il massimo del caldo non avrebbe molti giorni per svilupparsi: potrebbe concentrarsi soprattutto fra giovedì e venerdì.
Questo permette di separare due concetti che in estate vengono spesso confusi. Persistenza e intensità non sono la stessa cosa. Una fase calda può durare poco ed essere comunque molto forte. Al contrario, diversi giorni anticiclonici non producono automaticamente temperature eccezionali.

Perché venerdì potrebbe diventare il giorno più caldo

La carta prevista alle quote medio-alte dell’atmosfera aiuta a comprendere il meccanismo. A ovest dell’Europa compare una depressione molto profonda sull’Atlantico, mentre tra Mediterraneo centrale e Italia i geopotenziali risultano decisamente più elevati.
È importante osservare la posizione relativa delle due strutture. L’Italia si troverebbe sul lato orientale della circolazione depressionaria atlantica. In questa zona le correnti tendono a disporsi dai quadranti sud-occidentali, favorendo il trasporto verso nord di aria molto calda presente fra Nord Africa e Mediterraneo.
Una depressione collocata sull’Atlantico, quindi, non porta necessariamente subito aria fresca in Italia. Se rimane abbastanza occidentale può produrre inizialmente l’effetto opposto: intensificare le correnti meridionali davanti a sé e favorire l’espansione del promontorio subtropicale verso la Penisola.
È uno dei motivi per cui il massimo termico può verificarsi poco prima che la circolazione occidentale torni ad avvicinarsi. Il termometro raggiunge il valore più alto proprio quando il richiamo caldo è ben organizzato, il cielo rimane sufficientemente libero dalle nubi e l’aria subtropicale riesce ad avanzare verso nord senza che la parte più instabile della circolazione atlantica sia ancora arrivata.

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Cosa ci dice la carta a 500 hPa

La configurazione alle quote medio-alte appare particolarmente eloquente. Sul Mediterraneo centrale le superfici di geopotenziale raggiungono valori molto elevati, nell’ordine di 594-597 decametri in alcuni settori, mentre nell’Atlantico i valori crollano all’interno della profonda circolazione depressionaria.
Non bisogna trasformare direttamente questi numeri in una temperatura prevista al suolo. Il geopotenziale a 500 hPa descrive soprattutto lo spessore e la struttura della colonna atmosferica. Valori molto elevati sono generalmente associati a una colonna calda e dilatata e, in presenza di alta pressione, anche a moti discendenti capaci di favorire compressione e riscaldamento.
Il contrasto fra la depressione atlantica e il promontorio mediterraneo aumenta inoltre la componente meridionale delle correnti intermedie. È precisamente questo incastro che rende interessante giovedì e soprattutto venerdì: non una struttura immobile sopra l’Italia per molti giorni, ma una pulsazione calda che potrebbe raggiungere rapidamente la propria massima intensità.

Fino a 10°C in più rispetto a oggi

La nostra elaborazione aggiunge il riscontro più immediato. Confrontando le massime previste per venerdì 28 con quelle di oggi, 21 agosto, gli aumenti diventano molto marcati su parte del Centro-Nord. Localmente si raggiungono differenze nell’ordine dei 10 °C.
Una quota di questo aumento dipende naturalmente dalle caratteristiche della giornata odierna. Nubi, piogge, temporali e ventilazione hanno limitato fortemente il riscaldamento diurno in molte zone. Venerdì prossimo, qualora prevalessero sole, subsidenza e afflusso caldo meridionale, il terreno potrebbe invece tornare a riscaldare con grande efficienza gli strati atmosferici più bassi.
Il confronto non va quindi interpretato come la certezza dell’arrivo di aria esattamente 10 °C più calda. È però molto utile per mostrare la velocità con cui le massime potrebbero recuperare. Dopo il forte disturbo di questa settimana, vedere nuovamente valori estivi molto elevati entro sette giorni dimostrerebbe che la circolazione di fine agosto può diventare più incerta senza impedire brevi accelerazioni termiche molto importanti.

Dove potrebbero tornare le temperature più elevate

Per parlare già oggi di 40 °C su una singola città è troppo presto. La distanza temporale impone prudenza.
Le zone interne del Centro Italia saranno comunque fra quelle da osservare qualora l’evoluzione restasse simile alle elaborazioni attuali. Toscana interna, Umbria e Lazio possono reagire molto rapidamente quando una massa d’aria calda si combina con forte insolazione e ventilazione poco efficace nelle ore centrali.
Anche alcune pianure settentrionali potrebbero registrare un recupero impressionante rispetto alle temperature odierne, sebbene qui il rischio di maggiore nuvolosità o di un anticipo delle correnti occidentali renda il dato più sensibile ai prossimi aggiornamenti. Sardegna e settori interni del Centro-Sud potranno a loro volta mantenere temperature elevate.
Per ora è ragionevole considerare possibili massime diffusamente superiori ai 35 °C nelle aree maggiormente coinvolte dal richiamo caldo, con locali 37-39 °C e la soglia dei 40 °C che resta una possibilità da verificare, non un valore già acquisito. In caso comunque i 40 gradi dovrebbero rimanere una prerogativa del sud peninsulare dove ben poco hanno potuto e potranno le infiltrazioni più fresche atlantiche.

Cosa potrebbe impedire il picco termico di venerdì

La previsione dipenderà soprattutto da tre elementi. Il primo è la posizione della depressione atlantica. Se resterà sufficientemente lontana dalla Penisola Iberica, lascerà più spazio al richiamo caldo verso il Mediterraneo. Se avanzerà più rapidamente verso est, l’influenza delle correnti occidentali sull’Italia inizierà prima e il riscaldamento potrebbe risultare meno intenso.
Il secondo elemento riguarda la copertura nuvolosa. Al Nord bastano alcune ore di nubi in più durante il pomeriggio per sottrarre diversi gradi alla massima prevista. Il terzo è la durata effettiva dell’alimentazione subtropicale: uno spostamento di appena 12-24 ore nei tempi della successiva ondulazione sarebbe sufficiente a modificare sensibilmente le temperature di venerdì.
È per questo che i prossimi aggiornamenti saranno più utili per valutare la soglia dei 40 °C che per stabilire se farà semplicemente più caldo. La tendenza al rialzo appare meteorologicamente plausibile; la sua intensità massima resta invece da quantificare.
La parte più interessante della prossima settimana potrebbe quindi essere racchiusa proprio in questo contrasto: un’estate che perde continuità può ancora conservare la capacità di produrre uno o due pomeriggi estremamente caldi. Se venerdì 28 confermerà il potenziale attualmente indicato, non servirà una lunga permanenza dell’alta pressione. Sarà sufficiente che le due ondulazioni atlantiche lascino aperta, per appena 24-48 ore, la finestra giusta.

Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing

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